Attualità - 18 giugno 2026, 11:53

A Santo Stefano Belbo torna il "Pavese festival"

Da lunedì 22 a domenica 28 giugno

A Santo Stefano Belbo torna il "Pavese festival"

Torna per la ventiseiesima edizione il Pavese Festival, il consueto appuntamento con la letteratura e lo spettacolo dal vivo che ogni anno celebra Cesare Pavese nel suo paese natale. La rassegna si svolgerà da lunedì 22 a domenica 28 giugno 2026 a Santo Stefano Belbo, anticipata e seguita da una serie di appuntamenti off sul territorio e nel resto d’Italia che includeranno anche una tappa a L’Aquila, Capitale italiana della cultura 2026.

 "Il Pavese Festival giunge quest’anno alla sua ventiseiesima edizione, confermandosi un appuntamento culturale capace di rinnovarsi continuamente, senza mai perdere il forte legame con il territorio che lo ha generato - dichiara Francesco Galluccio, sindaco di Santo Stefano Belbo e presidente della Fondazione Cesare Pavese -. In questi anni il Festival è cresciuto insieme alla nostra comunità, diventando parte integrante dell’identità di Santo Stefano Belbo e delle Langhe, ma anche una manifestazione riconosciuta a livello nazionale e internazionale, capace di portare il nome, l’opera e il pensiero di Cesare Pavese ben oltre i confini locali. Il tema scelto per questa edizione, “Ritorno all’uomo”, rappresenta un invito a rimettere al centro la persona, le relazioni, la memoria, il dialogo e la capacità della cultura di creare connessioni autentiche. In un tempo segnato da profonde trasformazioni sociali e tecnologiche, il Festival vuole essere uno spazio di riflessione condivisa, in cui la parola, l’arte e il confronto tornano a parlare dell’uomo e dei suoi bisogni più profondi. Attraverso la voce dei protagonisti della musica, del teatro, del cinema, della letteratura e della cultura contemporanea, il Pavese Festival continua a costruire ponti tra territori, generazioni e linguaggi differenti, mantenendo vive le radici pavesiane ma guardando con attenzione al presente e al futuro. Il nostro obiettivo è quello di far sì che Santo Stefano Belbo non sia soltanto luogo della memoria di Pavese, ma un centro culturale dinamico e aperto, capace di dialogare con realtà italiane e internazionali. Particolarmente significativo, per questa edizione, è il legame avviato con il Comune dell’Aquila, in vista del 2026, anno in cui la città abruzzese sarà Capitale italiana della Cultura. Una collaborazione importante, che unisce due territori nella convinzione che la cultura possa essere strumento di crescita, partecipazione e sviluppo delle comunità. Il Pavese Festival continua così a essere un progetto di rete e di territorio, reso possibile dal contributo delle istituzioni, delle associazioni, delle attività economiche e di tutti coloro che ogni anno scelgono di sostenere questa manifestazione con impegno e partecipazione. A tutti loro va il nostro ringraziamento, perché è grazie a questa collaborazione condivisa che il Festival può continuare a crescere e a rappresentare un’occasione di incontro, confronto e valorizzazione culturale per il nostro territorio".

 "Il Pavese Festival si conferma un presidio culturale strategico per il Piemonte e un modello virtuoso di valorizzazione dell’identità, della memoria e del patrimonio immateriale della nostra Regione. Attraverso il lavoro della Fondazione Cesare Pavese abbiamo costruito negli anni un progetto capace di coniugare radicamento territoriale, qualità culturale e visione nazionale, rendendo Santo Stefano Belbo e le Langhe un punto di riferimento stabile nel panorama culturale italiano. Il tema scelto per questa edizione, “Ritorno all’uomo”, richiama con grande attualità il valore pubblico della cultura e il ruolo centrale delle parole nella costruzione di una società più consapevole, coesa e responsabile. Le riflessioni di Pavese ci parlano ancora oggi della necessità di ristabilire un rapporto autentico tra persone, territori e comunità, riaffermando la cultura come strumento di dialogo, crescita civile e partecipazione democratica. Come Regione Piemonte continuiamo a investire con convinzione nelle manifestazioni culturali diffuse, perché rappresentano non soltanto occasioni di promozione artistica, ma veri motori di sviluppo territoriale, turistico ed economico. Il Pavese Festival dimostra come la cultura possa diventare una politica concreta di valorizzazione delle aree interne, di attrazione per le nuove generazioni e di costruzione di un’identità piemontese forte, moderna e riconoscibile anche a livello nazionale" dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte.

"Cultura e partecipazione rappresentano leve strategiche per costruire comunità coese e per garantire il benessere delle persone, che la Fondazione CRC ha messo al centro della propria attività - dichiara il presidente Mauro Gola -. Il sostegno che viene dato al Pavese Festival ha l’obiettivo di riconoscere il valore di questo appuntamento, negli anni cresciuto fino a diventare punto di riferimento nel panorama culturale nazionale, e stimolarne ulteriormente la crescita, in un’ottica di valorizzazione di tutto il territorio provinciale". 

"Banca d’Alba rinnova il proprio sostegno al Pavese Festival riconoscendone sempre più la valenza per la valorizzazione del nostro meraviglioso territorio. Ci uniscono i valori fondanti e l’amore per una delle figure più rilevanti delle Langhe nella storia della cultura italiana" dichiara infine Tino Cornaglia, presidente di Banca d’Alba. 

Il tema scelto per questa edizione - Ritorno all’uomo - riprende il titolo di un articolo di Cesare Pavese pubblicato su L’Unità di Torino il 20 maggio 1945, poco dopo la Liberazione e la fine della guerra mondiale in Europa, di cui Pavese scrive: "Questi anni di angoscia e di sangue ci hanno insegnato che l’angoscia e il sangue non sono la fine di tutto. Una cosa si salva sull’orrore, ed è l’apertura dell’uomo verso l’uomo». Lo stesso articolo si chiude con una profonda riflessione sulle parole e sul loro significato ultimo: «Le parole sono il nostro mestiere [...] Le parole sono tenere cose, intrattabili e vive, ma fatte per l’uomo e non l’uomo per loro. Sentiamo tutti di vivere in un tempo in cui bisogna riportare le parole alla solida e nuda nettezza di quando l’uomo le creava per servirsene. [...] Il nostro compito è difficile ma vivo. È anche il solo che abbia senso e speranza".

Ripartire dalle parole per ritrovare l’umano: è questo il cuore del Pavese Festival 2026. Ispirandosi alla lezione pavesiana, questa edizione propone un ritorno all'essenza del linguaggio, spogliandolo del superfluo per restituirgli la sua forza originaria. Una ricerca di senso che, oggi come allora, nasce dalla necessità di tornare a parlare una lingua comune e consapevole.

Una scelta, quella del tema di questa edizione, che Pierluigi Vaccaneo - direttore della Fondazione Cesare Pavese - spiega così: "Fiume, collina, vigna, rupe, serpente, bosco, urlo, estate. Ci sono parole che nella loro immediata comprensibilità racchiudono significati universali e lontani nel tempo e che proprio per questo riguardano tutti. Cesare Pavese ha costruito tutta la sua letteratura su questa ricerca semiotica dedicata alla parola, alle parole. Le parole di Pavese sono facili, il lettore le comprende immediatamente, ma sono anche profonde e ricche, stratificate. Il lettore archeologo, quello che scava nei libri, troverà nelle sue opere tesori e reperti primordiali: significati che hanno il loro senso nella natura intima dell’Uomo e che dunque sono parte di noi da sempre. Non è un caso che Pavese abbia individuato, lui profondamente uomo di città, questa miniera di parole nelle sue Langhe: la Natura è ciò che più intensamente e segretamente dialoga con la nostra umanità nel periodo, quello dell’adolescenza, in cui l'individuo ancora interiormente fragile e immaturo, è più disponibile alle epifanie del mondo esterno. Come ritornare a questa comunione? La strada ce la indica la letteratura, come sempre, e in particolare quella di Cesare Pavese che ha fatto di questo dialogo una cifra fondante della sua opera. L’articolo Ritorno all’uomo che dà il titolo al Pavese Festival 2026, ci racconta quanto tutto debba ripartire dalle parole, dal riconoscerne il significato e dall’usarle quindi con cautela e parsimonia".

Anche quest’anno la declinazione visiva del tema è stata affidata all’illustratore torinese Francesco Lopomo, che prosegue il suo percorso artistico legato all’universo pavesiano riportando al centro l’uomo e il suo rapporto con il linguaggio.  

IL PROGRAMMA

L’invito a ripartire dalle parole ritrovandone il significato più profondo percorre tutto il programma di questa edizione, tra spettacoli, presentazioni di libri, talk, laboratori per adulti e bambini, mostre, attività a contatto con la natura

Tra gli ospiti che si alterneranno sui palchi di questa edizione, Matteo Caccia con un monologo sul mestiere di raccontare storie ideato appositamente per il Pavese Festival, Iaia Forte con un monologo ad hoc tratto dal romanzo La spiaggia, Vera Gheno con lo spettacolo nato dal suo ultimo libro Nessunə è normale, Omar Pedrini, con lo spettacolo Canzoni sul saper vivere ad uso delle nuove generazioni, Andrea Pezzi con lo spettacolo Intelligenza naturale e Neri Marcorè accompagnato da Erica Boschiero con un concerto tra musica e parole costruito attorno al tema di questa edizione. Non mancheranno poi le presentazioni di libri, con gli ultimi romanzi di Luca Bianchini, Diego De Silva, Antonella Lattanzi, Raffaella Romagnolo ed Elvira Seminara. Il festival offrirà poi l’occasione di riscoprire due grandi autrici del ‘900 italiano, Alba De Céspedes, ricordata da Olga Campofreda, e Bianca Garufi, di cui Atlantide ha da poco ripubblicato l’ultimo romanzo. L’edizione 2026 culminerà infine in una Notte di festa ai piedi della collina di Moncucco, cui interverranno Dario Voltolini, Marta Cai, Giacomo Bona e Gian Marco Griffi.

Tra le nuove collaborazioni di questa edizione, quelle con il Centro Studi Interuniversitario Gozzano-Pavese e l’Università di Catania per la presentazione del progetto PAVES-e, con il festival Contemporanea di Biella per l’omaggio ad Alba De Céspedes, con l’associazione Voci Erranti per lo spettacolo con i detenuti Alta Sicurezza della Casa di Reclusione di Saluzzo, con Off-reading Oasi letterarie, con Portami Via Festival, con la granfondo La Fausto Coppi e con No Signal ETS. Si confermano poi anche quest’anno le collaborazioni con il Festival Nazionale Luigi Pirandello e del ‘900 per un dialogo ideale tra Pavese e Gobetti a cura di Giulio Graglia e con il festival Poeticôni per la maratona di poesia nel giardino della casa natale di Cesare Pavese.

Altra novità di quest’anno, l’introduzione del biglietto sospeso che grazie alla generosità del pubblico del festival e alla collaborazione con il Consorzio Socio-Assistenziale Alba-Langhe-Roero permetterà a persone bisognose del territorio di partecipare alle serate a pagamento.

Una menzione a parte merita poi l’innovativo progetto sulla prescrizione sociale, avviato in collaborazione con il Cultural Welfare Center, l’ASL Cuneo 2 e l’ASL Asti, cui verrà dedicato il talk del sabato mattina.

SPETTACOLI

Il programma serale del festival si apre lunedì 22 giugno alle 20.30 con uno spettacolo sul diritto all’amore e all’affettività in carcere dal titolo Ma l’amore no, nato dalle riflessioni dei detenuti che partecipano al progetto teatrale gestito dall'associazione Voci Erranti nella Casa di Reclusione di Saluzzo

Continua poi martedì 23 giugno alle 21.30 con il monologo in cui l’attrice Iaia Forte rilegge e reinterpreta il romanzo La spiaggia di Cesare Pavese dando voce all'incomunicabilità e alla nostalgia esistenziale di Pavese e trasformando la spiaggia in uno spazio metafisico dove ogni personaggio cerca invano di ritrovare una felicità ormai perduta. 

