Attualità - 01 luglio 2026, 17:41

La Fiera del Tartufo Bianco d'Alba presenta a Milano la sua 96ª edizione e scommette sulle "autentiche relazioni" [FOTO E VIDEO]

Dal 10 ottobre al 6 dicembre il Tuber magnatum Picco torna protagonista nella capitale delle Langhe. Il presidente Iberti: “Il Tartufo Bianco d’Alba ci insegna che il futuro nasce dalle relazioni autentiche”

Oggi a Milano la presentazione dell'edizione 2026. Nello scatto di gruppo, da sinistra: Mariano Rabino, Guido Guerzoni, Caterina Pasini, Stefano Mosca, Marco Gallo, Axel Iberti, Alberto Gatto, Magda Antonioli, Cristina Bergonzo, Francesca Romana Barberini, Giovanni Minetti e Antonio Degiacomi

Oggi a Milano la presentazione dell'edizione 2026. Nello scatto di gruppo, da sinistra: Mariano Rabino, Guido Guerzoni, Caterina Pasini, Stefano Mosca, Marco Gallo, Axel Iberti, Alberto Gatto, Magda Antonioli, Cristina Bergonzo, Francesca Romana Barberini, Giovanni Minetti e Antonio Degiacomi

In un tempo segnato da cambiamenti sempre più rapidi, crescenti tensioni internazionali e profonde trasformazioni delle comunità e dei territori, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba sceglie di mettere al centro il valore delle relazioni. La 96ª edizione, in programma ad Alba dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026, si presenta al pubblico con il tema “Autentiche Relazioni”, naturale evoluzione del percorso sviluppato negli ultimi anni e nuova chiave di lettura di una manifestazione che, in quasi un secolo di storia, ha saputo costruire legami duraturi tra persone, territori, culture e comunità.

La longevità stessa della Fiera, nata dalla felice intuizione di Giacomo Morra, testimonia il valore di questi legami: relazioni tra trifolao, di padri in figli, tra istituzioni e comunità locali, tra Alba e il mondo, tra il patrimonio culturale e le nuove generazioni. In un contesto globale che appare sempre più frammentato, il Tartufo Bianco d’Alba riafferma così il proprio ruolo di ambasciatore di dialogo, conoscenza e cooperazione. Il Tuber magnatum Picco, prodotto raro e fragile, esiste soltanto grazie all’equilibrio tra uomo, bosco, suolo, acqua, biodiversità e cura del territorio. Diventa così il simbolo più autentico di una rete di connessioni che la Fiera intende raccontare e valorizzare: quelle tra natura e paesaggio, tra tradizione e innovazione, tra le comunità locali e i visitatori provenienti da tutto il mondo.

Questa dimensione internazionale trova espressione nella “Truffle Diplomacy”, con il conferimento del Tartufo dell’Anno a personalità di caratura mondiale, nell’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, nelle attività delle delegazioni dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba e nei numerosi progetti che portano il nome di Alba e del suo tartufo nei principali mercati internazionali.

Il rapporto con il territorio si traduce invece nelle nuove collaborazioni che coinvolgono Langhe, Roero e Monferrato, nei progetti di tutela e ripristino delle tartufaie naturali, nelle attività di ricerca e divulgazione di Tuber Next Gen e in un dialogo sempre più stretto con le Amministrazioni locali, il mondo della ricerca e i custodi del patrimonio tartufigeno.

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si conferma l’unica manifestazione enogastronomica italiana capace di esprimere un partenariato così esteso e coeso con le principali realtà del territorio, grazie alla collaborazione strutturale con Associazione Commercianti Albesi (ACA), Confartigianato, Coldiretti, Confindustria, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori (CIA). 

A questa rete di stakeholder economici si affianca una stretta collaborazione con le istituzioni pubbliche, elemento distintivo della Fiera: Comune di Alba, Comune di Roddi, Regione Piemonte, Camera di Commercio di Cuneo, Ente Turismo Langhe Monferrato Roero,  Centro Nazionale Studi Tartufo e Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, insieme alle fondazioni bancarie del territorio – Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino – Intesa San Paolo e a Banca d’Alba, partner storici che sostengono la manifestazione contribuendo alla sua crescita e alla valorizzazione delle filiere locali. Un sistema territoriale unico, fondato su autentiche relazioni, che insieme all’Ente Fiera definisce un modello di sviluppo condiviso e riconosciuto a livello nazionale.

