In questi giorni le strade italiane sono invase dall’onda rosa del Giro d’Italia Woman 2026, che domenica 7 giugno reciterà l’ultimo atto con la tappa Saluzzo-Saluzzo di 145 km.
Dopo la partenza alle 13.15 dall’antica capitale del Marchesato, la carovana rosa transiterà per circa 35 km nel territorio della Città metropolitana di Torino, toccando Villafranca Piemonte, Cavour, Osasco, San Secondo di Pinerolo, Bricherasio e Bibiana, per poi rientrare in Provincia di Cuneo sulla strada comunale che collega Bibiana a Montoso. La tappa proseguirà con il passaggio alla Colletta di Paesana e alla Colletta di Brondello, l’attraversamento della bassa Val Varaita, di Verzuolo e di Manta, fino al traguardo finale di Saluzzo.
A macinare chilometri tra cime inerpicate e pianure assolate c’è (anche) la campionessa piemontese Elisa Longo Borghini, vincitrice del trofeo senza fine nelle ultime due edizioni. La donna delle imprese, la donna che sa come riuscire a realizzare qualcosa di grande. E grande, anzi gigante, è vincere anche tre volte il bronzo ai Mondiali in linea e due volte ai Giochi olimpici, quasi tutte le classiche del calendario e 13 titoli italiani.
Dalla mitica pioniera Alfonsina Strada, nel 1924 prima donna a correre insieme agli uomini al Giro d’Italia, il ciclismo femminile ha fatto un salto gigantesco. Lo sa bene la campionessa di Ornavasso (Verbania), classe 1991. Il suo profilo è pieno di fatica e disciplina, senza spazio per altro. Niente vacanze ostentate, party o red carpet: tutto gira intorno alle due ruote, al corpo, alla preparazione, ai chilometri macinati per vincere. E indossare la Maglia, come una seconda pelle.
Elisa non è l’unica della famiglia a poter vantare una brillante carriera nel mondo dello sport. La fuoriclasse della UAE Team ADQ è infatti figlia di Ferdinando Longo Borghini, allenatore di sci nordico, e di Guidina Dal Sasso, ex sciatrice di fondo con un passato in tre Olimpiadi e sei Mondiali, il fratello Paolo ha praticato a livello professionistico lo stesso sport: il ciclismo su strada e oggi è moto regolatore per l’Unione ciclistica internazionale. A ottobre del 2023 ha sposato Jacopo Mosca, anche lui corridore professionista.
Elisa, come ti descriveresti in tre aggettivi?
«Determinata, ambiziosa, testarda».
Il tuo mito sportivo?
«Mio fratello Paolo. Ha corso per 11 anni in bicicletta, facendo il professionista».
Lo sport è nel DNA della tua famiglia, tu come ti sei avvicinata al ciclismo?
«Ho seguito le orme di mio fratello, ha qualche anno in più di me e io volevo stargli vicino».
Il bello e il brutto del ciclismo?
«Il bello è che in bicicletta mi sento libera e il brutto è che le auto molto spesso ti trattano male».
La vittoria che ti è rimasta nel cuore?
«Strade Bianche Donne nel 2017».
La sconfitta che ti brucia di più?
«Strade Bianche Donne nel 2021».
Per arrivare ad alti livelli ci vuole tanto sacrificio, qual è la motivazione che ti spinge?
«La mia passione».
Sei scaramantica?
«No».
Sei un esempio per molti giovani, soprattutto ragazze, che consiglio dai?
«Il consiglio è quello di approcciarsi allo sport come un divertimento e non come un’ossessione. Ci vuole la voglia di fare sport per stare bene, per divertirsi, per creare delle amicizie e dei legami unici che alla fine solo lo sport credo possa dare. Perché ci si conosce profondamente, facendo lo sport insieme, e questa è una cosa che poche altre passioni ti permettono di fare».
Un saluto ai nostri lettori?
«Un saluto a tutti voi e spero che possiate seguire i vostri sogni e realizzarli».
Grazie Elisa, in bocca al lupo per tutto!





