Lo abbiamo incontrato nel suo ufficio, in Comune a Boves, a due anni dall'inizio del suo mandato. Un'occasione per fare il punto sul lavoro svolto finora e sulle prospettive per i prossimi anni con Matteo Ravera, eletto sindaco nel giugno 2024 alla guida della lista civica “Insieme per Boves”, dopo un lungo percorso amministrativo iniziato nel 2009 e proseguito per dieci anni nel ruolo di vicesindaco.
Due anni rappresentano un primo momento utile per tracciare un bilancio. Tra progetti completati, opere in corso e nuove sfide, Ravera individua diversi risultati significativi, ma quando gli chiediamo quale sia quello che sente più vicino risponde senza esitazioni indicando il nuovo micronido di Piazza Italia.
“I risultati sono molti, partendo anche dalla riorganizzazione della macchina amministrativa, che si è resa necessaria a causa del forte turnover e della difficoltà nel reperire personale. Ma il progetto che considero più importante è sicuramente il nuovo micronido, che sarà completato entro questo mese grazie a un finanziamento di quasi mezzo milione di euro. È una struttura che risponde a un bisogno concreto delle famiglie e che aiuterà tanti genitori nella gestione dei figli piccoli”.
Un'opera attesa da tempo e destinata ad ampliare ulteriormente l'offerta educativa cittadina. L'apertura è ormai vicina.

“Sarà operativo dall'autunno o, al più tardi, entro il primo gennaio. Inoltre abbiamo ottenuto altri 48 mila euro di fondi PNRR destinati agli arredi”, spiega il sindaco.
Il sostegno alle famiglie resta uno dei temi centrali dell'azione amministrativa. Boves, sottolinea Ravera, può contare su una rete scolastica capillare e su un importante impegno economico da parte del Comune.
“Abbiamo tre scuole dell'infanzia, tre plessi di scuola primaria e una scuola media. Come amministrazione continuiamo a sostenere in maniera significativa le scuole materne, contribuendo alle rette con un investimento che vale circa 75 euro al mese per ogni bambino”.
Tra i progetti che più hanno cambiato il volto della città in questi due anni c'è sicuramente il recupero di Villa Berrini. Un edificio storico che oggi è tornato a vivere ed è diventato uno dei punti di riferimento della vita culturale bovesana.
“Restituire Villa Berrini alla città è stata una grande soddisfazione”, lascia intendere Ravera raccontando il percorso che ha portato al completamento dell'intervento.

“L'opera era stata avviata dall'amministrazione precedente e noi abbiamo portato a termine i lavori sugli interni, sugli arredi e sul giardino. Oggi il parco è molto frequentato da famiglie e giovani, mentre all'interno trovano spazio la Scuola di Pace, l'Istituto Musicale e numerose iniziative culturali. È diventato un luogo vivo e partecipato”.

Se Villa Berrini rappresenta il presente, uno degli investimenti più importanti guarda invece al futuro della memoria cittadina. Boves continua infatti a rafforzare il proprio ruolo nel racconto della Resistenza attraverso il nuovo museo permanente.
“Grazie a un finanziamento di oltre un milione di euro siamo riusciti a far crescere notevolmente il progetto. L'idea è quella di creare un punto di riferimento provinciale sulla Resistenza, lavorando in rete con realtà già consolidate come il Memoriale di Borgo San Dalmazzo, Paraloup e Casa Galimberti”.

Il nuovo museo sarà inserito in un sistema culturale più ampio che avrà nell'ex Filanda Favole il suo fulcro.
“La Filanda diventerà un vero polo museale. Oltre alle realtà già esistenti ospiterà il Museo Filippi e il futuro Museo della Resistenza. Avremo anche uno spazio all'aperto attrezzato per concerti e spettacoli, con l'obiettivo di rendere quest'area un centro culturale sempre più attrattivo”.
Naturalmente non tutto è stato semplice. Come molti Comuni, anche Boves ha dovuto fare i conti con l'aumento dei costi e con la necessità di trovare nuove risorse per mantenere servizi e investimenti.
“Abbiamo dovuto intervenire sull'addizionale Irpef, portandola allo 0,7% e allo 0,8% per i redditi più alti. È stata una scelta obbligata, considerando che in pochi anni la spesa corrente è aumentata di oltre un milione di euro. Nonostante questo, restiamo tra i Comuni con la tassazione più contenuta del territorio”.

Accanto ai servizi e alla cultura, un altro tema che accompagna il mandato è quello della riqualificazione urbana. Diversi interventi sono già finanziati e altri prenderanno forma nei prossimi mesi.
“Stiamo lavorando sulle piazze e sugli spazi pubblici. La riqualificazione di Piazza Rivoira è già finanziata, mentre per Piazza Caduti l'appalto partirà in autunno. Stiamo inoltre valutando interventi su Piazza Italia, sul viale di Fontanelle e in alcune frazioni. Sono opere che richiedono tempo, ma che contribuiranno a migliorare la qualità della vita dei cittadini”.
E proprio la qualità della vita è il concetto che torna più spesso nelle parole del sindaco quando si parla del futuro.

“Vorrei una Boves sempre più vivibile, accogliente e attenta alle persone”, è il messaggio che emerge dal suo racconto.
“So che non sarà possibile realizzare tutto ciò che era previsto nel programma elettorale, sia per ragioni economiche sia per la carenza di personale che oggi colpisce molti enti locali. Però l'obiettivo resta quello di mettere il cittadino al centro di ogni scelta e lasciare una città migliore di come l'abbiamo trovata”.
A metà mandato, il bilancio di Matteo Ravera parla di opere concluse, progetti avviati e investimenti che guardano al lungo periodo. Con una convinzione che attraversa tutte le iniziative messe in campo dall'amministrazione: costruire una Boves capace di crescere senza perdere la propria identità, rafforzando servizi, cultura e qualità della vita.
QUI SOTTO LA VIDEINTERVISTA AL SINDACO RAVERA:





