Confagricoltura Piemonte accoglie con soddisfazione la decisione assunta dal consiglio di amministrazione del Consorzio dell'Asti DOCG, presieduto da Stefano Ricagno, di proporre alla Regione Piemonte la fissazione della resa produttiva del Moscato d’Asti docg a 85 quintali per ettaro per la prossima vendemmia. La proposta rappresenta un punto di equilibrio che tiene conto delle difficoltà attraversate dal comparto e delle esigenze dei viticoltori del territorio, già evidenziate nelle settimane scorse dalle amministrazioni comunali dell'area del Moscato, da Confagricoltura e dalla componente agricola del Consorzio di tutela.
“Pur in una fase di mercato che continua a presentare elementi di criticità, la decisione assunta dal Consorzio rappresenta un segnale importante per migliaia di aziende che coltivano Moscato nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo. La resa di 85 quintali per ettaro - dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - consente di salvaguardare la sostenibilità economica delle imprese senza compromettere gli equilibri della denominazione. È una scelta che va nella direzione indicata dal territorio e che riconosce gli sforzi sostenuti dai produttori in questi anni”.
Confagricoltura Piemonte esprime inoltre apprezzamento per il ruolo svolto dall'assessore regionale all'Agricoltura Paolo Bongioanni, che nelle ultime settimane ha promosso il confronto tra tutte le componenti della filiera favorendo la ricerca di una soluzione condivisa. “Il dialogo tra produttori, industria, istituzioni e Consorzio è stato determinante. In un momento nel quale il comparto deve affrontare sfide importanti sui mercati internazionali - prosegue Allasia - la compattezza della filiera rappresenta un valore aggiunto che va preservato”.
Gian Luca Demaria, presidente della Sezione Vitivinicola di Confagricoltura Piemonte dichiara che “la proposta degli 85 quintali rappresenta il massimo sforzo sostenibile che oggi può essere richiesto ai viticoltori. I costi di produzione continuano a mantenersi elevati e le aziende hanno bisogno di un adeguato livello di redditività per continuare a investire nei vigneti e nella qualità delle produzioni. È quindi un risultato che accogliamo positivamente”.
Il comparto guarda ora con attenzione alla prossima vendemmia, che potrebbe presentare caratteristiche particolari dal punto di vista agronomico. “L'andamento meteorologico delle ultime settimane – spiega Demaria – evidenzia un anticipo delle fasi vegetative rispetto alla media storica. È ancora presto per formulare valutazioni definitive, ma la stagione appare in sensibile anticipo e richiederà un attento monitoraggio fino alla raccolta. Le aziende stanno lavorando con grande professionalità per preservare qualità e sanità delle uve”.
Per Confagricoltura Piemonte il futuro della denominazione passa dalla capacità di rafforzare ulteriormente il valore riconosciuto alle uve Moscato e di consolidare la presenza dell'Asti DOCG e del Moscato d'Asti sui mercati internazionali. “Le recenti innovazioni introdotte dal Consorzio, l'Asti Rosé e i nuovi progetti di promozione della denominazione, dimostrano la volontà di ampliare le occasioni di consumo e raggiungere nuovi consumatori. La valorizzazione della produzione deve rimanere l'obiettivo comune di tutta la filiera, perché dalla forza dell'Asti DOCG dipende il futuro di uno dei territori vitivinicoli più importanti del Piemonte”, conclude Allasia.





