Attualità - 29 maggio 2026, 16:41

Roccavione respinge la bandiera nera di Legambiente: "Un atto ingiusto, superficiale e offensivo per il nostro paese"

Il Comune contesta duramente l’attribuzione legata all’uscita dal Parco Fluviale Gesso e Stura. Giraudo e De Carlini: “Non accettiamo processi sommari costruiti su segnalazioni parziali, politicamente orientate e lontane dalla realtà dei fatti”

Roccavione respinge la bandiera nera di Legambiente: "Un atto ingiusto, superficiale e offensivo per il nostro paese"

Il Comune di Roccavione respinge con forza e indignazione l’attribuzione della “Bandiera Nera” da parte di Legambiente, motivata con la decisione dell’Amministrazione comunale di uscire dal Parco Fluviale Gesso e Stura. Si tratta di un giudizio che il Comune considera ingiusto, superficiale, sproporzionato e gravemente lesivo dell’immagine di Roccavione, della dignità dei suoi cittadini e dell’onorabilità dei suoi amministratori.

Roccavione non accetta di essere messa alla gogna da chi, evidentemente, non conosce il territorio, non conosce il lavoro svolto dall’Amministrazione e non ha ritenuto necessario verificare direttamente la realtà dei fatti prima di emettere una sorta di sentenza pubblica.

Ancora più grave appare il metodo con cui, secondo quanto riportato da vari organi di stampa, questa attribuzione sarebbe maturata: sulla base di una segnalazione proveniente da un circolo locale. Se davvero questo è il criterio, allora il problema non riguarda soltanto Roccavione, ma la credibilità stessa di chi pretende di distribuire patenti ambientali affidandosi a ricostruzioni parziali, non approfondite e, nel caso specifico, lontanissime dalla realtà concreta del paese.

“Francamente ci aspettavamo di più da un’associazione che ritenevamo prestigiosa”, dichiara il Sindaco Paolo Giraudo. “Attribuire una Bandiera Nera a Roccavione per l’uscita da un Parco che per il nostro Comune ha prodotto poco o nulla significa non conoscere Roccavione, non conoscere il territorio e non conoscere il lavoro che è stato fatto. Se poi il giudizio nasce da segnalazioni locali, diciamo chiaramente che non accettiamo che rivalità politiche o letture di parte vengano mascherate da ambientalismo”.

La decisione di uscire dal Parco Fluviale Gesso e Stura non rappresenta in alcun modo un arretramento sul piano ambientale. Rappresenta, al contrario, una scelta di serietà amministrativa. Il territorio comunale interessato dal Parco era estremamente limitato e le ricadute concrete per Roccavione, in anni di adesione, sono state minime: qualche evento, qualche cartello, qualche iniziativa sporadica. Nulla che un Comune attento e organizzato non possa realizzare autonomamente, con maggiore coerenza rispetto alle proprie esigenze e con maggiore utilità per i cittadini.

Anche la stessa fruizione ciclabile e turistica del Parco, per quanto riguarda Roccavione, presentava limiti evidenti. Per raggiungere il paese in bicicletta dal resto del Parco sarebbe stato necessario percorrere per diversi chilometri tratti di strada statale, con problemi evidenti di sicurezza, continuità e reale accessibilità. Parlare di grande occasione persa, in questo contesto, significa raccontare una realtà che semplicemente non esiste.

Roccavione non è uscita dall’ambiente. È uscita da un meccanismo che per Roccavione non produceva benefici proporzionati”, afferma il Sindaco. “Noi non facciamo ambientalismo da comunicato stampa. Facciamo manutenzione dei sentieri, pulizia degli alvei, prevenzione del rischio idrogeologico, valorizzazione del paesaggio, recupero di percorsi, sostegno alla filiera locale, servizi concreti per cittadini e turisti. Se questo merita una Bandiera Nera, allora forse qualcuno dovrebbe rivedere i propri criteri di giudizio”.