Accanto a questo quadro di collaborazioni, la Fiera continua a rafforzare il proprio ecosistema di partner nazionali, accogliendo nuove realtà come il Distretto del Cibo del Roero, Parmigiano Reggiano e ALMA – Scuola Internazionale di Cucina Italiana come educational partner, e rinnovando partnership storiche con il Consorzio Alta Langa DOCG, Acqua San Bernardo, Gino Spa, Egea|Iren, Galup, Gemini Project, Tartufo Regale, Casa Artusi, Accademia del Tè, Birra Menabrea e Reale Mutua, promotrice del premio “Tartufo Reale”.

Tutte le esperienze della 96ª edizione sono disponibili alla vendita a partire dal 1° luglio, all’indirizzo www.fieradeltartufo.org, confermando la volontà della Fiera di offrire al pubblico un sistema integrato di cultura, enogastronomia, paesaggio e accoglienza.

LE INTERVISTE [VIDEO] 

 

Moderati da Francesca Romana Barberini, presso l’auditorium Ferrero dell’Università Bocconi, a Milano, ad arricchire la conferenza stampa di presentazione della 96ª edizione sono intervenuti Magda Antonioli (professoressa di Economia e Politica del Turismo – Università Bocconi, parlando di “Turismo e integrazione con la filiera enogastronomica: il brand Langhe e Roero per una proposta di valore”), Stefano Mosca (direttore dell’Ente Fiera di Alba, con la presentazione della 96ª edizione della Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, “Autentiche relazioni”), Cristina Bergonzo (responsabile dell'Osservatorio Turistico Regionale – Visit Piemonte, con un focus sul turismo in Langhe, Monferrato e Roero, e in particolare sul periodo della Fiera presentando i dati raccolti dall’Osservatorio turistico regionale), Guido Guerzoni(professore di Gestione del Patrimonio, dei Musei e Cultura Digitale – Università Bocconi, con un’analisi dell’impatto economico della Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba) e Giovanni Minetti (presidente del Consorzio Alta Langa, che ha posto l’accento sul valore della partnership del Consorzio Alta Langa con la Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, nel decennale dell’avvio della collaborazione).

“In un mondo che cambia rapidamente – dichiara il presidente dell’Ente Fiera di Alba, Axel Ibertiil valore più importante che possiamo custodire è quello delle relazioni autentiche. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba esiste da quasi un secolo perché ha saputo costruire legami duraturi: con il territorio, con le istituzioni, con i trifolao, con le imprese, con il mondo. Il Tartufo Bianco d’Alba è un prodotto straordinario proprio perché nasce da un equilibrio delicato tra uomo e natura, e oggi può diventare anche un simbolo di dialogo, collaborazione e responsabilità. La nostra Fiera vuole continuare a essere un luogo dove le relazioni generano cultura, sviluppo, sostenibilità e futuro.

[Axel Iberti, presidente Ente Fiera di Alba]

Non è casuale la scelta di questo luogo, per la presentazione di questa edizione: siamo nell’auditorium che porta il nome di Michele Ferrero, una delle più alte espressioni di quella relazione autentica tra la Città di Alba e il suo territorio, basata sulla dedizione al lavoro che caratterizza tutta la filiera agroalimentare ed enogastronomica, con la valorizzazione dei frutti della terra. E siamo all’interno di una istituzione, l’Università Bocconi, che certifica il valore della ricaduta economica della Fiera. Siamo qui per evidenziare la rete di relazioni territoriali, e non solo, che la Fiera attiva costruendo valore e che scaturisce sempre da un rapporto virtuoso tra pubblico e privato, tra istituzioni e aziende che rappresentano l’eccellenza del Made in Italy, per i quali la Fiera funge da naturale vetrina”.

