Una "sala D" gremita, quella della Corte d’Assise del Tribunale di Cuneo, ha fatto da cornice oggi al saluto ad Attilio Offmann, pubblico ministero che dopo oltre trent’anni di servizio lascia la Procura della Repubblica di Cuneo per assumere un nuovo incarico presso la Procura Generale di Torino.
Magistrati, avvocati, appartenenti alla polizia giudiziaria e personale amministrativo si sono riuniti per dimostrar la stima e l’affetto maturati nei confronti di un magistrato che ha attraversato oltre tre decenni di storia giudiziaria cuneese, distinguendosi per competenza, equilibrio e profonda preparazione giuridica. Nel corso della sua carriera Offmann si è occupato in particolare di procedimenti per reati colposi, maturando una riconosciuta esperienza nelle indagini relative agli infortuni e alle morti sul lavoro. Al di fuori dell’attività professionale è noto anche per la sua grande passione per l’araldica, disciplina della quale è apprezzato conoscitore.
Ad aprire gli interventi è stato il presidente del Tribunale, Mario Amato, che ha sottolineato come la numerosa partecipazione all’iniziativa rappresenti il riconoscimento più autentico del lavoro svolto da Offmann nel corso degli anni. “Ha operato molto bene ed è stato amato" ha ricordato oggi.

Il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cuneo, Alessandro Ferrero, ha invece ricordato come il proprio ingresso nell’avvocatura coincise con l’arrivo di Offmann in Procura. Di lui ha evidenziato la “granitica preparazione giuridica”, ma anche la capacità di ascolto e la disponibilità a comprendere le ragioni degli altri, senza mai assumere atteggiamenti pregiudiziali.

Particolarmente sentito l’intervento del procuratore della Repubblica, Onelio Dodero, che ha riportato la memoria al 1994, quando Offmann, allora uditore giudiziario, occupava l’ufficio accanto al suo. “Ci porti via trent’anni di storia”, ha affermato. “Tu sei un magistrato formidabile. Spero che i giovani prendano esempio da te. Tu non hai fatto il magistrato, tu sei un magistrato. Ed è la cosa più bella che ci lasci".
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Anche la giudice Elisabetta Menardi ha voluto rendere omaggio al collega, definendolo un magistrato straordinario e ricordandone la prontezza e la profondità del ragionamento giuridico, qualità che ne hanno contraddistinto l’intero percorso professionale.
Visibilmente commosso durante tutta la cerimonia, Offmann ha ripercorso i suoi anni trascorsi in Procura. “Da un lato è tantissimo tempo, dall’altro mi sembra pochissimo. È passato in un lampo”, ha osservato. Un pensiero particolare è stato dedicato ai colleghi e all’ambiente di lavoro costruito in questi decenni: “Uno dei punti di forza della Procura è che non ci si sente mai soli”.
Nel suo intervento ha inoltre voluto ringraziare tutte le persone che hanno condiviso con lui il lavoro quotidiano: magistrati, avvocati, appartenenti alla polizia giudiziaria e personale amministrativo, ricordando il contributo fondamentale di ciascuno all’attività dell’ufficio.
La commozione ha accompagnato l’intera mattinata. A sintetizzarne il significato sono state anche le parole finali rivoltegli da Dodero: “E ora?”. Una domanda pronunciata con affetto, prima di aggiungere: “Sempre dalla stessa parte, tu ci troverai”. Poi l’abbraccio tra i due magistrati, accolto dall’emozione dei presenti.
L’immagine conclusiva di una giornata che è stata soprattutto il riconoscimento del percorso professionale e umano di un magistrato che, per oltre trent’anni, ha rappresentato un punto di riferimento per la giustizia cuneese.