Mercoledì 24 giugno l’appuntamento raddoppia: alle 21.30, a Santo Stefano Belbo, la sociolinguista Vera Gheno si interroga sul concetto di normalità e sui meccanismi linguistici e culturali dell’esclusione nel monologo tratto dal suo ultimo libro Nessunə è normale, mentre alle 21.00, all’Anfiteatro della Moncalvina di Canelli, gli allievi del Teatro di Tela di Alba portano in scena lo spettacolo Tempi di solitudine con la regia di Michela Fattorin.

Giovedì 25 giugno alle 18 le storie e il mestiere di raccontarle sono protagoniste di Ritorno all’ascolto, il monologo con cui il narratore e conduttore radiofonico Matteo Caccia ha pensato di declinare il tema di questa edizione. Alle 21.30 nello spettacolo Intelligenza naturale Andrea Pezzi propone invece un viaggio coinvolgente nella complessa e affascinante interazione tra tecnologia e umanità per esplorare insieme al pubblico una delle sfide più decisive del nostro tempo. 

Venerdì 26 giugno vede invece il ritorno di Omar Pedrini al suo vecchio amore - il teatro - con lo spettacolo Canzoni sul saper vivere ad uso delle nuove generazioni. Un intreccio di musica, letture e dialoghi che cambia forma a ogni replica ed è un invito a interrogarsi sul presente e sul cambiamento individuale come primo passo per un cambiamento collettivo. 

Sabato 27 giugno alle 18.30 al Cippo del Falchetto, luogo santostefanese simbolo delle lotte partigiane, Davide Lorenzo Palla accompagnato dalle musiche di Tiziano Cannas Aghedu accompagna il pubblico in un viaggio narrativo sulle parole di Cesare Pavese tra biografia, letteratura e storia. Alle 21.30 in Piazza Umberto I andrà invece in scena un nuovo spettacolo di Neri Marcorè, ospite fisso del festival: un concerto tra musica e parole ideato appositamente per questa edizione, da cui riprende il titolo, Ritorno all’uomo. Ad accompagnarlo sul palco, questa volta sarà la voce della cantautrice e chitarrista Erica Boschiero.

LIBRI

Gli incontri con gli autori del festival iniziano venerdì 26 giugno con il dirigente responsabile dell’attività istituzionale della Fondazione CRC e direttore di CRC Innova Enea Cesana e le nuove prospettive delineate nel saggio Il potere gentile della filantropia (Vita e Pensiero), per proseguire poi nel weekend con importanti nomi del panorama letterario contemporaneo. Alle 16 di sabato 27 giugno Luca Bianchini con il suo ultimo romanzo Le ragazze di Tunisi (Mondadori), in cui intreccia ricordi familiari e aneddoti esilaranti, dipingendo un ritratto corale della comunità italiana locale alla vigilia dell’indipendenza della Tunisia. Alle 17.00 Raffaella Romagnolo con La segreta cura (Mondadori), racconto autobiografico della malattia come occasione per riscoprire un’identità più ricca, più stratificata, più vera. Alle 18.00 Antonella Lattanzi con l’intensa storia di amicizia, oscurità e salvezza raccontata nel suo ultimo libro, Chiara (Einaudi), e sempre alle 18 Marco Pelliccioli presenta la sua ultima raccolta di poesie Nel concerto del tempo (Mondadori). Il pomeriggio della domenica si apre invece alle 16 con Elvira Seminara e il suo effervescente e ipnotico Lunario dei giorni insonni (Einaudi) per proseguire con un’imperdibile chiacchierata tra Diego De Silva e Barbara Frandino a partire dal romanzo I titoli di coda di una vita insieme (Einaudi). 

A due grandi scrittrici del ‘900 italiano sono dedicati gli interventi di Olga Campofreda, che sabato 27 alle 10 ci conduce nel cuore del discorso sulla questione femminile negli anni del dopoguerra ricostruendo la produzione giornalistica di Alba De Céspedes, e di Flavia Piccinni, che domenica 28 alle 11 presenta la nuova edizione dell’ultimo romanzo di Bianca Garufi, La rosa cardinale (Atlantide), di cui ha curato la nota biografica. La riflessione sulla rimozione del femminile da culti e narrazioni mitologiche è invece protagonista dell’incontro di domenica 28 alle 10 con Donatella Signetti, autrice per Aragno del saggio Perché abbiamo bisogno della Dea.