“La Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba è da sempre uno degli appuntamenti più rappresentativi per la città e per l’intero territorio – dichiarano il sindaco Alberto Gatto e la vicesindaca con deleghe al Turismo e alla Cultura Caterina Pasini –. Il claim scelto per questa edizione, ‘Relazioni autentiche’, racconta in modo semplice ma profondo il senso di ciò che la Fiera rappresenta: il legame tra il trifolao e il suo cane, basato su fiducia, esperienza e rispetto reciproco; la relazione tra il tartufo e l’ambiente, che richiama la necessità di tutela e cura del territorio; e quella tra la Fiera e la città di Alba, che ogni anno si rinnova e si rafforza attraverso la partecipazione della comunità. All’interno di questa visione, un ruolo centrale lo hanno anche i borghi, che rappresentano l’autenticità del nostro territorio: luoghi che custodiscono le radici della comunità e, allo stesso tempo, sono capaci di dialogare con i grandi flussi internazionali che la Fiera intercetta e valorizza. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si conferma così non solo un evento di eccellenza gastronomica e turistica, ma anche un’occasione per leggere il territorio nelle sue relazioni più profonde e significative, tra tradizione, sostenibilità e apertura al mondo. Un programma che, come ogni anno, unirà cultura, folklore ed esperienze diffuse sul territorio, contribuendo a costruire un autunno che parla di Alba nella sua interezza e complessità, tra cura delle radici e capacità di proiezione internazionale”.

[Il sindaco albese Alberto Gatto]

“Il tema scelto per questa 96ª edizione, Autentiche Relazioni, racconta con efficacia ciò che il Tartufo Bianco d’Alba rappresenta da sempre: un patrimonio che nasce dall’equilibrio tra uomo e natura e che, attorno a sé, costruisce relazioni tra comunità, istituzioni, imprese, ricerca e territori. È proprio questa capacità di fare rete che ha reso la Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba uno degli eventi più prestigiosi del panorama enogastronomico nazionale – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Tartuficoltura Marco Gallo e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi, Turismo, Sport e Post Olimpico Paolo Bongioanni. Attorno al Tartufo bianco d’Alba si sviluppa un sistema che genera un significativo indotto economico ogni anno, creando valore per il turismo, la ricettività, la ristorazione e l’intera filiera agroalimentare. Un modello che dimostra come investire nella qualità, nella tutela dell’ambiente e nelle eccellenze significhi creare sviluppo e nuove opportunità per i territori. Come Regione Piemonte continuiamo a sostenere questo percorso con investimenti nella tutela del patrimonio tartufigeno, nella valorizzazione delle tartufaie naturali, nella ricerca e nella promozione internazionale. Progetti come Tuber Next Gen testimoniano poi, in un’epoca segnata dai grandi impatti climatici, un impegno concreto per preservare un patrimonio unico e consegnarlo alle future generazioni. Il Tartufo bianco d’Alba non è soltanto una delle eccellenze più riconosciute del Piemonte: è un ambasciatore della nostra identità nel mondo e rappresenta un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità, sulla qualità e sulla collaborazione tra istituzioni e territori”.

[L'assessore regionale Marco Gallo]

 

I NUMERI DI UN SUCCESSO INTERNAZIONALE

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si conferma, anche nel 2026, tra gli appuntamenti più significativi e attrattivi del panorama enogastronomico mondiale, non solo per la qualità del suo palinsesto, ma anche per i numeri che ne testimoniano il successo e la crescente capacità di richiamo.

Nel periodo della manifestazione, mediamente oltre 600.000 visitatori scelgono le colline di Langhe, Monferrato e Roero, attratti dall’unicità del Tartufo Bianco d’Alba e dalla ricchezza delle esperienze proposte dal territorio. Il programma enogastronomico della Fiera coinvolge oltre 40 chef del panorama nazionale e internazionale, molti dei quali insigniti della stella Michelin. La loro partecipazione contribuisce a rafforzare il prestigio della manifestazione e a promuovere una cultura del gusto fondata sull’eccellenza, sulla creatività e sul rispetto della materia prima.

