Attualità - 17 giugno 2026, 12:49

Futura chiusura dei passaggi a livello di Racconigi e sostituzione con un sottopasso: "Dubbi sulla conformità del cantiere"

Luigi Reynaudo, presidente del Comitato di cittadini “per un sottopasso sostenibile”, segnala possibili difformità nei materiali utilizzati per le nuove strade collegate al progetto del tunnel e chiede controlli sugli interventi finanziati con fondi pubblici

L'adeguamento delle strade comunali esistenti, in prospettiva della chiusura dei due passaggi a livello in frazione Canapile e in località Martinetto

L'adeguamento delle strade comunali esistenti, in prospettiva della chiusura dei due passaggi a livello in frazione Canapile e in località Martinetto

Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore,

a Racconigi il delicato tema della chiusura dei quattro passaggi a livello presenti in città e della sostituzione con un solo sottopasso veicolare ed un sottopasso pedonale è recentemente rimbalzato agli onori della cronaca cittadina.

Il sindaco Oderda, utilizzando i consueti toni trionfalistici, ha informato con apposito comunicato stampa l’inizio dei lavori. Essi riguardano, per il momento, le opere di adeguamento delle strade comunali esistenti, in prospettiva della chiusura dei due passaggi a livello in frazione Canapile e in località Martinetto.

Le lavorazioni previste dal progetto esecutivo, di cui abbiamo copia, consistono sinteticamente nella realizzazione di uno scavo di 40 cm di profondità nella sede stradale originaria, della posa di un telo di geotessuto, della realizzazione della nuova fondazione stradale in misto granulare anidro di altezza 25 cm e infine della posa dello strato superficiale stradale di 15 cm di cui 10 cm in misto granulare stabilizzato e 5 cm in pietrischetto bitumato.

Dall’osservazione dei lavori in corso e dalla corposa documentazione fotografica raccolta e anche consegnatami da numerosi cittadini, sembrerebbe che il previsto scavo di cm 40 NON sia stato effettuato o almeno non nella misura del progetto esecutivo. Per lo più appare un lieve scoticamento dello strato terroso superficiale con l’asportazione di una minima quantità di materiale e il generale livellamento plano altimetrico del sedime originario della strada.

Sul sedime originario, dopo questa minima spianatura delle irregolarità altimetriche e la stesa del telo di geotessuto NON sembra sia stato depositato il previsto “misto granulare anidro” che dovrebbe consistere in una miscela di inerti (sabbia, ghiaia e ciottoli), piuttosto, in sua vece pare sia stato depositato uno strato misto frantumato di detriti di varia natura, dimensioni e origine.

Si tratterebbe, verosimilmente, di residui frantumati provenienti dalla demolizione di fabbricati all’interno dei quali si riconoscono elementi di laterizio, altri a base cementizia ed altri ancora riconducibili alla frantumazione di gres porcellanato o similare e addirittura elementi legnosi e di origine plastica.

Ma ahimè, emergono, ineludibilmente, miscelati al suo interno e quindi sparsi su di una superficie di oltre 3000 mq, anche altri rifiuti di dimensioni significative, perché riconoscibili ad occhio nudo, quali: spezzoni di tubi corrugati in plastica per impianti elettrici, tubi idraulici e di adduzione gas metano, valvole termostatiche, placchette elettriche in metallo o plastica, pezzi ceramici di origine idrosanitaria, frammenti di pannelli termoisolanti, spezzoni di guaine bituminose e molti altri rifiuti indifferenziati.

Questi materiali sembrerebbero difformi da quelli previsti, non sappiamo quanto possano essere conformi per un sottofondo stradale, non sappiamo se qualcuno li ha “certificati” come idonei, non sappiamo se possano eventualmente contenere elementi potenzialmente inquinanti non rilevabili alla vista come, ad esempio, frammenti del temuto cemento – amianto.

Tutte ragionevoli domande che ci poniamo e che abbiamo, prima d’ora, rivolto agli enti competenti ai controlli con puntuali segnalazioni di cui attendiamo riscontro al più presto, non solo relativamente al contenuto del materiale rinvenuto ma, anche e soprattutto, in relazione alla conformità dei lavori eseguiti rispetto al progetto. Ricordiamo che l’opera è pagata con fondi pubblici (Rete ferroviaria italiana e Regione Piemonte) e realizzata su un sedime di proprietà pubblica, c’è quindi da augurarsi che tutto sia stato fatto a regola d’arte. 

In attesa di ulteriori sviluppi, come sempre il Comitato proseguirà la propria attività di osservazione degli eventi e di comunicazione aperta ai cittadini dandone ogni volta notizia anche agli organi di stampa.

Con viva cordialità.

Luigi Reynaudo

Presidente Comitato di cittadini “per un sottopasso sostenibile”

al direttore

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