Saluzzese - 07 giugno 2026, 08:01

Quando il greco parla ancora al cuore dei ragazzi

All’Istituto Soleri-Bertoni di Saluzzo un corso opzionale di greco antico si è trasformato in un’esperienza intensa di scoperta, memoria e condivisione, capace di lasciare un segno profondo negli studenti.

Nel corso dell’anno scolastico 2025-2026, all’Istituto Soleri-Bertoni di Saluzzo, il greco antico è diventato molto più di una disciplina opzionale: si è trasformato in un’esperienza culturale e umana capace di coinvolgere profondamente gli studenti. Il progetto, dedicato alla letteratura e alla civiltà greca antica e tenuto dalla professoressa Laura Bellani, ha riunito in una classe mista ragazze e ragazzi delle quarte e delle quinte, accomunati dalla curiosità di avvicinarsi a un mondo solo apparentemente lontano.

L’interesse suscitato dall’iniziativa è stato forte fin dall’inizio. Incontri pomeridiani, letture, riflessioni, dialoghi sui testi: il corso ha mostrato quanto il richiamo delle radici antiche sia ancora vivo nei giovani, e quanto il confronto con i classici possa parlare al presente con sorprendente immediatezza.

A raccontare con particolare intensità il significato di questo percorso è la testimonianza di un’allieva, che restituisce il valore più autentico dell’esperienza: non soltanto lo studio di una lingua e di una civiltà, ma la nascita di un legame profondo con parole, idee e autori capaci ancora oggi di interrogare chi legge.

μνάσεσθαί τινά φαιμι † καὶ ἕτερον † ἀμμέων : Dico che qualcuno, in futuro, si ricorderà di noi (Saffo).

Per gli studenti che hanno scelto di partecipare, il corso di greco non è stato soltanto un appuntamento settimanale dedicato a poeti, versi e tragedie. È diventato uno spazio di incontro e di crescita, una piccola comunità costruita nel tempo, lezione dopo lezione, in cui il sapere si è intrecciato con la scoperta di sé.

Erano in 29, provenienti da classi diverse, ma accomunati dal desiderio di lasciarsi sorprendere. Da Archiloco hanno imparato il valore della “forte sopportazione”, quella capacità di resistere che permette di affrontare anche le prove più dure. Con Teognide hanno riflettuto sull’importanza delle persone da scegliere accanto a sé. E attraverso Sofocle hanno compreso che persino il silenzio può farsi segnale potente, e che non sempre ciò che è giusto coincide con ciò che è imposto.

All’inizio, molti immaginavano che il risultato più concreto del corso sarebbe stato riuscire a leggere qualche parola, qualche frase, forse qualche verso. Nessuno, però, si aspettava di affezionarsi così intensamente ad autori vissuti secoli fa eppure ancora capaci di parlare con chiarezza, con forza, quasi con confidenza, a ragazze e ragazzi del presente.

Così Antigone non è rimasta una figura lontana nei manuali, ma è diventata una presenza viva, da comprendere e persino da sostenere nel suo gesto di pietà verso il fratello. Allo stesso modo, il celebre aggettivo con cui il Coro definisce l’uomo, “δεινός”, ha aperto una riflessione profonda sulla natura umana: capace di meraviglia e ingegno, ma anche di rischio e contraddizione.

Entrare nei sentimenti, nei conflitti e nei gesti di quei personaggi ha fatto sentire gli studenti meno soli. Ed è forse proprio qui che si rivela la forza dei classici: nella loro capacità di trasmettere, a distanza di secoli, emozioni intatte, riconoscibili, ancora vive negli adolescenti del XXI secolo.

Per questo, alla fine del percorso, il greco non appare affatto come una lingua morta. Al contrario, emerge come una visione del mondo, una mentalità, una voce antica che continua a cercare nuovi interlocutori e che sa ancora accendere passione, domande e appartenenza.

Settimana dopo settimana, quasi ogni giovedì, quei pomeriggi hanno dato forma a qualcosa che andava oltre lo studio: una piccola polis, costruita insieme attraverso l’ascolto, il confronto e la condivisione. Un’esperienza che oggi si conclude, ma che lascia dietro di sé legami, memorie e una consapevolezza destinata a durare.

Ed è proprio questa la sensazione che resta al termine del percorso: che ciò che è stato condiviso non si perda. Le parole studiate, i pensieri emersi, i legami nati tra i banchi continueranno a vivere nella memoria di chi ha partecipato. Come in una delle immagini più intense della cultura greca, ogni luogo potrà portare con sé l’eco di quella comunità costruita insieme.

Ovunque voi andrete, sarete una polis.                                                               

Federica Riva, IV A

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