Politica - 15 giugno 2026, 13:15

Crisi del vino: “Serve un Consiglio regionale straordinario per organizzare gli stati generali del comparto"

La richiesta dagli esponenti dem Calderoni, Isnardi e Ravetti: "Occorre sapere cosa la Regione intende fare e con quali risorse”

Il consigliere regionale saluzzese Mauro Calderoni

Il consigliere regionale saluzzese Mauro Calderoni

“È urgente un Consiglio regionale straordinario sulla crisi del settore vitivinicolo, al fine di arrivare ad organizzare degli Stati Generali dove la Regione dovrà chiarire cosa intende fare e quante risorse intende stanziare per fare fronte a questa situazione di crisi ”. Questa la richiesta avanzata dai Consiglieri regionali del PD Domenico Ravetti, Mauro Calderoni e Fabio Isnardi.

“Il mercato è saturo, cantine e magazzini sono pieni – commenta il consigliere Domenico Ravetti -. Il sommarsi dei dazi americani con le turbolenze sui mercati territoriali ha originato la ‘tempesta perfetta’ che sta investendo il mercato vitivinicolo nostrano, ovvero una delle eccellenze del Piemonte. La nostra è la seconda regione italiana, dopo il Veneto, per valore del vino prodotto (1 miliardo e 428 milioni di euro). Stiamo parlando di un settore in cui operano oltre 7mila aziende specializzate (con una quota significativa di imprenditori under 40, il 14,2% del totale). Abbiamo 60 vini a denominazione d’origine (19 Docg e 41 Doc), su un totale di 78 Docg e 332 Doc a livello nazionale. La superficie idonea a produrre vino Doc è di 43.670 ettari. Numeri così significativi che ci fanno dire che anche per il vino piemontese, e non solo per l’automotive, è urgente un serrato confronto in sede istituzionale e non basta certo rallegrarsi per un +0,5% di crescita dell’export”.

Aggiunge il consigliere Mauro Calderoni: “La crisi del vino sta colpendo duramente anche la provincia di Cuneo, con ricadute pesanti sui redditi di molti viticoltori. La Regione apra subito un confronto con produttori e consorzi per individuare misure concrete a sostegno di un comparto strategico per l’economia e l’identità del nostro territorio”.

Il consigliere Fabio Isnardi ricorda all’assessore Bongioanni e alla maggioranza regionale che “è da un anno che si parla del calo delle vendite ma nel frattempo non è stato fatto praticamente nulla. Oramai è evidente che manca un vero piano di interventi per superare la crisi. Nel luglio di un anno fa, rispondendo ad una mia Interrogazione, l’assessore aveva minimizzato il problema, attribuendolo a una componente marginale della produzione vitivinicola piemontese: una posizione oltraggiosa per chi ogni giorno lavora per rendere grande e portare nel mondo la nostra produzione”. 

Ora, aggiunge Isnardi, l’atteggiamento è cambiato in parte: “Si è ammesso il problema ma anziché iniziative concrete sono seguite chiacchiere, brindisi e fotografie per i media. Certo si è nominato l’Asti Docg come vino dell’anno, a 2026 ampiamente iniziato. Si sono fatte squillare le trombe per la nascita di un nuovo cocktail. Intanto, però, la crisi di sistema resta. Occorre affrontare il tema delle giacenze nelle cantine, che in troppi casi significano agricoltori che si vedono rifiutare l’acquisto di nuove uve, a pochi mesi dalla vendemmia; approfondire il tema delle rese, perché ridurle avrebbe impatto sul reddito; infine, trattare la questione dei nuovi mercati”.

Sul dove fare queste riflessioni, Isnardi non ha dubbi: “La Regione apra, al più presto, gli Stati generali del mondo del vino. Sediamoci tutti al tavolo e, come già avvenuto nel dopoguerra con le cantine cooperative, troviamo nuove soluzioni per le maggiori criticità, e soprattutto facciamolo tutti insieme, prima che sia troppo tardi”.

C. S.

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