L’umanizzazione delle cure in ambito chirurgico trasforma la sala operatoria da ambiente puramente tecnologico a spazio di relazione, dove l’integrazione di tecniche innovative e supporto empatico mira a preservare la dignità e il benessere psicofisico del paziente in un momento di massima vulnerabilità.
L’ASL CN1, nell’ambito di un progetto di umanizzazione delle cure e miglioramento continuo della qualità, ha avviato uno studio sull’impiego della realtà virtuale durante l’impianto di accessi venosi totalmente impiantati (PORT) in pazienti oncologici. L’obiettivo è di offrire un’esperienza multisensoriale per favorire il rilassamento e ridurre lo stress delle persone assistite sottoposte ad impianto/rimozione di catetere venoso a lungo termine.

Si tratta di un progetto multidisciplinare condotto da Paolo Guffanti e Agnese Pizzorno della struttura di Terapia Antalgica e Gestione Accessi Venosi Centrali, diretta da Dario Giaime. La ricerca è supportata dal Direttore Sanitario ASL CN1, Monica Rebora, ed è svolta in collaborazione con le strutture di Oncologia, diretta da Cristina Granetto, e della Direzione delle Professioni Sanitarie, diretta da Anna Maddalena Basso.
Allo studio hanno aderito 50 pazienti oncologici (29 donne e 21 uomini) che, firmando il consenso al posizionamento di un visore per realtà virtuale, durante la procedura di impianto, sono stati immersi in ambienti digitali immersivi. La selezione dei contenuti mirava alla distrazione cognitiva attraverso scenari differenti: vedute marine, paesaggi al crepuscolo, voli di mongolfiere e navigazione nell’universo.
Direttamente in sala operatoria, sono stati rilevati i parametri vitali di questi pazienti, 5 minuti prima e 5 minuti dopo il posizionamento del visore (e comunque prima dell’inizio dell’intervento). In questo intervallo di tempo si è verificata una normalizzazione dei parametri: una diminuzione media della pressione sistolica e diastolica del 3% circa e una diminuzione media della frequenza cardiaca del 5% circa.
Oltre all’aspetto clinico, quasi tutti i pazienti hanno giudicato positivamente l’utilizzo della realtà virtuale durante l’intervento: 48 pazienti hanno riferito un’esperienza superiore in termini di comfort rispetto a precedenti procedure invasive (come ad esempio interventi odontoiatrici o di piccola chirurgia), confermando l'efficacia della realtà virtuale come strumento di distrazione non farmacologica, e 49 pazienti consiglierebbero ad altri l’utilizzo del visore per l’impianto di un catetere vascolare.
Lo studio è stato oggetto di una comunicazione orale, da parte di Agnese Pizzorno in rappresentanza di tutto il Team Accessi Venosi dell’ASL CN1, al Congresso nazionale PICC DAY, organizzato da GAVeCeLT (Gruppo Aperto di Studio 'Gli Accessi Venosi Centrali a Lungo Termine') tenutosi a Bologna il 3 dicembre 2025.
L’utilizzo della realtà virtuale non è essenziale per la riuscita dell’intervento e non ne migliora l’esecuzione, ma rappresenta un valore aggiunto che umanizza e migliora significativamente l’esperienza del paziente rispetto all’impianto dell’accesso venoso, ultimo step prima dell’inizio della terapia oncologica.
L’integrazione delle tecnologie emergenti, con particolare riferimento alla realtà virtuale, definisce una nuova frontiera nel processo di umanizzazione delle cure all'interno dell’ambiente chirurgico. Questo approccio, su cui l'ASL CN1 sta attivamente investendo, consente una parziale "de-medicalizzazione" dell’esperienza vissuta dal paziente, mitigando l’impatto dello stress del contesto operatorio e modulando attivamente la percezione del dolore e dell’ansia.








