Collisioni come festival musicale, ma anche come luogo in cui osservare le trasformazioni della società. Tra la presentazione dei grandi concerti dell'estate albese e l'annuncio degli ospiti internazionali, uno dei temi più interessanti emersi durante l'incontro al Circolo dei Lettori di Torino ha riguardato il cambiamento dei consumi, delle abitudini e delle stesse comunità che abitano il territorio.
Una riflessione partita da Filippo Taricco, che ha raccontato come negli ultimi anni Collisioni sia diventato una sorta di osservatorio privilegiato delle nuove generazioni.
“Una volta chi arrivava agli eventi consumava vino, birra e prodotti del territorio in modo completamente diverso. Oggi ci troviamo davanti a un pubblico che beve meno, che ha abitudini differenti e che spesso ricerca altro. Possiamo lamentarci di questo cambiamento oppure provare a capirlo. Io credo che la sfida sia proprio questa”, ha osservato.
Per il direttore artistico il tema non riguarda soltanto il festival, ma l'intero sistema economico delle Langhe.
“Non possiamo limitarci a dire che questi ragazzi non ci piacciono o che non capiamo la loro musica. Dobbiamo trovare il modo di dialogare con loro. Se vogliamo che il territorio continui a vivere dobbiamo essere capaci di spiegare alle nuove generazioni perché il tartufo bianco, il vino o le nostre eccellenze rappresentano un valore. E dobbiamo farlo utilizzando linguaggi che appartengano a loro”.
Taricco ha citato anche l'esperienza maturata negli ultimi anni con i grandi concerti dedicati al pubblico più giovane, ricordando come Collisioni abbia portato ad Alba comunità e mondi che tradizionalmente non frequentavano il territorio.
“Dietro alcuni artisti ci sono comunità intere che si riconoscono in quei linguaggi. A Collisioni lavorano ragazzi marocchini, tunisini, giovani che si sentono parte di questi eventi e che attraverso la musica costruiscono relazioni con il territorio. Anche questo significa fare comunità”.
Una riflessione che ha trovato eco nell'intervento di Marco Bozzolo, presidente provinciale di Cia Cuneo, chiamato a ragionare sulle conseguenze di questi cambiamenti per il mondo agricolo.
“L'agricoltura sta attraversando una fase molto delicata e il tema della comunicazione è sempre più centrale. Essere vicini ai cambiamenti della società è fondamentale. Non possiamo permetterci di ignorare ciò che sta accadendo attorno a noi”, ha spiegato.
Bozzolo ha proposto un parallelismo originale tra il lavoro agricolo e quello culturale.
“L'artista e il contadino condividono qualcosa di profondo. Entrambi trasformano fatica e incertezza in bellezza. Entrambi lavorano nel presente per ottenere risultati che spesso vedranno soltanto dopo anni”.
Il presidente di Cia Cuneo ha inoltre ricordato come il successo turistico delle Langhe sia strettamente legato al lavoro quotidiano delle aziende agricole che contribuiscono a costruire e mantenere il paesaggio.
“Oggi il turismo cresce anche grazie a un territorio che continua a essere curato e valorizzato. Per questo è importante che il lavoro agricolo venga riconosciuto e sostenuto”.
Sul valore delle relazioni si è invece concentrata Giulia Pittatore, giovane socia di Banca d'Alba e coordinatrice nazionale dei Giovani Soci e delle Giovani Socie del Credito Cooperativo.
Per Pittatore il vero patrimonio costruito da Collisioni va oltre l'indotto economico generato dai concerti.
“La forza del festival non sta soltanto nei numeri o nei visitatori che arrivano sul territorio. C'è una capacità straordinaria di creare relazioni tra istituzioni, imprese, associazioni e persone. Ma soprattutto di costruire relazioni tra generazioni differenti”.
Un aspetto che, secondo la rappresentante del credito cooperativo, assume oggi un valore strategico per il futuro delle comunità locali.
“Le generazioni non devono essere viste come compartimenti stagni. È importante creare occasioni in cui possano condividere esperienze, emozioni e progetti comuni. Quando questo dialogo si interrompe, il rischio è che i giovani smettano di sentirsi parte di un territorio e decidano di lasciarlo”.
Tra musica, cultura e spettacolo, il confronto promosso da Collisioni ha così restituito l'immagine di un territorio chiamato a confrontarsi con sfide nuove. Non soltanto quelle legate all'economia o al turismo, ma anche alla capacità di comprendere una società che cambia rapidamente.
Una riflessione che, almeno per un giorno, ha trasformato la presentazione del festival in qualcosa di più di una semplice conferenza stampa: un momento di confronto sul futuro delle Langhe e delle comunità che le abitano.





