L'esperto di finanza Beppe Ghisolfi oggi celebra il terzo anniversario della scomparsa di Silvio Berlusconi.
"La prima cosa che mi viene in mente è la difficoltà ad avvicinarlo per la resistenza che opponeva la sua scorta.
Non lui che era di una gentilezza unica.
Niente superbia e tanta semplicità.
L’ho intervistato più volte mentre era Presidente del Consiglio.
Sempre disponibile e brillante .
Ha creato e distribuito ricchezza e successo per migliaia di persone .
Di lui parlo nel libro 'Visti da vicino'".
Il Banchiere scrittore affida a un proprio ricordo la rappresentazione della figura del più volte Primo Ministro, fondatore di Forza Italia e "padre" del gruppo finanziario e televisivo Fininvest Mediaset, scomparso il 12 giugno di tre anni fa
Esiste un episodio specifico della vita del Cavaliere che ne descrive il tratto umano e relazionale: è quello raccontato da Beppe Ghisolfi nel suo best seller dal titolo "Visti da Vicino", edito nel 2020 e nel quale sono riassunti, singolarmente, i profili delle molteplici personalità - del mondo economico e finanziario, artistico e politico istituzionale - che hanno scandito la carriera giornalistica e bancaria dell'Autore del libro edito da Aragno.
Il Prof. Ghisolfi, allora Direttore e "microfono itinerante" di Telecupole, riepiloga in particolare la giornata in cui Silvio Berlusconi, all'epoca Presidente del Consiglio dei Ministri alla guida del primo Governo della cosiddetta Seconda Repubblica, giunse in provincia Granda, atterrando all'aeroporto di Levaldigi assieme al fedelissimo Ministro liberale Raffaele Costa, per compiere un sopralluogo all'indomani della drammatica alluvione che segnò, sul piano del cambiamento di mentalità della protezione civile e della prevenzione idrogeologica, la storia non solo del Piemonte ma di tutta l'Italia.
Il Banchiere scrittore ricorda, in specifico, l'episodio dell'arrivo di Silvio Berlusconi nelle terre colpite dal disastro delle straordinarie precipitazioni: tutelato da un cordone di addetti alla sua personale sicurezza, che avevano il compito di impedire l'avvicinamento di giornalisti e curiosi, il Cavaliere, notando il garbo determinato e professionale di Ghisolfi, autorizzò l'intervista che quest'ultimo riuscì quindi a realizzare in un momento storico importante per i nostri territori e per il Paese.
Beppe Ghisolfi, qualche anno più tardi, avrebbe ribadito i rapporti di assoluta cordialità con la famiglia Berlusconi, allorquando venne chiamato a dirigere l'edizione piemontese del quotidiano "Il Giornale", il quotidiano fondato da Indro Montanelli e che all'epoca faceva capo al fratello Paolo.





