Il percorso di adesione di Kiev alle UE sembrava essersi appianato dopo l’elezione del nuovo premier ungherese e le insistenze di Parigi e di Berlino. Purtroppo per gli ucraini, però, la decisione di Zelensky di rendere onore ai capi collaborazionisti della Seconda Guerra mondiale ha mandato su tutte le ferie non solo Israele, ma soprattutto la Polonia. Come riporta il sito Strumenti Politici, la posizione di Budapest sta virando sempre di più verso la piena approvazione della futura membership ucraina. C’è ancora da trovare l’accordo per garantire i diritti alla minoranza magiare, ma pare sia solo una questione di tempo e di condizioni da definire.
Sbloccato il mega prestito osteggiato da Orban, il nuovo primo ministro segnala la disponibilità a togliere il veto all’esame del primo capitolo negoziale per l’adesione. In seguito darebbe il suo consenso per raggiungere l’unanimità di tutti e 27 i membri dell’Unione. Varsavia invece si sta mettendo contro. I recenti episodi paragonabili a incidenti diplomatici si accompagnano ai dubbi e ai timori del governo polacco sulla concorrenza sleale di Kiev nel settore agroalimentare e in quello dei trasporti.
Ma adesso è peggio, perché il vicepresidente della Camera polacca ha esplicitamente esortato a diminuire l’assistenza data a Kiev e a bloccarne l’adesione alla UE finché non la smette col “culto dei criminali”. Si riferisce al titolo onorifico che Zelensky assegnerà a un’unità dell’esercito, quello di “Eroi dell’UPA”.
I combattenti dell’UPA collaborarono coi nazisti e uccisero circa 100mila polacchi nel corso dei massacri della Volinia, durati dal 1943 al 1945. Il presidente Nawrocki ha inoltre affermato di voler togliere a Zelensky l’alta onorificenza di Stato, l’Ordine dell'Aquila Bianca che gli aveva conferito il predecessore Duda.
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