Cuneo si prepara ad accogliere nuovamente i Veterans Clefs d’Or Internazionali, la prestigiosa rappresentanza di professionisti dell’ospitalità alberghiera del passato uniti dal simbolo delle celebri chiavi d’oro incrociate, emblema universale di eccellenza, discrezione, competenza e servizio.
Gli illustri ospiti soggiornano presso l'hotel Palazzo Lovera, storica struttura ricettiva cittadina dove il patron Giorgio Chiesa ricoprì la carica di vicepresidente internazionale dell'associazione nei primi anni duemila.
La visita, coordinata da Conitours per quanto riguarda l'aspetto escursionistico, rappresenta un importante ritorno in città dopo la prima esperienza vissuta nel 2022, segno del profondo legame e dell’apprezzamento che i membri dell’associazione internazionale hanno maturato nei confronti del territorio cuneese e della sua grande tradizione di accoglienza.
Le Clefs d’Or identificano nel mondo la figura del concierge d’albergo — il portiere d’albergo nella sua espressione più alta e qualificata — un professionista capace di trasformare il soggiorno di un ospite in un’esperienza unica attraverso attenzione, relazioni, cultura del servizio e capacità di risolvere ogni esigenza con eleganza e riservatezza. Le due chiavi d’oro incrociate appuntate sulla giacca rappresentano infatti molto più di un simbolo distintivo: sono il segno di appartenenza a una rete globale fondata su fiducia, professionalità e reciproca collaborazione tra i migliori professionisti del mondo.
La delegazione internazionale che visiterà Cuneo sarà composta da autorevoli rappresentanti provenienti da diversi Paesi, a testimonianza della dimensione globale dell’associazione e del valore internazionale attribuito al territorio ospitante. Saranno infatti presenti ospiti provenienti da Paesi Bassi, Austria, Israele, Canada, Svizzera, Ungheria, Singapore e Stati Uniti d’America.
La visita costituirà anche un’importante occasione di promozione internazionale per il territorio cuneese, le sue eccellenze enogastronomiche, culturali e paesaggistiche, confermando ancora una volta come l’ospitalità rappresenti uno degli strumenti più autentici di dialogo tra culture e popoli diversi.





