L’agricoltura biologica nella provincia di Cuneo, con i suoi 19.000 ettari coltivati con metodo biologico e oltre e 1000 operatori certificati biologici, rappresenta una risorsa importante e con ampio spazio di crescita. Inoltre, per le aree montane e collinari meno competitive sul piano della produzione pura, può rappresentare una vera e propria svolta aziendale, afferma Coldiretti Cuneo.
È questo il contesto da cui nasce la giornata dimostrativa in campo sperimentale biologico del 17 giugno, organizzata da Coldiretti in collaborazione con il Distretto del Cibo Monregalese Cebano e Terramica presso i campi della SSA Palazzo Rosso di Camerana, dove sono state presentate 10 varietà di frumento tenero, moderne ed antiche. Durante la mattinata, che ha coinvolto 50 imprenditori agricoli e i mulini del territorio, i tecnici dell’Agenzia 4A hanno presentato i punti di forza e di debolezza delle singole varietà, le possibilità di utilizzo e l’analisi della gestione agronomica, oltre alla normativa del biologico e le opportunità rappresentate dall’adesione ai contratti di filiera del comparto cerealicolo. Il campo ha mostrato concretamente le potenzialità del metodo biologico e la fattibilità anche di questa coltivazione dal punto di vista agronomico ed economico.
“Giornate come questa rappresentano un’opportunità importante di apprendimento e di scambio per i nostri imprenditori biologici e per il territorio dell’alta langa cebana – commenta Renato Suria, Presidente di zona Ceva e Presidente del Distretto del cibo Monregalese Cebano – questo è infatti un territorio particolarmente vocato all’agricoltura biologica, grazie alla sua biodiversità unica, rappresentata dalla convivenza tra un mosaico di piccoli appezzamenti agricoli e parcelle boschive, e grazie alle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell'area, che agevolano la coesistenza delle produzioni biologiche e la corretta gestione dei diversi modelli agricoli presenti sul territorio.”
“Il Cebano è il principale polo dell’agricoltura biologica della nostra provincia, con aziende che da anni investono in un’agricoltura fondata sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il biologico diventa un tassello importante per rilanciare un’agricoltura che si sviluppa in un contesto difficile, caratterizzato da importanti sfide legate alla morfologia del territorio, dalla fauna selvatica ed alle condizioni operative delle aree collinari e montane. Il Biologico rappresenta anche una forza “multifunzionale” per l’azienda, attraverso l’ulteriore valorizzazione del comparto zootecnico e dei prodotti trasformati. Per questo è necessario continuare a sostenere e promuovere le nostre valli, rafforzandone l’attrattività turistica e coinvolgendo le aziende agricole nei percorsi di sviluppo e valorizzazione del territorio”. – concludono Daniele Caffaro, Segretario di zona Ceva, e Riccardo Abellonio, Vice segretario di zona Ceva.