La domenica letteraria del festival si chiude infine alle 18 con le meditazioni selvatiche proposte da Tiziano Fratus nel libro Il passero buddhista (Ubiliber) per restare umani in un mondo ferito. 

Novità di questa edizione.: la scelta di dare spazio alle voci di autori locali che presenteranno i loro libri in spazi non convenzionali del paese: Si comincia sabato 27 alle 9 da Paradise Bar & Pasticceria con Annamaria Tosti e il suo Cento giorni. Plozia, giovane sposa nella Canelli dell'Impero per continuare alle 11 al Bar Sport con Romano Fiocchi e Il violinista Igor Brodskij. Si prosegue domenica 28 alle 11 al Caffè Fiorina, dove i curatori Massimo Branda e Vittorio Rapetti presentano Uno dei tanti. Diario di un superstite di Cefalonia, in collaborazione con Portami Via Festival e da Marcalberto, con Maria Luisa Alberico, per un incontro sul rapporto tra vino e cultura. Infine, alle 18 al Caffè Italia, i primi due volumi della trilogia fantasy La fontana magica di Riccarda Pesce.

TALK

Il programma di approfondimenti del Pavese Festival - con cui prende il via questa edizione, lunedì 22 giugno alle 18 - si apre con Nella tua breve esistenza, talk dedicato al rapporto tra Cesare Pavese e Pietro Gobetti con cui prosegue l’ormai consolidata collaborazione con il Festival Nazionale Luigi Pirandello e del ‘900. Alla conversazione, moderata da Giulio Graglia e intervallata dalle letture di Mario Brusa e Paola Roman, interverranno Bruno Quaranta e Pierluigi Vaccaneo. 

Al nucleo fondante dell’opera pavesiana - le parole, “intrattabili e vive” - è dedicato il talk Le parole sono il nostro mestiere, martedì 23 giugno alle 18. L’incontro aprirà con una lectio introduttiva della professoressa Laura Nay (Università di Torino), direttrice del Centro Studi Interuniversitario Gozzano-Pavese, seguita dalla presentazione di PAVES-e, il progetto di hyperedizione che l’Università di Catania, l’Università di Torino e il CNR – ISTC (Istituto di Scienze e Tecniche della Cognizione) hanno dedicato all’opera di Cesare Pavese. A presentarlo il responsabile scientifico del progetto, Antonio Sichera, il ricercatore Liborio Barbarino e l’assegnista di ricerca Christian D’Agata.

La prescrizione sociale è invece il tema al centro dell’incontro Ritorno all’uomo: la cultura che cura che sabato 27 giugno alle 11 vedrà confrontarsi Giovanni Gorgoni (direttore generale ASL AT), Paola Malvasio (direttore generale ASL CN2), Ileana Agnelli (direttore Psicologia ASL CN2), Mara Barcella (direttore Psichiatria ASL AT), Pier Luigi Sacco (Università di Chieti e Pescara, socio CCW), Catterina Seia (Presidente CCW), moderati dal direttore della Fondazione Cesare Pavese, Pierluigi Vaccaneo.

Domenica 28 giugno alle 18 l’incontro Il simbolo da’ a pensare rappresenta invece il momento conclusivo del ciclo di approfondimenti storico-filosofici I due mondi, condotto questa primavera dai professori Alberto Banaudi e Francesco Bellè alla Biblioteca Civica “Cesare Pavese” di Santo Stefano Belbo.

PODCAST

Era sempre festa, la serie podcast sulle opere di Cesare Pavese lanciata durante il Pavese Festival 2023, si arricchisce di una nuova stagione, dedicata questa volta ai due “romanzi totali” di Cesare Pavese e Giovanni Arpino, La luna e i falò e L’ombra delle colline, che verrà presentata in anteprima all’evento off di venerdì 19 giugno alle 17.30 al Rondò dei Talenti di Cuneo, in vista dell’uscita sulle piattaforme d’ascolto durante la settimana del festival. Punto di partenza di questo quarto esperimento audio - che vede la partecipazione di Matteo Caccia, Omar Pedrini, Franco Arminio e Iaia Forte - il progetto di Giulia Boccaccio, vincitrice della seconda edizione della podcast academy “Ascoltare la letteratura”, realizzata lo scorso anno da Fondazione Cesare Pavese e CRC Innova in collaborazione con la New Academy di Chora & Will.

