Bra sarà una delle oltre cento città italiane che venerdì 19 giugno ospiteranno la diretta streaming di “Palestina anima mundi”, iniziativa per riflettere sulla situazione in Palestina e sul ruolo della comunità internazionale di fronte al conflitto in corso. L’appuntamento è per le 20.45 alla sala conferenze del Polifunzionale, in Largo della Resistenza.
La serata vedrà protagonista Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, che dialogherà con il giornalista Matteo Meloni.
In merito all'evento interviene Davide Cavaliere, Presidente dell'Associazione Italia-Israele di Cuneo. "Apprendo che venerdì 19 giugno la città di Bra ospiterà, presso il Polifunzionale di Largo della Resistenza, scrive alla nostra redazione, una delle oltre cento tappe italiane della diretta streaming 'Palestina anima mundi', con Francesca Albanese quale protagonista indiscussa della serata. In qualità di presidente dell'Associazione Italia-Israele di Cuneo, sento il dovere di rivolgere alla comunità locale alcune considerazioni che i comunicati promozionali dell'evento si guardano bene dal formulare".
"Francesca Albanese ricopre il ruolo di Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, dichiara Cavaliere, ma è una militante politica che diffonde odio antiebraico, non un'esperta indipendente, dato che le sue dichiarazioni si inseriscono in una lunga lista di prese di posizione scandalose, tra cui evocazioni della 'lobby ebraica', paragoni tra Israele e il Terzo Reich e una retorica che ha sistematicamente attenuato, se non giustificato, gli orrori del 7 ottobre 2023, il più grave massacro di ebrei dall'Olocausto. La Francia non è stata sola: Germania, Italia e altri Paesi hanno espresso riserve analoghe sulla compatibilità del suo operato con i requisiti di imparzialità che il mandato ONU esige. Non si tratta di critiche isolate o di propaganda. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio l'ha inserita, nel luglio 2025, nella lista OFAC delle Specially Designated Nationals — lo stesso registro in cui figurano trafficanti d'armi, riciclatori e finanziatori del terrorismo —, accusandola di 'fomentare l'antisemitismo ed esprimere sostegno al terrorismo'. Le sanzioni, sospese da un giudice di primo grado, sono state reintrodotte nel maggio 2026 dalla Corte d'Appello federale. Che si condivida o meno la logica delle sanzioni americane, la sequenza degli eventi racconta di una figura tutt'altro che raccomandabile. Nell'ottobre 2023, di fronte all'irruzione di Hamas nei kibbutz israeliani, con oltre milleduecento civili trucidati, bambini bruciati vivi, donne stuprate e rapite, Albanese non ha saputo o voluto pronunciare la parola 'terrorismo'. Interpellata in diretta televisiva sulla qualificazione di Hamas, ha preferito rammentare che 'l'ONU non la definisce tale'» — una risposta che è essa stessa una risposta politica, non giuridica. Chi usa il prestigio delle Nazioni Unite come scudo per evitare di condannare il massacro di civili inermi non sta esercitando un mandato sui diritti umani: sta facendo attivismo con una divisa istituzionale".
"L'iniziativa 'Palestina anima mundi', dichiara ancora Cavaliere, si presenta come un 'momento di approfondimento e confronto'. Ma non vi è confronto quando si invita un'unica voce — peraltro sotto sanzioni internazionali attive — a parlare a cento piazze simultaneamente. Vi è, semmai, una mobilitazione politica che si ammanta del linguaggio della pace e della coscienza critica. Il titolo del nuovo libro di Albanese, 'La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero', appartiene al lessico messianico delle cause totalizzanti, non al vocabolario del diritto internazionale. L'Associazione Italia-Israele di Cuneo non chiede che si taccia su Gaza, chiede, più semplicemente, onestà intellettuale: che si riconosca il 7 ottobre per ciò che è stato, ossia un crimine contro l'umanità; che si ammetta che Hamas è un'organizzazione terroristica designata come tale dall'Unione Europea, dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Regno Unito e da molti altri; che si sappia distinguere tra critica legittima a una politica di governo e demonizzazione sistematica di uno Stato e dei suoi cittadini.Chi non è disposto a compiere questi passi elementari non è un testimone scomodo della verità, conclude Cavaliere, è parte di un racconto di parte. Bra merita di saperlo".