Le attività dedicate al pubblico – dai cooking show alle scuole di cucina, dai pranzi al Castello di Roddi alle Cene Insolite, fino agli Atelier della Pasta Fresca – lo scorso anno hanno registrato la partecipazione di oltre 3.500 persone, il 70% delle quali provenienti dall’estero. Un dato che conferma la vocazione internazionale della Fiera e la sua capacità di attrarre un pubblico qualificato, curioso e consapevole, desideroso di vivere un’esperienza autentica nel cuore delle colline piemontesi. 

IL CAPODANNO DEL TARTUFO

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si apre, come da tradizione, con un evento simbolico e suggestivo che unisce rito, festa e cultura: il Capodanno del Tartufo. Nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre 2026, allo scoccare della mezzanotte, la città di Alba celebra l’inizio ufficiale della cerca del Tuber magnatum Picco, dando il via a una stagione che è insieme agricola, gastronomica e spirituale. Quest’anno, l’evento, si inserisce nel contesto del festival Profondo Umano, che sancisce la collaborazione tra la Fiera e le realtà culturali del territorio. Nel tardo pomeriggio sarà possibile visitare in anteprima il Palatartufo in allestimento, la Sala Fenoglio, il Centro Nazionale Studi Tartufo e il MUDET – Museo del Tartufo, luoghi simbolo della cultura tartufigena albese.

A seguire, presso il Teatro Sociale “G. Busca”, interverrà la poetessa Tiziana Cera Rosco, la cui ricerca unisce la scrittura a performance, fotografia e scultura, esplorando l'uomo, la natura e il rapporto che tra essi intercorre.

La serata proseguirà poi in piazza Ferrero, dove trifolao e tabui in rappresentanza di tutte le associazioni di cercatori piemontesi, sfileranno lungo via Vittorio Emanuele fino a piazza Risorgimento. Il corteo, scandito da atmosfere evocative e da un forte senso di comunità, culminerà con un brindisi collettivo alla nuova stagione del tartufo, celebrato con un calice di Alta Langa DOCG, simbolo dell’eccellenza vitivinicola del territorio.

Questa celebrazione non è solo l’apertura di un calendario, ma l’inizio di un racconto. È il momento in cui Alba si presenta al mondo con il suo volto più autentico, dove il tartufo diventa messaggero di valori, di bellezza e di rispetto. Una notte che segna l’inizio di una stagione di eccellenza, e che invita tutti – cittadini, visitatori, operatori e narratori – a condividere un’esperienza profonda, consapevole e memorabile.

IL MERCATO MONDIALE

Nel cuore della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si colloca uno degli spazi più emblematici e significativi dell’intera manifestazione: il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, allestito all’interno del Cortile della Maddalena, quest’anno in veste rinnovata. Ritorna, infatti, la lounge del Tartufo Bianco d’Alba dove gli ospiti verranno accolti, in collaborazione con i prestigiosi partner della Fiera. Questo luogo non è soltanto un punto vendita, ma un vero e proprio presidio di qualità, autenticità e fiducia. Il Mercato sarà aperto al pubblico ogni fine settimana, il sabato e la domenica, a partire da sabato 10 ottobre fino a domenica 6 dicembre 2026, data che segnerà la chiusura ufficiale della 96ª edizione della Fiera.

Ogni esemplare di Tuber magnatum Picco destinato alla vendita viene sottoposto a un rigoroso processo di valutazione da parte dei Giudici di Analisi Sensoriale del Tartufo, professionisti formati dal Centro Nazionale Studi Tartufo, che operano secondo protocolli scientifici e standard condivisi. Attraverso l’osservazione, l’olfatto e la valutazione tattile, i giudici certificano la qualità del prodotto, offrendo al consumatore la certezza di acquistare un tartufo autentico, fresco e conforme ai criteri di eccellenza: la Fiera si fa garante di un rapporto etico e trasparente tra produttore e acquirente, promuovendo una cultura del consumo consapevole e informato.

