Claudio Conterno, 64 anni, di Monforte d’Alba, vitivinicoltore tra i più quotati a livello nazionale, già presidente provinciale di Cia Cuneo, oltre che da sempre figura di primo piano della stessa Organizzazione agricola, ieri sera ha ricevuto dalle mani del direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, Igor Varrone, la Spiga d’oro 2026, il prestigioso riconoscimento conferito a personalità che hanno dimostrato particolare capacità di interpretazione e promozione dei valori della civiltà contadina.
La consegna del Premio è avvenuta a Villa Tiboldi, a Canale d’Alba, nel corso della riunione per l’approvazione del bilancio di Cia Cuneo, alla presenza del vicepresidente nazionale di Cia Agricoltori italiani Gianmichele Passarini, del direttore nazionale Maurizio Scaccia, del presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d’Aosta Gabriele Carenini e del presidente provinciale di Cia Cuneo, Marco Bozzolo.
L’anno scorso il Premio Spiga d’oro era andato al cantautore Simone Cristicchi, prima ancora lo avevano ricevuto Roberto Ercole (già presidente regionale Cia Piemonte), Gianmario Marabotto (funzionario Cia Piemonte), Maurizio Scaccia (già direttore Caf Cia nazionale, ora direttore nazionale Cia), Roberto Damonte (già presidente provinciale Cia Cuneo), Rossana Zambelli (già direttore nazionale Cia), Lodovico Actis Perinetto (già presidente regionale Cia Piemonte) e Gianfranco Falco (già presidente provinciale Cia Cuneo).
Nel complimentarsi con Conterno e con la dirigenza per i risultati del bilancio di Cia Cuneo, il vicepresidente nazionale Gianmichele Passarini ha sottolineato l’importanza a tutti i livelli della rappresentanza agricola, nella consapevolezza che il primo testimonial dell’Organizzazione è il personale che tutti i giorni accoglie i soci e si occupa delle loro esigenze: «Dobbiamo prendere coscienza del fatto che il futuro non sarà lo stesso, diminuiscono le aziende agricole, in generale si avverte una disaffezione dei giovani verso l’agricoltura. Cambieranno dinamiche e obiettivi, il sistema è fortemente condizionato dal cambiamento climatico, dobbiamo lavorare affinchè il Paese garantisca un orizzonte di prospettiva per il settore primario, alla politica chiediamo serietà».
Secondo il direttore nazionale Maurizio Scaccia, l’esempio delle Langhe e del Roero dimostra come qui l’agricoltore abbia saputo trasformarsi in un imprenditore a tutto tondo, comprendendo come il suo lavoro non si concluda con la produzione, ma con la commercializzazione del prodotto.
«Cia Agricoltori italiani – ha detto Scaccia – è diventata il punto di riferimento delle imprese che vogliono fare il salto di qualità, il suo sistema è forte perché ha la capacità di ascoltare la base associativa».
Anche il presidente regionale Gabriele Carenini ha richiamato il “lavoro certosino che quotidianamente l’Organizzazione svolge su tutti i tavoli istituzionali, partendo dall’imperativo di ascoltare tutti, senza lasciare indietro nessuno”.





