A quasi undici mesi dal precedente sopralluogo, una delegazione comunale è tornata all’interno della casa di reclusione “Giuseppe Montalto” di Alba per verificare lo stato di avanzamento dei lavori. La visita ha preceduto l’audizione in quarta Commissione consiliare del direttore Nicola Pangallo e del garante comunale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Emilio De Vitto.
Il dato principale emerso dal confronto è che la fase strutturale delle sezioni detentive è sostanzialmente completata. Dopo anni di attese, rinvii e passaggi tecnici, il cantiere mostra dunque un avanzamento concreto rispetto alla situazione verificata nel precedente sopralluogo.
“Le sezioni da un punto di vista strutturale sono sostanzialmente completate. Non ci sono ulteriori interventi strutturali da affrontare se non minimi o di dettaglio”, ha spiegato Pangallo, precisando che la cosiddetta fase uno riguarda proprio il completamento delle sezioni detentive, con l’adeguamento strutturale e il perfezionamento degli impianti tecnologici.
La riconsegna degli spazi all’Amministrazione penitenziaria non è però ancora immediata. Restano alcuni passaggi tecnici indispensabili, a partire dal collaudo della nuova centrale termica, che richiede l’adeguamento della portata del gas attraverso un intervento sul contatore da parte dell’ente gestore.
“Abbiamo una problematica operativa sull’adeguamento del livello di portata del sistema di adduzione del gas, necessario per il collaudo della nuova centrale termica. L'intervento dovrebbe limitarsi alla sostituzione di un contatore, ma è un passaggio indispensabile”, ha chiarito il direttore.
Accanto a questo, dovranno essere completati i cablaggi elettronici collegati alla nuova sala regia, alla videosorveglianza e ai sistemi di sicurezza antintrusione e antiscavalcamento. Le predisposizioni risultano già realizzate, ma la chiusura effettiva del percorso passa dalle verifiche della Direzione lavori della Direzione generale beni e servizi del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.
Proprio per questo, sulle tempistiche, Pangallo ha mantenuto una linea prudente. Non esiste ancora una data ufficiale di riapertura.
“Non hanno mai parlato con me di date fisse di riapertura. I lavori sono sostanzialmente finiti nella parte strutturale, ma siamo ancora nella definizione degli aspetti di dettaglio. Solo dopo le verifiche e i collaudi si potrà individuare con maggiore certezza una data utile alla restituzione degli spazi”.
La fase due riguarderà invece altri ambienti dell’istituto, tra cui la caserma agenti, i bagni, alcune coperture e il fabbricato della direzione. Si tratta di interventi compresi nell’appalto, ma con tempi di riconsegna differenti rispetto ai locali detentivi.
Una volta restituiti gli spazi, toccherà al Dipartimento e al Provveditorato definire l’arrivo della popolazione detenuta. Anche su questo punto il direttore ha spiegato che le decisioni non dipendono dalla singola direzione territoriale, ma da una riorganizzazione più ampia dei circuiti detentivi.
Il “Montalto”, chiuso nel 2016 dopo i problemi legati alla legionella, dal giugno 2021 ha assunto la connotazione di casa di lavoro, con una piccola sezione esterna dedicata ai condannati semiliberi. La parte ristrutturata dovrebbe riportare Alba alla funzione di casa di reclusione, con una capienza indicativa di circa 160 posti.
“Sono quattro sezioni, ognuna con venti camere di pernottamento. Considerando in media due occupanti per stanza siamo intorno ai 160 posti, anche se la quantificazione precisa andrà fatta sulla base degli spazi effettivamente occupabili”, ha precisato Pangallo.
Resta aperto anche il tema del personale. La pianta organica prevede 82 unità di Polizia penitenziaria, ma il numero effettivo degli agenti in servizio è inferiore, perché comprende assenze, distacchi e personale sottoposto a valutazioni di idoneità. A questi si aggiunge il personale civile, impegnato nei servizi educativi, contabili e amministrativi.
Il punto, oggi, è che il carcere di Alba sembra finalmente intravedere una chiusura tecnica della parte più importante del cantiere. Ma la riapertura effettiva dipenderà ancora da tre passaggi: collaudi, riconsegna degli spazi e decisioni del Dipartimento su personale, circuito detentivo e assegnazione dei detenuti.





