La recente designazione delle Rocche di Barbaresco come “geosito della Regione Piemonte”, prevista da una legge regionale del 2023, rappresenta un riconoscimento importante per un’area di grande valore paesaggistico e naturalistico lungo il fiume Tanaro. A sottolinearlo è Italia Nostra Alba, che in una nota esprime apprezzamento per l’attestazione, ricordando al tempo stesso il lungo percorso che ha portato a questo risultato.
Secondo l’associazione, il merito del riconoscimento va ricondotto anche all’attività portata avanti fin dagli anni Settanta. La sezione albese, infatti, già dal 1978 aveva individuato e documentato l’interesse dell’area, proponendo la creazione di un’“Oasi fluviale delle Rocche di Barbaresco”. Il progetto, illustrato in diverse pubblicazioni tra cui “1972-1982 Dieci anni di Italia Nostra nell’Albese” e “Progetto Tanaro: un fiume per tutti”, interessava un tratto di circa 4,5 chilometri tra i Comuni di Alba, Barbaresco, Castagnito e Neive.
L’area, estesa complessivamente per circa cinque chilometri, si distingue per le sue peculiarità ambientali: erosioni naturali caratteristiche, presenza di stagni e zone umide, vegetazione fluviale, oltre a una ricca biodiversità e rilevanti elementi geologici. Aspetti approfonditi negli studi di Giorgio Aimassi, Gianfranco Carosso e Alessandro Marengo, che hanno contribuito a definire il valore del sito.
Italia Nostra evidenzia inoltre come, nel corso dei decenni, l’associazione abbia operato per contrastare interventi potenzialmente dannosi, quali edificazioni, discariche, disboscamenti e attività estrattive, capaci di compromettere l’equilibrio dell’habitat.
Pur riconoscendo l’importanza del nuovo status di geosito, insieme ai vincoli già esistenti come quello idrogeologico e alle tutele introdotte dalla legge Galasso del 1985, l’associazione richiama ora la necessità di un impegno concreto da parte degli enti locali. L’obiettivo, si legge nella nota, è garantire una salvaguardia ambientale efficace e duratura di un’area che rappresenta un patrimonio significativo per il territorio albese e per l’intero paesaggio fluviale del Tanaro.