Accanto al Mercato del Tartufo, una selezione delle migliori produzioni agroalimentari del territorio. Formaggi, salumi, nocciole, dolci, vini e altre eccellenze locali vengono presentati in un contesto curato e accogliente, dove ogni prodotto racconta una storia di tradizione, passione e sostenibilità. 

IL FOLCLORE

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba non è soltanto un evento enogastronomico di rilevanza mondiale, ma anche un grande palcoscenico della memoria collettiva, dove il folclore locale si fa racconto vivente, rito condiviso, celebrazione delle radici. Ogni anno, le settimane che precedono l’apertura ufficiale della Fiera sono scandite da appuntamenti che affondano le loro origini nella storia della città e dei suoi borghi, trasformando Alba in un teatro a cielo aperto, animato da colori, suoni, costumi e simboli identitari.

Il primo momento è rappresentato dalla Bela Trifolera, in calendario sabato 5 settembre alle 20.30 in piazza Michele Ferrero. Sabato 19 settembre alle ore 17.00, in Sala Fenoglio, il Capitolo della Giostra, l’attribuzione dell’onorificenza di “Amico della Giostra”, riconoscimento attribuito a personalità che si sono distinte per il loro impegno nella valorizzazione della cultura e delle tradizioni albesi. Nella stessa occasione verrà presentato il Drappo del Palio, opera d’arte che ogni anno cambia autore e che rappresenta l’ambito trofeo della corsa più attesa, momento seguito da corteo ed esibizione degli sbandieratori in piazza Risorgimento

A seguire, la città si prepara a vivere uno dei momenti più iconici e partecipati, alle ore 21.00 di sabato 26 settembre: l’Investitura del Podestà, che si svolge in piazza Duomo. In questo rito simbolico, il rappresentante del potere civile assume ufficialmente il ruolo di garante della Giostra, rievocando le antiche istituzioni comunali medievali. È un passaggio che segna l’ingresso nella dimensione storica e cerimoniale della Fiera.

Il culmine del folclore albese si raggiunge il primo weekend di ottobre: domenica 4 la città si veste degli smalti e dei vessilli dei suoi borghi storici per la grande sfilata in costume medievale, alle ore 14.30. Un viaggio nel tempo che culmina alle 15.30in piazza Cagnasso, con il celebre e amatissimo Palio degli Asini, corsa goliardica e appassionante che vede sfidarsi i borghi cittadini in un clima di festa e sana competizione.

Due settimane dopo, nel weekend del 17 e 18 ottobre, nel cuore del centro storico, si tiene il Baccanale dei Borghi, una vera e propria festa popolare che trasforma le piazze in locande all’aperto.

A chiudere il ciclo degli eventi folklorici, domenica 25 ottobre, è il Festival della Bandiera, organizzato dalla Giostra delle Cento Torri. In piazza Risorgimento, i gruppi di sbandieratori si esibiscono in spettacolari coreografie, tra lanci acrobatici, rulli di tamburi e giochi di colori che incantano il pubblico e celebrano l’arte antica della bandiera.

Il folclore della Fiera non è solo intrattenimento: è un patrimonio immateriale che si rinnova ogni anno, un linguaggio simbolico che unisce generazioni, un ponte tra passato e presente. È l’anima popolare della Fiera, il suo battito più autentico, la voce di una comunità che, attraverso la memoria, costruisce il proprio futuro.

ESPERIENZE SENSORIALI E GOURMET

Nel cuore della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, accanto al Mercato Mondiale e alle grandi celebrazioni culturali, si sviluppa un articolato programma di esperienze immersive che mettono al centro il gusto, la conoscenza e la convivialità. La Fiera non è solo un luogo dove acquistare il tartufo, ma un laboratorio del sapore e della cultura gastronomica, dove ogni appuntamento è pensato per valorizzare il Tuber magnatum Picco in tutte le sue sfumature.

