Dopo il rientro in patria, avvenuto nel 2023, dell’urna contenente le spoglie di Adolfo Vietto (leggi qui), Internato Militare Italiano (IMI) nato a Mondovì nel 1924, l’Onlus “Col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo” è ora impegnata nelle pratiche ministeriali per consentire il rimpatrio di un altro militare monregalese: l’artigliere alpino Giuseppe Serra, classe 1922, attualmente sepolto nel Cimitero Militare Principale di Francoforte sul Meno.
Adolfo Vietto era stato arrestato dai nazisti ad Alba il 12 settembre 1943 mentre prestava servizio nella Fanteria acquartierata presso la caserma “Govone”. Deportato nel campo di concentramento di Dortmund, vi morì il 9 giugno 1944. In seguito fu sepolto nel cimitero militare di Francoforte sul Meno e, dopo un lungo iter burocratico, le sue spoglie sono state definitivamente tumulate a Lequio Tanaro nel 2023.
"Le vicende degli Internati Militari Italiani - spiegano dall'onlus Cordero Lanza di Montezemolo - sono state troppo spesso dimenticate, quando non volutamente ignorate. Si trattava di soldati italiani che, dopo l’8 settembre 1943, furono catturati dai tedeschi e privati perfino dello status di prigionieri di guerra. I nazisti crearono infatti la categoria degli “IMI” proprio per sottrarsi agli obblighi, sia pure limitati, previsti dalla Convenzione di Ginevra per i prigionieri militari".
Giuseppe Serra fu chiamato alle armi il 21 gennaio 1942 e assegnato all’Artiglieria alpina presso il Magazzino di Mondovì. Il 20 aprile dello stesso anno entrò a far parte del Gruppo mobilitato “Mondovì” e il 4 agosto partì per il fronte russo. Rimpatriato il 10 maggio 1943 presso il Comando Tappa n. 142 (PM 3200), dopo una breve licenza rientrò in zona di guerra e venne destinato al Brennero. Qui, in seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, fu catturato dalle truppe naziste e deportato nello Stalag XIII. Morì il 3 maggio 1944. Inizialmente sepolto nel cimitero di Südfriedhof, dopo la Liberazione la sua salma venne traslata nel Cimitero Militare Principale di Francoforte sul Meno, dove riposa tuttora.
"Anche in questo caso - proseguono dall'associazione -, come era avvenuto per Adolfo Vietto, è stato un familiare a farsi carico dell’impegno economico necessario per il rimpatrio delle spoglie. Oggi è il nipote Massimo Serra a seguire con determinazione il percorso che consentirà di riportare il congiunto nella tomba di famiglia. Le procedure burocratiche non permettono ancora di stabilire una data certa per la cerimonia di rientro, che potrebbe svolgersi nel prossimo mese di ottobre.
A oltre ottant’anni di distanza, queste vicende invitano a riflettere sulle sofferenze patite dagli Internati Militari Italiani. Giovani uomini nel pieno delle forze, giudicati idonei al servizio militare, morirono nel giro di pochi mesi a causa della fame, delle malattie provocate dalla denutrizione e delle durissime condizioni di lavoro e di prigionia. Sia Vietto sia Serra, come migliaia di altri loro commilitoni, sopravvissero soltanto pochi mesi dopo la cattura".





