il Piemonte si trova in queste ore sotto una nuova intensa ondata di calore, con lo zero termico che ha raggiunto quota 4.600 metri, un livello molto elevato per fine giugno ma non inedito nel contesto climatico recente.
Il dato, che indica la quota alla quale la temperatura dell’atmosfera libera scende a 0 °C, conferma la presenza di una massa d’aria subtropicale stabile sull’Europa sud-occidentale. In queste condizioni, anche le alte quote alpine risultano coinvolte da temperature tipicamente estive, con effetti diretti sullo stato di innevamento residuo e sullo scioglimento dei ghiacciai.
Sul piano delle temperature al suolo, il Cuneese si prepara a vivere una fase particolarmente calda: secondo le previsioni di ARPA Piemonte, oggi si raggiungeranno punte massime di 34 gradi, mentre domani il caldo tenderà ulteriormente a intensificarsi fino a 36 gradi, valori ben oltre le medie climatiche del periodo.
Il confronto con gli anni passati aiuta a contestualizzare il fenomeno.
L’estate del 2003, rimasta nell’immaginario collettivo come una delle più torride, fu caratterizzata da ondate di calore molto persistenti e da zero termici frequentemente sopra i 4.000–4.500 metri, ma con picchi generalmente inferiori rispetto a quelli registrati negli ultimi anni.
Più recentemente, le estati del periodo 2022–2025 hanno mostrato un’evoluzione ulteriore: episodi più brevi ma più estremi, con lo zero termico che in alcune occasioni ha superato anche i 5.000 metri sulle Alpi piemontesi, segnando nuovi massimi assoluti o quasi.
Per dare l'idea di cosa significhi, basti ricordare che nessuna cima d'Europa raggiunge quell'altitudine. Un frequente zero termico a queste altitutidini è destinato a cancellare nevai e ghiacciai.
Ma anche i 4.600 metri di questo 27 giugno sono preoccupanti: il valore odierno si colloca infatti in una fascia alta. Si tratta di un episodio significativo, pienamente coerente con la nuova normalità climatica delle estati alpine, pur se inferiore ai picchi estremi osservati negli eventi più recenti.
Il quadro complessivo conferma una tendenza ormai consolidata: estati sempre più calde, zero termici più elevati e una crescente frequenza di condizioni tipiche di pieno agosto già a fine giugno, con impatti evidenti sia in pianura sia sull’ambiente alpino.
In foto abbiamo messo un frame estratto dalle webcam al Rifugio Margherita, il più alto d'Europa, a 4.554 metri di altitudine, sulla vetta della punta Gnifetti, nel gruppo del Monte Rosa.
Qui, negli ultimi giorni la temperatura è salita più volte sopra lo zero, fino a circa +2,7°C.
Un dato non normale, che indica proprio questo: lo zero termico si alza, la neve dura meno e i ghiacciai entrano più spesso in condizioni di squilibri, perché queste condizioni si ripetono sempre più frequentemente. E le estati alpine recenti ormai ce lo dicono, ci sia consentito, senza alcuna ombra di dubbio.