Cooking Show, ospitati nella storica Sala Beppe Fenoglio, rappresentano uno dei momenti più attesi e partecipati. Qui, grandi chef italiani e internazionali si alternano ai fornelli per interpretare il tartufo bianco d’Alba con creatività e rispetto, dando vita a piatti che raccontano il territorio attraverso l’eccellenza culinaria. Ogni show è accompagnato dalle “Alte Bollicine Piemontesi” del Consorzio Alta Langa e dal servizio attento e professionale dei sommelier AIS delegazione Piemonte, insieme agli studenti di Alba Accademia Alberghiera, a testimonianza del legame tra formazione, talento e tradizione.

Sempre la Sala Fenoglio sarà teatro, tutti i sabati e i mercoledì di Fiera, degli Atelier della Pasta Fresca, così come dei workshop che vedranno il debutto, quest’anno, del Parmigiano Reggiano.

Confermato dall’edizione 2025 è il format “Tramonto gourmet: aperitivo di eccellenza”, che a partire da sabato 21 novembre, alle ore 18.00, arricchirà le serate di Fiera con un’esperienza sensoriale unica. Un momento di raffinata convivialità che unisce la cucina d’autore all’arte della mixology, in un’atmosfera elegante e informale in collaborazione con il Consorzio Alta Langa e il Consorzio Vermouth di Torino.

Accanto alla cucina, la Fiera propone anche percorsi di approfondimento e conoscenza, come i seminari di Analisi Sensoriale del Tartufo, organizzati presso il MUDET – Museo del Tartufo. Queste sessioni guidate offrono ai partecipanti l’opportunità di scoprire, attraverso i sensi, le caratteristiche distintive del Tartufo bianco, imparando a riconoscerne qualità, provenienza e intensità aromatica. Un’esperienza formativa e coinvolgente, pensata per appassionati, professionisti e curiosi.

A completare l’offerta, novità di quest’anno, le Vinum Alba Wine Tasting presso il Museo Eusebio, dedicate ai grandi vini delle Langhe, del Monferrato e del Roero. In un contesto suggestivo e accogliente, i visitatori – grazie alla collaborazione tra Ente Fiera e AIS Piemonte – potranno degustare etichette selezionate, guidati da esperti sommelier, in un viaggio sensoriale che esalta l’armonia tra vino e tartufo.

Tra gli appuntamenti più esclusivi, tornano anche quest’anno le Cene Insolite, che uniscono l’alta cucina a scenari di grande fascino. Oltre al Teatro Sociale di Alba, con la partecipazione – tra gli altri – dello chef stellato Carlo Cracco, il calendario prevede – in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Valle d’Aosta – una tappa alla Stella di Pila, panoramic bistrot a quota 2.723 metri, con uno stile essenziale e curato firmato Skyway Monte Bianco.

Continua anche la collaborazione con MonteNapoleone District e, valicando i confini delle colline di Langhe, Roero e Monferrato, il Tartufo Bianco d’Alba volerà nel mondo grazie alla collaborazione con le delegazioni dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei vini di Alba, protagonista di una serie di eventi dedicati al Tuber magnatum Picco tra wine tasting, analisi sensoriali e cene. 

INCLUSIONE E IMPEGNO SOCIALE 

Nel segno dell’inclusione e dell’impegno sociale, la Fiera rinnova anche la collaborazione con la cooperativa Emmaus, protagonista negli anni attraverso i progetti dell’Osteria Sociale Montebellina e di “8 Pari”, vino simbolo di uguaglianza, coraggio e inclusione. Insieme a P.L.IN. (Palestra Lavorativa di INclusione), innovativo progetto sociale situato a Canale, nato per favorire l'inclusione lavorativa e sociale di persone con disabilità attraverso la produzione artigianale di pasta fresca e altre attività, si ravvia l’attenzione a una proposta gastronomica che unisce qualità, solidarietà e accoglienza: il cibo diventa strumento di aggregazione, riscatto e condivisione, in perfetta sintonia con i valori fondanti della Fiera.

Attraverso questi format, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si conferma non solo come vetrina dell’eccellenza gastronomica, ma come spazio di incontro tra saperi, sapori e persone. Un’esperienza che nutre il corpo e lo spirito, e che restituisce al tartufo il ruolo di narratore privilegiato di un territorio straordinario.