"Un’occasione preziosa per innovare la produzione culturale coinvolgendo le giovani generazioni in una rilettura di alcune opere di grandi autori della nostra provincia: questa è la podcast academy, giunta con il 2026 alla terza edizione - dichiara Michelangelo Pellegrino, presidente di CRC Innova -. Un progetto nato dalla volontà di sperimentare un nuovo approccio ai classici della letteratura grazie alla collaborazione tra CRC Innova e Fondazione Cesare Pavese e al coinvolgimento di un partner tecnico di grande valore come Chora Media".

La terza edizione dell’academy - che verrà lanciata durante l’evento di Cuneo - si svolgerà da mercoledì 16 a venerdì 18 settembre a Santo Stefano Belbo. 

Durante il festival - domenica 28 alle 10.30 - nella Libreria che non c’è verrà inoltre registrata una puntata live del podcast Fuori Segnale in cui Giulia Arnoldi, giovane scrittrice e Premio Campiello 2024, dialogherà con Pierluigi Vaccaneo su cosa significa leggere Pavese oggi.

WORKSHOP E ATTIVITÀ ALL’APERTO

Tanti e per tutte le età gli appuntamenti del weekend con protagonisti i libri, le parole, la musica, la manualità, ma anche il silenzio, l’interiorità e l’imprevedibilità.

Si parte con il consueto appuntamento con lo yoga e la letteratura e le due sessioni di pratica mattutina a cura di Denise Giovine, sabato 27 e domenica 28 alle 9.00 nel Giardino di Casa Cecilia. Da non perdere poi nel pomeriggio di sabato, Pagine tra i filari, una nuova proposta a cura di Off-Reading Oasi Letterarie per riscoprire il piacere lento della lettura: i partecipanti sono invitati a immergersi nelle pagine del romanzo La luna e i falò, circondati dal paesaggio che lo ha ispirato, per una sessione di lettura silenziosa in collina, seguita da una merenda sinoira alla Cascina delle Rocche di Moncucco. Sempre nel pomeriggio di sabato 27, il workshop condotto dalla terapeuta Elena Vola invita educatori, genitori o professionisti sanitari a tornare all’umano, riscoprendo il mondo con lo sguardo puro dell’infanzia.

Continua poi la collaborazione con la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, che il sabato propone due laboratori tematici per fasce d’età differenti (0-3 e 3-6), in cui parole e suoni, musica e lettura si incontrano. Sempre il sabato - novità di questa edizione - sono previsti laboratori di costruzione guidata di Lego® con Piemonte Bricks e di risoluzione del cubo di Rubik con Gianluca Repetto, oltre a un’animazione pomeridiana per bambini in piazzetta a cura di Arceam.  

Altra novità sono i laboratori creativi della domenica ispirati al tema di questa edizione, le parole e l'interconnessione tra gli esseri umani: si va dalla realizzazione di piccole opere d’arte su ceramica sotto la guida della Cooperativa Sociale Perla (in due sessioni, una per adulti e una per bambini) alla creazione di collage ispirati agli albi illustrati nei due laboratori tematici a cura di Selena Bettiol.

Anche quest’anno per tutta la giornata della domenica sarà possibile cimentarsi con la filosofia cubiqa grazie ai laboratori artistici e ai cubi messi a disposizione dall’Associazione Bocce Quadre Mondovì per il gioco libero, mentre il sabato riproporremo le letture su misura di Chiara Trevisan.

