Curiosità - 04 giugno 2026, 15:31

Buona lettura dal Caffè letterario Albedo di Bra con Siracusa di Delia Ephron

Un romanzo che è prima di tutto un viaggio attraverso una storia fatta di tante storie

Buona lettura dal Caffè letterario Albedo di Bra con Siracusa di Delia Ephron

In un’epoca sempre più digitale, il Caffè letterario Albedo di Bra offre l’unica vera connessione che conta: quella umana e culturale. Archiviata la stagione 2025/26 ricca di ospiti e temi, l’appuntamento con la lettura continua sul divano di casa in compagnia di un buon libro.

Leggere "Siracusa" di Delia Ephron (Fazi) è prima di tutto un viaggio che scorre veloce tra le dita, una vacanza accanto ai protagonisti di pagine che, piano piano, diventano carte scoperte di una storia fatta di tante storie.

La trama è accattivante, quasi cinematografica, già dall'inizio. Due coppie vanno in vacanza insieme in Sicilia: Michael e Lizzie, raffinati newyorchesi, lui scrittore affermato, lei giornalista dal passato professionale brillante; Finn e Taylor, lui ristoratore senza troppe pretese, lei donna glaciale e madre oppressiva, vengono dal Maine e viaggiano con la figlia Snow, una bambina timida e taciturna.

Un invito nato quasi per scherzo, durante una serata piacevole trascorsa insieme, uno slancio di entusiasmo e i quattro americani si ritrovano dall'altra parte dell'Oceano. Ben presto spuntano gelosie e rivalità, bugie, attrazioni incrociate ed antipatie neanche troppo celate.

In una danza perfetta di luci e ombre, sotto il sole rovente di Siracusa cominciano ad addensarsi nuvole oscure. Finché, a complicare ulteriormente le cose, spunta da lontano, ma si fa sempre più ingombrante, la presenza della giovane amante di Michael. E la vacanza prende una piega inaspettata.

In un gioco di incastri congegnato in maniera sapiente, ognuna delle parti racconta la sua verità: quattro versioni diverse della stessa storia, che però vanno a convergere verso un unico, tragico finale.

In questo noir dal ritmo narrativo perfetto, l'autrice tratteggia magistralmente i suoi personaggi, rendendoli vivi e reali al punto di farceli disprezzare, compatire e odiare, come fossero quei vicini di casa o quei colleghi che conosciamo da anni, ma di cui non riusciamo mai a diventare veramente amici. Un'analisi feroce e impietosa delle fragilità che ci scalfiscono e dell'incapacità di vederci, spesso, per quello che siamo.

Non sono da meno le due città protagoniste, Roma e Siracusa, che la Ephron rivela in tutto il loro decadente splendore, in quella dicotomia tipicamente italiana di un patrimonio artistico magnifico e trascurato, incantevole e fatiscente.

Silvia Gullino

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