Riceviamo e pubblichiamo.
***
"Sul tema del Belvedere e della modifica della convenzione con la Cantina Comunale discussa nel Consiglio comunale del 29 aprile 2026, riteniamo opportuno chiarire le ragioni della posizione espressa dalla minoranza e spiegare perché abbiamo chiesto più tempo per approfondire una scelta che consideriamo molto importante per il futuro del Comune.
La modifica proposta dalla maggioranza riguarda l’assegnazione dell’intero stabile del Belvedere alla Cantina Comunale, così da consentire alla stessa di accedere a un contributo del Gse per il conto termico 3.0 pari a circa 2 milioni di euro, finalizzato all’efficientamento energetico dell’edificio.
Il contributo può essere concesso soltanto a chi abbia la disponibilità totale dell’immobile, comprendendo sia i locali già previsti nella convenzione sia le restanti parti dello stabile.
La maggioranza ha quindi proposto di assegnare temporaneamente tutto l’edificio alla Cantina fino al termine dei lavori, prevedendo una clausola che limita la durata della nuova convenzione “al tempo strettamente necessario per effettuare i lavori di riqualificazione energetica”, lasciando però aperta, una volta conclusi gli interventi, la possibilità di “rivedere le condizioni di utilizzo già pattuite” oppure di “ripristinare in toto le pattuizioni già precedentemente sottoscritte”.
Premettiamo con chiarezza che non siamo contrari all’ottenimento del contributo né alla realizzazione dei lavori. Riteniamo però corretto evidenziare che siamo stati informati di questo passaggio estremamente rilevante soltanto durante l’incontro con la Ragioniera il giorno precedente al Consiglio comunale.
Per questo motivo avevamo chiesto di stralciare temporaneamente il punto all’ordine del giorno, così da poter valutare con maggiore attenzione tutti gli aspetti collegati a una scelta di questa portata economica e patrimoniale.
Dal nostro punto di vista esistono infatti alcune criticità che meritavano approfondimento.
Non vengono definite date precise o tempi massimi per i lavori. Non è prevista una clausola sufficientemente chiara che tuteli il Comune rispetto a eventuali future richieste economiche legate all’aumento di valore dell’immobile dopo gli interventi. Inoltre, nel testo si lascia aperta la possibilità di ridefinire successivamente le condizioni di utilizzo della struttura.
Riteniamo inoltre insufficienti le garanzie sulla corretta esecuzione dei lavori su un immobile di proprietà comunale e consideriamo inadeguata la fidejussione prevista.
Non risultano poi esplicitati, almeno nel testo sottoposto al voto, eventuali vincoli richiesti dal GSE per l’erogazione del contributo.
Durante la discussione in Consiglio, la maggioranza ha sostenuto che si trattasse di una semplice “linea guida” e non di una vera modifica della convenzione. Tuttavia, leggendo il testo della delibera, si parla chiaramente di “approvare le modificazioni alla convenzione già sottoscritta in data 06/02/2025”.
A questo proposito riteniamo anche opportuno ricordare che, circa un mese prima delle elezioni del 2024, erano comparsi articoli sui giornali locali e su La Stampa nei quali si affermava che la convenzione con la Cantina Comunale fosse già stata firmata, accompagnati da dichiarazioni della Sindaca che esprimevano soddisfazione per il risultato raggiunto.
Eppure oggi gli stessi documenti ufficiali riportano come data di sottoscrizione il 6 febbraio 2025, circa otto mesi dopo le elezioni.
Abbiamo ricordato in Consiglio che il compito dell’amministrazione comunale è quello di perseguire l’interesse del Comune e della popolazione lamorrese, non quello di favorire un soggetto privato, per quanto importante per il territorio.
La minoranza non è contraria a trovare soluzioni per consentire i lavori, ma ritiene che operazioni economicamente così rilevanti debbano essere valutate sotto ogni punto di vista, garantendo sempre l’interesse pubblico. Ricordiamo che il Comune sostiene una rata di mutuo di circa 57 mila euro annui e che dall’acquisto dell’immobile sono già stati pagati circa 250 mila euro.
A seguito delle nostre osservazioni, la maggioranza ha inserito durante la seduta un emendamento finalizzato a evitare future pretese economiche della Cantina sui locali che non resteranno nella sua disponibilità. Anche su questo punto riteniamo però opportuno acquisire un parere legale approfondito.
Continuiamo a credere che convenzioni e modifiche di questa importanza debbano contenere regole certe e precise sin dall’inizio, senza rinviare questioni così delicate a un futuro ancora indefinito.
Avevamo chiesto soltanto del tempo: anche un mese per sederci a un tavolo e valutare insieme tutte le opzioni possibili.
La proposta non è stata accolta, motivando la scelta con l’urgenza di procedere per non perdere l’opportunità del contributo. Tuttavia, alla data del 25 maggio 2026, tale modifica alla convenzione non risulta ancora formalizzata.
La nostra richiesta di proroga, a questo punto, avrebbe potuto essere accolta.
Ancora una volta, però, la maggioranza predica collaborazione ma sceglie modalità che riteniamo autoritarie".
La Morra è… un paese a misura dei lamorresi





