Sono state centinaia le persone arrivate a Poirino per dare l'ultimo saluto a Muriel Oddenino, la biologa marina morta durante un'immersione alle Maldive. Una folla silenziosa e composta ha riempito la Chiesa di Santa Maria Maggiore già molto prima dell'inizio della celebrazione funebre, tanto che molte persone sono state costrette a rimanere all'esterno dell'edificio perché all'interno non c'era più spazio.
Parenti, amici, conoscenti e cittadini hanno voluto stringersi attorno alla famiglia in un momento di dolore che ha profondamente colpito l'intera comunità poirinese. Presenti anche il sindaco di Poirino Nicholas Padalino, la sindaca di Pralormo Emma Burzio e la sindaca di Isolabella Bianca Cavallero.
Per la giornata dei funerali il primo cittadino aveva proclamato il lutto cittadino, segno della profonda vicinanza dell'intera comunità alla famiglia della giovane ricercatrice.
Il dolore del padre davanti alla chiesa gremita
Nel corso della celebrazione è stato il padre a prendere la parola, in uno dei momenti più toccanti della mattinata. "Le nostre parole sono inadeguate e disarmate - ha detto - ma vengono aiutate dalla fede, che supera tutti gli ostacoli. Quando questa bara uscirà io penserò a lei viva su questa terra, su queste strade di Poirino". Poi il ringraziamento rivolto alle centinaia di persone presenti: "Non dite parole adeguate, ma fate una presenza adeguata".
Una vita dedicata al mare e alla ricerca
Muriel Oddenino proveniva da una famiglia storicamente legata alla medicina: il padre, il nonno, lo zio e oggi anche i fratelli hanno intrapreso quella professione. Lei, invece, aveva deciso di seguire una strada diversa, trasformando in lavoro quella passione per il mare e per la natura che coltivava fin da giovane.
Dopo la laurea in Scienze Naturali all'Università di Torino, aveva continuato il proprio percorso accademico e scientifico all'Università di Genova, dove tra il 2019 e il 2022 si era dedicata alla ricerca. In seguito aveva lavorato a Bari come ricercatrice, per poi rientrare nel capoluogo ligure come assegnista di ricerca al Distav, il Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita.
Il mare era il centro della sua vita professionale e personale. Studiava gli ecosistemi marini, analizzava le trasformazioni climatiche e portava avanti il proprio lavoro con l'obiettivo di comprendere e tutelare un ambiente che amava profondamente. La ragazza era molto legata alla Riviera di Ponente del Savonese e in particolare a Pietra Ligure, dove la famiglia possedeva una casa.

La raccolta fondi per la biologia marina
Sulla scia dello spirito altruista e dell'impegno scientifico che hanno accompagnato il percorso di Muriel, è stata inoltre avviata una raccolta fondi destinata a sostenere la ricerca nel campo della biologia marina, secondo le indicazioni che verranno fornite dalla famiglia.
Il ricordo del parroco
Durante l'omelia, il parroco di Santa Maria Maggiore, don Domenico Cravero, ha ricordato la giovane citando il XXVI canto dell'Inferno della Divina Commedia: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Un passaggio che, secondo chi la conosceva, rappresentava bene la sua continua ricerca di conoscenza, crescita e consapevolezza.
"Poirino così profondamente toccata da questa tragedia si stringe alla famiglia", ha detto il parroco nel corso della celebrazione, accompagnata da un lungo silenzio e dalla commozione di centinaia di persone.







