Attualità - 29 maggio 2026, 20:10

Paesana, completato il secondo ponte del Sentiero Rosetta: continua l’impegno dei volontari di "Bici da Montagna"

Nuovo intervento sul percorso che collega Agliasco a Pian Lavarino. L’associazione guarda già ai prossimi lavori per valorizzare il territorio e la rete sentieristica della valle

Un nuovo tassello si aggiunge al lavoro di valorizzazione del territorio portato avanti dalla società Bici da Montagna di Paesana. Nei giorni scorsi è stato infatti completato il secondo ponte lungo il Sentiero Rosetta, grazie all’impegno dei volontari dell’associazione che da anni si dedicano alla manutenzione e alla cura dei percorsi naturalistici della zona.

L’opera rappresenta un importante miglioramento per la fruibilità del tracciato, già molto apprezzato da escursionisti e appassionati di mountain bike. Il nuovo attraversamento si affianca al già esistente Ponte Romilda, situato nei pressi del torrente verso la borgata Pian Lavarino, rendendo ancora più agevole il passaggio lungo il percorso.

Il Sentiero Rosetta si sviluppa sul versante a monte della borgata Agliasco, nel territorio comunale di Paesana. L’accesso principale si trova poco oltre il Pian di Vitun, dove un’apposita segnaletica indica l’inizio del tracciato. Da qui il percorso attraversa il sottobosco fino a raggiungere la borgata Pian Lavarino, offrendo un itinerario immerso nella natura e adatto a un ampio pubblico.

La storia del sentiero affonda le sue radici nel 2012, quando i volontari della società lo individuarono grazie alle indicazioni di un anziano abitante della zona. L’obiettivo iniziale era quello di trovare nuovi passaggi da utilizzare durante la storica Valpolonga, la manifestazione ciclistica che per anni ha rappresentato uno degli eventi simbolo della mountain bike in Valle Po.

Fu proprio quell’anziano a raccontare ai volontari la vicenda di Rosetta, la giovane che diede il nome prima alla strada nel bosco e successivamente al sentiero.

La tradizione locale narra che la ragazza, residente nella borgata Sarat, mentre si recava alla fonte per prendere l’acqua venne assalita dai lupi. I resti dei suoi abiti furono ritrovati su una grande roccia lungo il percorso e, per ricordarla, i genitori incisero sulla pietra una data e le iniziali del suo nome. Ancora oggi, con un po’ di attenzione e versando dell’acqua sulla superficie della roccia, è possibile scorgere le tracce di quelle incisioni, ormai consumate dal tempo.

Dal punto di vista escursionistico il Sentiero Rosetta è particolarmente apprezzato per la sua accessibilità. Partendo da Agliasco presenta infatti un dislivello molto contenuto e si sviluppa quasi interamente in piano. Da Pian Lavarino, invece, il percorso comporta circa 120 metri di dislivello positivo. Caratteristiche che lo rendono adatto alle famiglie, agli escursionisti e ai biker, mentre risulta meno indicato per motociclisti trialisti ed enduristi a causa di alcuni passaggi tecnici e impegnativi.

Il completamento del nuovo ponte è stato possibile grazie al lavoro di una squadra di volontari sempre più numerosa. Ognuno contribuisce mettendo a disposizione mezzi e attrezzature proprie: motoseghe, motocarriole, soffiatori e tutto il necessario per mantenere i sentieri percorribili durante tutto l’anno, nonostante le difficoltà causate da maltempo, frane e vegetazione. 

L’associazione guarda già avanti. È infatti stato individuato un nuovo sentiero sul quale intervenire nei prossimi mesi, nell’ambito di un programma di manutenzione che punta a promuovere e far conoscere il patrimonio naturalistico che circonda Paesana.

L’obiettivo non è soltanto turistico e sportivo – spiega Paolo Cotti referente dall’associazione - Mantenere puliti e accessibili i percorsi del sottobosco significa anche garantire una maggiore sicurezza del territorio, rendendo più agevoli eventuali interventi in caso di incendi boschivi o altre emergenze. Un messaggio che la Bici da Montagna vuole condividere con tutta la comunità, nella speranza di sensibilizzare sempre più persone sull’importanza della cura e della valorizzazione dell’ambiente montano”.

Anna Maria Parola

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