L’Amministrazione comunale rivendica una lunga serie di interventi realizzati a tutela del patrimonio paesaggistico, ambientale e territoriale. Nella primavera del 2025 è stato eseguito il ripristino dell’anello dei Piloni, Bec Berciassa e zona Imperiale, insieme al ripristino dell’alveo del Vallone San Giovanni. È stato rifatto il tratto di sentiero Roche Molere – Selva del Gorgasso – San Giacomo, con il contributo dell’Unione Montana attraverso le risorse legate al tesserino funghi, e con la posa della nuova segnaletica grazie anche ai volontari CAI: 18 frecce con relativi pali distribuiti sul territorio comunale.

Sono stati effettuati interventi di pulizia sulla strada Tetto Tonietto – Tetto Massa e sulla diramazione verso Tetto Rive, in direzione Roaschia, con taglio rami, ripristino degli scoli e manutenzione di tratti fondamentali per la fruibilità e la sicurezza del territorio. Sono stati inoltre realizzati il taglio delle piante nel parco di Brignola e interventi lungo un tratto dell’alveo del Rio Marchisa.

È stata realizzata la nuova vasca di decantazione del Bugiala per evitare allagamenti del paese, secondo quanto indicato anche dal Genio Civile, ed è stata portata a termine dall’attuale Amministrazione la messa in sicurezza del torrente Gesso dietro Tetto Piano. Una linea chiara: prima la sicurezza del territorio, prima la prevenzione, prima la tutela concreta dei cittadini.

Un gruppo di consiglieri comunali, a titolo completamente volontario, ha inoltre ripulito la zona boschiva in cui si trova la “Tomba del Partigiano”, da anni in stato di abbandono, rendendola nuovamente visitabile e restituendola alla fruizione di cittadini, escursionisti e appassionati del territorio.

Particolare importanza ha poi assunto la riqualificazione della Rocca di San Sudario, uno dei luoghi simbolici di Roccavione. Dopo gli interventi di messa in sicurezza, l’installazione delle ringhiere di protezione e la pulizia del bosco, l’area è stata valorizzata anche attraverso la grande opera lignea dell’artista locale Barba Brisiu, il “Guardiano della Rocca”, oggi visibile dal paese e dalle strade delle località vicine. Un intervento che unisce tutela del paesaggio, identità, cultura locale, sicurezza e valorizzazione turistica.

A breve, inoltre, i volontari di Robilante interverranno per la sistemazione del Giro delle Monete, con accesso alle antiche macine ancora presenti sul posto. Un altro intervento che va nella direzione della fruizione intelligente del territorio, della riscoperta della memoria locale e della valorizzazione dei percorsi.

Questi sono fatti. Non opinioni. Non slogan. Non bandierine ideologiche”, sottolinea Giraudo. “Sono lavori realizzati, pagati, documentabili, spesso cofinanziati da aziende del territorio. Questa è tutela ambientale vera. Il resto sono etichette distribuite con troppa leggerezza”.

L’Amministrazione ricorda inoltre il progetto “L’Orto del Contadino”, che consente la vendita a chilometro zero di prodotti ortofrutticoli da parte degli agricoltori locali in un locale messo a disposizione da privati cittadini. Una scelta che promuove economia di prossimità, consumo consapevole, filiera corta e rapporto diretto tra produttori e comunità.

Non solo. Alcune biciclette elettriche, acquistate in passato con fondi pubblici prima dell’attuale Amministrazione, giacevano inutilizzate nell’archivio comunale. L’attuale Amministrazione le ha recuperate, rimesse in funzione e messe a disposizione gratuitamente per cittadini e turisti.

Anche questo è ambientalismo concreto”, aggiunge il Sindaco. “Prendere ciò che esiste, non sprecarlo, rimetterlo a disposizione delle persone. Altro che Bandiera Nera”.

Sul piano economico interviene il Vice Sindaco con delega al bilancio Marco De Carlini: “Sentiamo dire che le somme destinate al Parco erano modeste. Bene: respingiamo con forza questa mentalità. Quando si parla di soldi pubblici non esistono somme talmente piccole da poter essere sprecate. Non esistono ‘due spiccioli’ se quei soldi appartengono ai cittadini”.

Il nostro compito”, prosegue De Carlini, “non è mantenere adesioni simboliche per paura di una pagella o di un’etichetta. Il nostro compito è usare bene le risorse pubbliche. Se una spesa non produce benefici reali per Roccavione, abbiamo il dovere di rimetterla in discussione. Questa si chiama responsabilità amministrativa. Chi la scambia per disinteresse ambientale dimostra di non conoscere né il bilancio pubblico né il territorio”.

