Attualità - 16 giugno 2026, 11:17

Garessio, completato il primo dipinto dell'artista estone Keili Major dedicato al Tanaro

Dodici finger paintings in dodici mesi. Un ciclo pittorico iniziato il 1° giugno 2026 che si concluderà a maggio 2027

Keili Major nel suo atelier

Keili Major nel suo atelier

È stato completato Tanaro I, il primo dei dodici dipinti che compongono Anno Tanaro, il nuovo progetto artistico di Keili Major. L'opera, realizzata in finger painting a olio su tela di cotone (60×80 cm), rappresenta il risultato di un mese di lavoro dell'artista estone che vive e opera a Garessio. Il dipinto nasce da una fotografia di riferimento scattata nella prima settimana di giugno dal punto canonico individuato lungo il fiume Tanaro.

Il progetto  si svilupperà nell'arco di dodici mesi, da giugno 2026 a maggio 2027 e tutte le opere saranno eseguite interamente in finger painting e manterranno il medesimo formato di 60×80 centimetri. Ogni dipinto raffigurerà esattamente lo stesso scorcio del Tanaro, osservato dalla medesima posizione sulla riva del fiume. Il punto di osservazione è stato identificato fisicamente attraverso un cairn di pietra collocato da Keili Major nel maggio 2026.

Ogni nuova opera del ciclo sarà presentata sul sito dell'artista nel mese del suo completamento, documentando così l'evoluzione del paesaggio lungo il corso di un intero anno.

La struttura di Anno Tanaro, fondata sul ritorno costante allo stesso soggetto in un arco temporale definito, si inserisce in una tradizione artistica ben riconoscibile. Tra i riferimenti più significativi figurano le Cattedrali di Rouen di Claude Monet (1892-1894), le Trentasei vedute del Monte Fuji di Katsushika Hokusai (1830-1832), i Today di On Kawara, avviati nel 1966, e le Seascapes di Hiroshi Sugimoto, iniziate nel 1980. In questo contesto, Anno Tanaro rappresenta una rilettura contemporanea del tema, concentrata su un fiume e sul trascorrere di un anno.

"La variabile della serie è l'anno, non il luogo -, spiega Keili Major -. Le stesse rocce. La stessa linea di alberi. Lo stesso orizzonte di montagne. Ma l'acqua si sposta, le foglie arrivano e se ne vanno, la neve sale poi scende poi sale di nuovo, gli angoli della luce ruotano attraverso l'anno. Dodici dipinti saranno un registro di quei cambiamenti: non come un libro illustrato delle stagioni, ma come un unico soggetto visto da dodici angolazioni temporali".

Il progetto prende forma a partire da un'opera precedente, anch'essa intitolata Tanaro, un finger painting a olio di 95×95 centimetri realizzato nel 2026. Il dipinto è attualmente esposto a Garessio presso “La Fabbrica del Cotone”, ristorante ricavato all'interno di un ex stabilimento restaurato del 1882. L'opera non è in vendita e rappresenta il punto di partenza ideale dell'intero ciclo.

Particolare attenzione viene dedicata alla documentazione fotografica. La fotografia di riferimento per ogni dipinto viene infatti realizzata nella prima settimana di ogni mese, seguendo un preciso registro di luce: il mid-morning, il momento in cui la linea d'ombra ha appena liberato il letto del fiume nel punto canonico e il sole si trova tra i 22 e i 28 gradi di elevazione. Pur variando l'orario in funzione delle stagioni, dalle circa otto del mattino in estate alle dieci e mezza in inverno, la qualità della luce rimane costante.

Anche la posizione della fotocamera resta invariata per tutta la durata del progetto. Ogni mese lo scatto viene eseguito dallo stesso punto della riva, con uno scarto di pochi centimetri e con identica inquadratura. Le apparecchiature utilizzate sono una Nikon D5300 con obiettivo fisso da 16 mm (equivalente a circa 24 mm full-frame), con acquisizione in formato RAW e rilevamento della bussola bloccato, affiancata da un iPhone 16 Pro Max ProRAW come sistema di backup.

Il finger painting costituisce dal 2018 la tecnica distintiva di Keili Major, accanto alla pittura realistica tradizionale. Anche Anno Tanaro viene realizzato senza l'utilizzo di pennelli: ogni intervento pittorico avviene esclusivamente attraverso il contatto diretto delle dita con la tela. Una scelta che, secondo l'artista, consente un rapporto immediato con la materia pittorica e una resa dell'impasto cromatico difficilmente ottenibile con strumenti tradizionali.

Tutti i dipinti del ciclo sono realizzati su tela di cotone Gerstaecker Studio XL da 380 g/m², con profilo museo da 45 millimetri e predisposti per l'esposizione senza cornice. I colori impiegati sono gli oli idrosolubili Holbein Duo Aqua, utilizzati senza trementina né solventi, in un processo di lavoro a ciclo chiuso.

Parallelamente ai dodici dipinti, il progetto darà vita anche a un corpus di dodici fotografie canoniche, una per ogni mese, realizzate nella stessa posizione e nelle medesime condizioni di luce. Le immagini, archiviate in qualità espositiva, potranno costituire un percorso parallelo da affiancare alle opere pittoriche, offrendo un ulteriore livello di lettura dell'intero ciclo artistico.

redazione

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