MOSTRE

Venerdì 26 giugno alle 18.00 inauguriamo nella chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo Ritorno all’uomo, la mostra fotografica in bianco e nero di Davide Barzaghi che - in dialogo diretto con il tema di questa edizione - propone una riflessione visiva sull’identità contemporanea, sulla fragilità e sulla necessità di relazione. La mostra - curata da Roberto Mutti - è dislocata tra la chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo, lo scalone di ingresso della Fondazione Cesare Pavese (allestimento permanente) e l’eco relais Vigne di Fagnano 1709 (visita su richiesta alla struttura fino al 30 settembre 2026).

La chiesa dei SS. Giacomo Cristoforo - solo per la settimana del festival - ospiterà anche la mostra itinerante Qubiqa in ceramiqa, curata dall’Associazione Bocce Quadre Mondovì, che dopo aver coinvolto artisti e illustratori nelle prime due edizioni, si apre ora al mondo della ceramica: 17 cubi realizzati da altrettanti maestri ceramisti, chiamati a esprimersi e confrontarsi con il formato essenziale e rigoroso imposto dalla boccia quadra. La mostra è realizzata in collaborazione con l’Associazione Ceramica Vecchia Mondovì.

Nella chiesa sono visitabili anche la mostra di abbecedari d’epoca e copertine da collezione Il viaggio di Pavese a cura del collezionista Claudio Pavese e la mostra Geografie della luce, quattro opere site-specific sulla percezione e il mutamento dell’artista argentino di Ernesto Morales.

PERFORMANCE

Dalle 23.30 di sabato 27 giugno il giardino della casa natale di Cesare Pavese torna a fare da cornice a Vive nell’alba, maratona di poesia aperta a chiunque voglia omaggiare Cesare Pavese leggendo in un fluire ininterrotto una selezione di sue poesie, abbinate a versi di autori contemporanei raccolti e messi a disposizione del pubblico da Poeticôni. Per partecipare basta prenotare il proprio turno sul sito fondazionecesarepavese.it o presentarsi la notte stessa per unirsi alla performance.

Il 27 e 28 giugno si svolgerà inoltre #ThisMustBe_U, performance diffusa a chiusura del progetto che nel corso del 2026 ha intrecciato ultramaratona, arte e scrittura creativa. L’ultramaratoneta Claudio Lorenzoni correrà da Santo Stefano Belbo a Torino, mentre la scrittrice Valentina Cei realizzerà una performance di scrittura in tempo reale nei luoghi pavesiani, impreziosita dalle opere di Severino Magri, Bruno Biddau e Davide Fasolo e dalla performance Futuro composto di Tiziana Menegazzo.

Segnaliamo anche la collaborazione tra il Pavese Festival e la granfondo La Fausto Coppi unite per far correre simbolicamente la parola di Cesare Pavese da Santo Stefano Belbo a Cuneo, dove venerdì 26 giugno cinque cicliste del gruppo ciclistico di Cuneo G. S. Passatore A.s.d., partite dalla Fondazione Cesare Pavese alle 12.00, consegneranno una copia dei Dialoghi con Leucò in lingua danese all’ambasciatore Peter Taksøe-Jensen, prima della cena che si terrà a Cuneo in onore della Danimarca, paese ospite di questa edizione. L’iniziativa si inserisce nel calendario di appuntamenti culturali che la granfondo dedica agli ospiti in arrivo dalla nazione scandinava.

IL GRAN FINALE

La settimana del festival si chiude domenica sera alle 18 all’Anfiteatro I mari del Sud con Notte di festa, un evento sperimentale tra performance, libri e musica, la cui direzione artistica è stata affidata a un collettivo di giovani locali. Di fronte alla collina di Moncucco si alterneranno scrittori, giornalisti, traduttori e giovani lettori, con la conduzione di Lorenzo Germano e Alberto Tortoroglio e la partecipazione di Dario Voltolini, Marta Cai, Marco Drago, Gian Marco Griffi, Francesco Occhetto, Niky Boggione e Francesca Pinaffo. Durante l’evento saranno inoltre esposte opere dell’artista Enzo Mastrangelo ispirate alla figura di Cesare Pavese.

Dalle 20 la serata proseguirà con una cena cantata (menù su prenotazione al +39 346 640 2820 oppure al +39 320 7270431) a cura di Una Pro Loco Ci Vuole e Mencos Brothers e dalle 22 con il dj set di Boiler House fino a tarda serata. Durante l’evento sarà disponibile un servizio di farinata e cocktail.