Il Comune rivendica quindi una visione ambientale concreta, non ideologica e non propagandistica. Roccavione continuerà a investire su sentieri, percorsi, manutenzioni, sicurezza idrogeologica, prevenzione, valorizzazione del paesaggio, turismo lento realmente praticabile e collegamenti ciclabili davvero fruibili verso i paesi vicini.

Le piste ciclabili non si annunciano sui manifesti. Si progettano dove possono essere usate in sicurezza”, dichiara Giraudo. “Noi continueremo a lavorare su collegamenti reali, utili, praticabili. Non su percorsi teorici che obbligano le persone a passare per chilometri su una strada statale”.

C’è poi un dato che dovrebbe far riflettere chiunque. Su 1.181 Comuni della Regione Piemonte, l’unica Bandiera Nera assegnata a un Comune piemontese viene attribuita a Roccavione per essere uscito dal Parco Fluviale Gesso e Stura. Se davvero, tra 1.181 Comuni, il peggiore esempio ambientale del Piemonte fosse Roccavione, allora dovremmo concludere che il Piemonte è diventato il paradiso terrestre.

La realtà è molto diversa. Questa decisione non racconta la situazione ambientale del Piemonte e non racconta nemmeno Roccavione. Racconta piuttosto un metodo che pone seri interrogativi sull’attendibilità, sull’equilibrio e sulla trasparenza di certe “pagelle” pubbliche.

I primi a indignarsi per questa assurda attribuzione sono proprio i cittadini di Roccavione: persone che vivono il territorio ogni giorno, che vedono i lavori realizzati e che non accettano di vedere il proprio paese dipinto come un simbolo negativo sul piano ambientale sulla base di una ricostruzione parziale, ingenerosa e lontana dalla realtà.

Un paese che, anche grazie a questi interventi, sta ricominciando a vivere dopo anni di declino: otto nuove attività commerciali sono state aperte a Roccavione, che sta tornando a essere un centro in cui vivere stabilmente, e non solo un dormitorio per le città vicine.

Ci chiediamo: tutto questo merita una Bandiera Nera?”, afferma il Sindaco. “La meritano i lavori sui sentieri, la pulizia degli alvei, la prevenzione degli allagamenti, la messa in sicurezza del torrente Gesso, la riqualificazione della Rocca di San Sudario, il recupero delle biciclette elettriche, il sostegno al chilometro zero? Oppure la Bandiera Nera è stata assegnata solo perché abbiamo avuto il coraggio di dire che un’adesione formale non basta, se non produce risultati concreti?”.

Il Comune invita formalmente i vertici di Legambiente a venire a Roccavione, a incontrare l’Amministrazione comunale, a visitare i luoghi degli interventi e a verificare direttamente ciò che è stato fatto.

Venite a Roccavione”, conclude il Sindaco Paolo Giraudo. “Venite sui sentieri. Venite alla Rocca di San Sudario. Venite a vedere gli alvei puliti, le vasche di decantazione, gli interventi contro il rischio idrogeologico, i percorsi recuperati, le biciclette rimesse a disposizione, il progetto dell’Orto del Contadino. Venite a vedere la realtà, invece di affidarvi a segnalazioni prive di fondamento e probabilmente viziate da logiche di rivalità politica locale”.

Dopo aver visto tutto questo”, conclude Giraudo, “avrete due possibilità: confermare una Bandiera Nera che appare sempre più come un giudizio politico e preconcetto, oppure riconoscere che Roccavione è un Comune che sull’ambiente lavora davvero. Noi non abbiamo paura del confronto. Ma pretendiamo rispetto. Per il nostro paese, per i nostri cittadini e per il lavoro serio che stiamo facendo”.

Roccavione non accetta lezioni da chi giudica senza conoscere. Non accetta etichette ingiuste. Non accetta che l’ambiente venga usato come terreno di polemica politica. I fatti parlano chiaro: questo Comune non ha ridotto la propria attenzione ambientale. L’ha aumentata, l’ha resa concreta e continuerà a farlo.

c.s.

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