Non un evento isolato, ma un percorso che si sposta da un quartiere all'altro, cambia forma, colori e linguaggi, mantenendo però la stessa ambizione: creare occasioni di incontro tra persone, associazioni e comunità locali. È questa la filosofia di “Quartier-in-Arte”, il progetto culturale ideato da Daniela Febino e dal Collettivo Scirò, che dopo l'esperienza della Moretta approda a Piana Biglini inserendosi nel programma della festa di quartiere “La Piana che balla”.
L'appuntamento è fissato per sabato 20 giugno al campo sportivo di Piana Biglini, dove prenderà vita “Il mio pezzetto di città – Il circo di Piana Biglini”, un pomeriggio dedicato a famiglie e bambini attraverso attività artistiche, laboratori e momenti di condivisione.
L'elemento che caratterizza il progetto è la sua continua trasformazione. Ogni appuntamento sceglie infatti un tema diverso e costruisce attorno ad esso allestimenti, attività e collaborazioni. Dopo aver dedicato la precedente edizione alla figura di Frida Kahlo, questa volta il filo conduttore sarà il mondo del circo, con laboratori di giocoleria, bolas, hula hoop, clownerie ed equilibrismi pensati per coinvolgere i partecipanti in modo diretto.
“Abbiamo deciso di inserirci nella festa di quartiere di Piana Biglini e il tema, che cambia ogni volta così come l'allestimento, sarà il circo”, spiega Daniela Febino. “L'idea che ci piace molto è quella di un progetto che continua a evolvere: un evento si aggancia al successivo e contribuisce a creare, anche in un piccolo contesto, un'attenzione condivisa attorno alla vita del quartiere”.
Il progetto nasce proprio con l'obiettivo di mettere in relazione realtà che spesso vivono gli stessi spazi senza avere occasioni concrete per collaborare. In questo senso il collegamento con la festa “La Piana che balla” rappresenta un'evoluzione naturale del percorso già avviato nei mesi scorsi.
L'iniziativa coinvolge il Comitato di Quartiere Piana Biglini, l'Istituto Comprensivo Mussotto Sinistra Tanaro e diverse realtà associative del territorio, in una formula che prova a unire cultura, gioco e partecipazione. L'arte diventa così uno strumento per abitare il quartiere in modo diverso, favorendo relazioni e creando occasioni di incontro tra generazioni differenti.









