Attualità - 16 giugno 2026, 12:01

Il Graduation Day a Ceva chiude la scuola di politica Prime Minister Alpi “Fuori dai margini”

Lo scorso sabato, presentati i project work. Le ragazze si preparano per un’entusiasmante esperienza a Bruxelles

Il Graduation Day a Ceva chiude la scuola di politica Prime Minister Alpi “Fuori dai margini”

Cala il sipario sull’edizione 2025/2026 della scuola di politica per giovani donne Prime Minister Alpi “Fuori dai margini”.

Sabato 13 giugno, nella splendida cornice del giardino del Museo del Fungo di Ceva, le allieve sono state infatti protagoniste del Graduation Day, la cerimonia di consegna dei diplomi Prime Minister che segna la fine di questo importante percorso in concomitanza con la chiusura dell’anno scolastico.

Numerosi e stimolanti gli interventi istituzionali, a partire da quelli delle Amministrazioni comunali dei Comuni del partenariato. La consigliera cebana Ilaria Accamo, figura di riferimento del progetto per Ceva, l’assessora alle Pari opportunità e all’Istruzione e Formazione professionale del Comune di Mondovì, Francesca Bertazzoli, l’assessora alla Cultura, alla Parità e alle Politiche giovanili di Cuneo Cristina Clerico, e poi ancora il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, e il presidente del Gruppo Micologico Cebano, ente gestore del Museo, Giorgio Raviolo, tutti unanimemente entusiasti per il percorso portato avanti da queste ragazze che si affacciano all’età adulta con impegno e consapevolezza. 

Nel suo intervento, la consigliera Ilaria Accamo ha posto al centro le ragazze protagoniste del percorso, riconoscendone curiosità, sensibilità, capacità critica e potenziale trasformativo. Ha sottolineato come le nuove generazioni possano essere protagoniste del cambiamento di cui la società e i territori hanno oggi profondo bisogno, invitandole a continuare a informarsi, partecipare e mettersi in gioco. Accamo ha richiamato l’attenzione sulle disuguaglianze ancora presenti, esortando le partecipanti a mantenere uno sguardo vigile e uno spirito critico attivo, anche attraverso piccoli gesti quotidiani di microfemminismo capaci di promuovere rispetto, inclusione e pari opportunità. Un messaggio di fiducia e incoraggiamento, accompagnato dall’invito ad avere il coraggio di immaginare nuove strade e ambire ai luoghi della rappresentanza e delle decisioni. “Non limitatevi a far sentire la vostra voce: fatevi ascoltare. Come recita un libro che amo leggere con le mie figlie: ragazze, sognate più in grande. Puntate più in alto. Lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi” - ha concluso.

“Le ragazze che si sono cimentate nel percorso di Prime Minister hanno messo in gioco le loro capacità, la loro voglia di fare, di scoprire, di diventare cittadine attive nelle loro comunità - ha commentato l’assessora Francesca Bertazzoli -. Questo percorso può essere, per chi lo vorrà, un primo passo verso l’impegno concreto in politica, nelle amministrazioni pubbliche, nelle proprie città. Essere consigliera comunale, o assessora, o rivestire qualsivoglia carica pubblica significa portare il punto di vista femminile, farsi baluardo di diritti duramente conquistati e lottare per tutelarli e ampliarli ulteriormente, dimostrando che non esistono materie o deleghe “da donna” e deleghe “da uomo” ma che anzi le competenze vanno a beneficio di tutti, quando investite per il meglio”.                                                                           

“La terza edizione della scuola di politica per giovani donne Prime Minister è stata la prima diffusa sul territorio, dopo due edizioni nel capoluogo, segno che il bisogno di attivazione delle più giovani è tema Comune a più territori" - queste in chiusura le parole dell’assessora Cristina Clerico -. Le partecipanti hanno dedicato tempo, energie e passione al formarsi su temi articolati e mai privi di complessità come le discriminazioni e le politiche atte a promuovere reale parità, restituendo durante il Graduation Day il quadro di una generazione che non intende replicare o accettare in modo passivo o inevitabile le iniquità del passato. Un plauso alle giovani partecipanti e un grazie a tutte e tutti coloro che hanno reso possibile il progetto”.

Introdotte dalle tutor Valentina Zenga ed Elisa Avagnina, le allieve hanno inoltre presentato il project work realizzato nel corso degli ultimi incontri, un’attività di restituzione concreta e plastica di quanto appreso durante gli incontri e di quanto elaborato attraverso la loro visione del mondo e la loro sensibilità.

Il gruppo di lavoro di giornalismo ha presentato una brochure sulla misoginia nel mondo queer, 6 interviste condotte e registrate dalle ragazze stesse, poi trasformate in brevi sommari esaustivi della tematica corredate da QR code dal quale scaricare il materiale audiovisivo con le interviste integrali.

Il team di arti visive e performative ha invece allestito e portato in scena, nel chiostro dell’ex convento dei frati Cappuccini, una mostra fotografica e uno spettacolo teatrale sul patriarcato in famiglia. Un’esibizione che ha commosso i numerosi presenti e che ha dato plasticamente esempio di ciò che, molto spesso, avviene dietro le porte chiuse dei nuclei familiari a causa di un pregiudizio insito in molti aspetti della società.

Beatrice Verri, direttrice della Fondazione Nuto Revelli ETS, ha infine presentato la prossima edizione della scuola, alla quale è già possibile iscriversi, e ha ricordato l’appuntamento del 3 ottobre presso il Teatro Marenco di Ceva con la scrittrice, blogger e attivista femminista Irene Facheris.

La mattinata si è conclusa con la consegna degli attestati e con un piccolo buffet conviviale con amici e famiglie.

A settembre le allieve potranno prendere parte a un viaggio a Bruxelles, dove visiteranno le sedi delle principali istituzioni europee e incontreranno alcune eurodeputate italiane. L’opportunità di conoscere da vicino i luoghi in cui si costruiscono le politiche dell’Unione sarà un’esperienza che arricchirà ulteriormente il loro percorso di cittadinanza attiva e partecipazione.

Le ragazze muovono i primi passi nel mondo adulto imparando cosa significhi fare attivismo per le cause in cui si crede, per cambiare le cose dal basso, da dentro e, in primo luogo, da dentro di noi.

comunicato stampa

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