IL PAVESE FESTIVAL OFF

Il programma off di questa edizione si è aperto il 22 maggio in Monferrato con un’intervento di Pierluigi Vaccaneo sul rapporto tra Pavese e la natura all’interno dell’Eco Giurnà Festival di Masio (AL), 

In Alta Langa, il Pavese Festival rafforza la sua presenza a Bossolasco (CN), quest’anno con due appuntamenti: il 2 giugno, per la proiezione del film di Paola Cortellesi C’è ancora domani in occasione dell’80esimo anniversario del riconoscimento del diritto di voto alle donne in Italia, e il 5 luglio con lo spettacolo di Amemanera Musica dalle radici.

Per la prima volta il festival arriva invece a Reaglie (TO), con una conversazione attorno al libro di Gioele Cristofari L’altra collina. Cesare Pavese tra Reaglie e Pino, organizzata in collaborazione con il Comune di Pino Torinese, Istoreto ed Edizioni SEB27 alla Trattoria L’ultima spiaggia, mercoledì 10 giugno.

Il 3 luglio sarà invece la volta di Alba (CN) dove, in collaborazione con il Centro Studi Beppe Fenoglio, Paolo Di Paolo proporrà un viaggio tra le parole dei due grandi scrittori di questo territorio, Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. 

Il Pavese Festival off proseguirà poi a Maratea e L’Aquila-Capitale italiana della cultura 2026 con una serie di eventi, tra cui possiamo annunciare in anteprima quello dell’8 settembre a L’Aquila con Alessandro Preziosi e Il mestiere di amare, adattamento di Tommaso Mattei del diario pavesiano.

Il Pavese Festival è promosso dalla Fondazione Cesare Pavese con il sostegno del Comune di Santo Stefano Belbo, della Provincia di Cuneo e della Regione Piemonte e con il contributo di Fondazione CRC, Fondazione CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo, Banca d’Alba, L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, Comune di Bossolasco, CRC Innova, Lasergi, Siscom, Stampatello, Tosa Group. 

In collaborazione con: ASL Asti, ASL Cuneo 2, Associazione Artefora, Associazione Bocce Quadre Mondovì,  Associazione Lu.Pa., Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, Associazione Voci Erranti Onlus, Boiler House, Centro Studi Beppe Fenoglio, Centro Studi Universitario Guido Gozzano - Cesare Pavese, Chora Media, Comune di Canelli, Comune di Pino Torinese, Confindustria Cuneo, Consorzio Socio Assistenziale Alba-Langhe-Roero, Contemporanea, Cooperativa Libraria La Torre - librerie.coop, 2 Sorelle, Edizioni SEB27, Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Festival Nazionale Luigi Pirandello e del ‘900, Festival Eco Giurnà, Fondazione Circolo dei Lettori, Fondazione Egri per la Danza, Istoreto, La Fausto Coppi, La Grande Invasione, Libreria Marameo, Mencos Brothers, Museo a Cielo Aperto Camo, Nims, No Signal ETS, Off-Reading | Oasi letterarie, Poeticôni, Portami Via Festival, Sagrin, Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, Teatro di Tela, Università di Catania, Vigne di Fagnano 1709 Eco Relais, Una Pro Loco Ci Vuole.

Sponsor tecnici: 1X, Apple, Audi Zentrum Asti, Consorzio dell’Asti DOCG, Consorzio Alta Langa, Acqua S. Bernardo, Tabui, Cascina delle Rocche di Moncucco, Tenuta Il Falchetto.

Media partner: IVM Multimedia, Istituto “Nicola Pellati”/Radio Pellati Podcast Nizza Monferrato, Rivista IDEA / IdeaWebTV. 

Da oggi sarà possibile acquistare i biglietti per le serate a pagamento (su Ticketone e al bookshop della Fondazione Cesare Pavese) e prenotarsi per gli eventi che lo prevedono dal sito della Fondazione via Eventbrite.

 https://fondazionecesarepavese.it/

comunicato stampa

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