Cento anni dopo la nascita del tramezzino, la storia della gastronomia piemontese si arricchisce di un nuovo capitolo. Presso lo storico Caffè Mulassano di Torino è stato presentato ufficialmente il "Bramezzino", l'inedita rilettura di un grande classico firmata dallo chef stellato Massimo Camia in collaborazione con il Bra’s Festival.
Il primo a degustare la specialità è stato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, intervenuto al vertice insieme all’assessore al commercio della Città di Torino Paolo Chiavarino (in rappresentanza del sindaco Stefano Lo Russo), al direttore del Consorzio di tutela della salsiccia di Bra e di Ascom Bra Luigi Barbero, e al titolare delle Cantine Ascheri, Matteo Ascheri. A fare gli onori di casa sono stati Patrizio Abrate e Vanna Chessa, soci proprietari dello storico locale di piazza Castello, insieme alla gestrice Klara Lortkipanidze.

Il "Bramezzino" è stato dedicato alla memoria di Onorino Nebiolo che, insieme alla moglie Angela, fondò l'antico caffè torinese dopo aver vissuto tra Detroit e il capoluogo subalpino nei primi decenni del Novecento. Per l'occasione, lo chef Massimo Camia ha modificato la struttura tradizionale del tramezzino portandola a tre strati.
"Mai avrei pensato di creare un tramezzino ma in questa occasione ho subito immaginato una proporzione diversa" ha spiegato lo chef stellato "Il mio Bramezzino proprio per la sua nuova forma è più consistente, è molto interessante alla masticazione, pieno, rotondo, ed è un omaggio alla piemontesità. Alla salsiccia di Bra" ingrediente principe della ricetta "ho voluto abbinare i capperi dissalati di Pantelleria, la maionese all’uovo cotto, la maionese di soia alla senape, i germogli spontanei, i rapanelli freschi. La salsiccia di Bra di norma si mangia cruda, ma io consiglio di gustarla anche leggermente scottata". Al robusto spuntino lo chef ha abbinato il Barolo Etichetta Bianca di Matteo Ascheri, inserito nel 2025 nella celebre classifica "Top 100" della rivista Wine Spectator.
La salsiccia di Bra, le cui origini risalgono al Regio Decreto del 1847 firmato da re Carlo Alberto di Savoia, è oggi tutelata dal proprio consorzio ed è prodotta esclusivamente da sette macellai autorizzati nel territorio comunale di Bra: Giovanni Beltramo, Marco e Francesca Carena, Da Masino, Adriano Fissore, Domenico Scaglia, Davide e Alberto Tibaldi, Dino e Marco Tibaldi. Durante l'incontro, il governatore Alberto Cirio ha ricordato con commozione la figura del grande braidese Carlo Petrini, invitando i presenti a un lungo applauso per l’inventore di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
"Il lancio del Bramezzino è il perfetto coronamento di un percorso che ha visto recentemente due giganti della cucina come Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo diventare ambasciatori ufficiali della nostra eccellenza locale" commentano il sindaco Gianni Fogliato e l’assessore Lucilla Ciravegna a nome dell’amministrazione braidese "Vi aspettiamo dal 17 al 20 settembre a Bra per l'edizione 2026 del Bra's Festival".
L'appuntamento torinese rappresenta l'evento di punta della rassegna itinerante "Waiting for Bra's". "Oggi la salsiccia di Bra si unisce alla storia secolare del Caffè Mulassano" conclude Luigi Barbero "Questo è il primo tramezzino a base di salsiccia di Bra". La nuova creazione culinaria sarà disponibile per l'assaggio a Bra durante i quattro giorni del "Bra's Festival", in programma dal 17 settembre al 20 settembre 2026.










