Eventi - 29 maggio 2026, 16:28

Al Monastero di Sampeyre si parla di vino e delle sfide imposte dal cambiamento climatico

Sabato 13 giugno un convegno dedicato alle nuove prospettive per la vinificazione, tra viticoltura eroica e dealcolazione

Al Monastero di Sampeyre si parla di vino e delle sfide imposte dal cambiamento climatico

Sabato 13 giugno il Centro culturale Il Monastero di Sampeyre, in località Villaretto, ospita il convegno “Nuove prospettive per la vinificazione. Tra viticoltura eroica e dealcolazione”. L’appuntamento è dedicato alle trasformazioni del settore vitivinicolo e alle nuove prospettive legate all’innovazione, alla sostenibilità e ai cambiamenti climatici: si rivolge principalmente agli operatori del comparto vitivinicolo ma è aperto anche ad appassionati, curiosi e a chiunque voglia comprendere come il vino stia cambiando di fronte alle sfide ambientali e ai nuovi consumi, inizia alle ore 10.15. La partecipazione è gratuita ma è necessario iscriversi tramite il modulo online disponibile all’indirizzo forms.gle/raHv3giABScfgsUn6.

Il convegno affronta un tema di particolare attualità per il mondo del vino: l’impatto del riscaldamento globale sulla produzione vitivinicola tradizionale. L’aumento delle temperature medie, infatti, sta modificando le caratteristiche delle uve e determina gradazioni alcoliche più elevate, mandando in sofferenza molti vitigni. Parallelamente cresce l’interesse verso nuove pratiche produttive, come la viticoltura ad altitudini maggiori, la riscoperta di varietà più resistenti e la commercializzazione di vini a basso o nullo contenuto alcolico: quest’ultimo è un settore in forte sviluppo anche per effetto dei cambiamenti nelle abitudini legate al consumo di bevande alcoliche dei consumatori, specialmente le donne e le nuove generazioni.

«Ospitare un confronto di questo livello a Sampeyre significa portare in montagna temi che riguardano il futuro dell’agricoltura, del paesaggio e delle economie locali, non soltanto alpine – dichiara il sindaco Roberto Dadone –. La viticoltura in quota e la ricerca di nuove soluzioni produttive dimostrano però come anche i territori alpini possano diventare luoghi di sperimentazione e innovazione. È inoltre particolarmente significativo che uno dei primi eventi ospitati dal Monastero sia dedicato proprio all’enogastronomia e alla valorizzazione del territorio».

Dopo i saluti istituzionali, il convegno si apre con la presentazione del progetto transfrontaliero DEVIN0, cofinanziato dal Programma Interreg VI-A ALCOTRA Italia e Francia 2021-2027. DEVIN0 analizza

modalità concrete per sostenere il futuro del settore vitivinicolo attraverso percorsi di innovazione orientati alla produzione di vini a basso contenuto alcolico, mantenendo qualità e identità territoriale. A intervenire è Francesco Bruno di APRO Formazione di Alba, ente coordinatore delle attività del partenariato. Segue un approfondimento sulla dealcolazione: Daniela Tornato di Vignaioli Piemontesi, la più grande associazione di viticoltori del Piemonte che da anni è impegnata nella divulgazione tecnica e nel supporto alle aziende del comparto, si occupa del quadro normativo di riferimento; Federico Piano del Crea-VE di Asti, sede locale del Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia appartenente al CREA che si occupa di trasformazione enologica, studi chimici, biologici e sensoriali legati al vino, spiega l’applicazione all’enologia delle moderne tecniche di dealcolazione. Il tema dell’innovazione naturale è invece al centro dell’intervento dedicato ai vitigni resistenti di Pierguido Ceste, presidente di PIWI Piemonte: si tratta di varietà che consentono di ridurre drasticamente o eliminare i trattamenti chimici in vigneto, una prospettiva che interessa sempre più produttori, anche per il minor impatto ambientale e per il risparmio di acqua, carburanti ed energia. I vini ottenuti da queste varietà, spesso soprannominate “super-bio”, stanno inoltre dimostrando livelli qualitativi sempre più elevati. Enrico Surra, agronomo e docente dell’Istituto Umberto I di Verzuolo, dedica il suo intervento alla figura di Giuseppe di Rovasenda, studioso e ampelografo piemontese che nella seconda metà dell’Ottocento avviò a Verzuolo una delle più importanti raccolte di vitigni europei dell’epoca. Surra ripercorre il lavoro di ricerca che portò alla pubblicazione del “Saggio di Ampelografia nazionale” e del successivo “Saggio di Ampelografia universale”, opere ancora oggi di grande interesse per gli studi vitivinicoli. A chiudere il programma è la riflessione di Mario Deltetto di Alba Accademia Alberghiera sulla storia della viticoltura e dei viticoltori di Sampeyre, a ricordare che anche nei territori montani, dove oggi la vite sembra quasi un’intrusa, il vino ha invece lasciato tracce profonde e antiche. Al termine dei lavori è prevista una degustazione dei vini presentati durante il convegno.

L’iniziativa è organizzata da APRO Formazione e Alba Accademia Alberghiera ed è ospitata dal Comune di Sampeyre con il patrocinio di Valle Varaita Unione Montana, Terres Monviso, BIM Valle Varaita, Regione Piemonte e Provincia di Cuneo.

Il convegno è una delle prime iniziative ospitate dal Centro “Il Monastero”, il nuovo spazio laboratoriale, culturale e sociale inaugurato nel giugno 2025 grazie a un finanziamento del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Piemonte. Il progetto ha consentito il recupero e la riqualificazione di un ampio edificio articolato su tre livelli, destinato a ospitare attività ed eventi legati in particolare all’enogastronomia, contribuendo al tempo stesso alla valorizzazione della borgata di Villaretto, che è stata interamente ripavimentata, e al miglioramento degli spazi pubblici circostanti.

c.s.

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