"TASTE LAB" AL CASTELLO DI RODDI

Tra le esperienze più raffinate e coinvolgenti della 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, il Taste Lab – Castello di Roddi si conferma come uno degli appuntamenti più attesi e distintivi. In questo luogo carico di storia e fascino, immerso nel paesaggio vitivinicolo delle Langhe, la cucina si trasforma in un linguaggio universale, capace di unire saperi, sapori e persone.

Il Castello di Roddi, grazie alla collaborazione con la Barolo & Castles Foundation, ospiterà un ricco calendario di pranzi, eventi e corsi di cucina, pensati per offrire ai partecipanti un’esperienza immersiva e autentica. Le visite guidate al maniero si concluderanno con pranzi suggestivi all’interno delle sue pertinenze, creando un connubio perfetto tra patrimonio culturale e gastronomia d’eccellenza.

All’interno del Castello si trova una delle più belle scuole di cucina italiane, dotata di sette postazioni professionali in acciaio, completamente attrezzate. Qui, ogni lunedì e venerdì mattina, si svolgeranno corsi teorico-pratici di cucina, durante i quali i partecipanti, guidati da chef, potranno cimentarsi nella preparazione di piatti gourmet e di piatti iconici della tradizione piemontese, impreziositi dal tartufo bianco d’Alba. Al termine del corso, ogni partecipante potrà degustare il proprio piatto, accompagnato da un calice di vino.

Quest’anno, inoltre, debutta la nuova esperienza “A tu per tu con lo Chef”: in un contesto intimo e riservato, nel Taste Lab – Castello di Roddi, una lezione pratica guidata (riservata a un massimo di due partecipanti), per apprendere gesti e segreti della cucina d’eccellenza. L’esperienza si conclude con un pranzo speciale, in cui i piatti preparati saranno valorizzati dal Tartufo Bianco d’Alba e accompagnati da una selezione di vini. Due gli appuntamenti previsti, giovedì 22 ottobre, con lo chef Davide Palluda, e giovedì 12 novembre, con lo chef Matteo Baronetto.

Il sabato mattina, negli spazi del Castello di Roddi, la Fiera inaugura il Brunch del Tartufo Bianco d’Alba: un appuntamento nuovo e ricercato, pensato per celebrare il Tartufo in una chiave sorprendente, dove la creatività gastronomica incontra l’eleganza di un momento conviviale unico e contemporaneo.

TRUFFLE AND WINE: DIALOGO TRA TARTUFO E GRANDI VINI

 Il Tartufo bianco d’Alba, con la sua eleganza aromatica e la sua unicità sensoriale, trova nei grandi vini il suo compagno ideale. La 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba rinnova e rafforza il progetto “Truffle and Wine”, un percorso di valorizzazione che mette in dialogo il Tuber magnatum Picco con le eccellenze vitivinicole del Piemonte e con alcune delle più prestigiose denominazioni internazionali. Al centro di questa alleanza, la collaborazione con il Consorzio Alta Langa e con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, che rappresentano l’anima enologica del territorio. A queste si affianca la Strada del Barolo e grandi vini di Langa, che accompagna i visitatori in un viaggio tra colline, cantine e sapori, offrendo esperienze immersive e autentiche.

Dopo aver ospitato negli anni scorsi lo Champagne (2021), la Borgogna (2022), la California e la Napa Valley (2023), Etna (2024) e Alto Adige 2025, la Fiera si prepara ad accogliere una nuova regione vinicola di livello mondiale, la Rioja, che sarà protagonista di degustazioni, incontri e abbinamenti d’autore. Un’occasione per esplorare affinità e contrasti tra terroir diversi, uniti dalla stessa ricerca dell’eccellenza.

Tra gli appuntamenti più significativi, venerdì 23 ottobre torna l’Asta “Barolo en primeur” presso il Castello di Grinzane Cavour, con collegamenti internazionali e finalità benefiche. Le barrique prodotte dalla Vigna “Cascina Gustava” e i lotti comunali di 95 cantine saranno battuti all’asta, preceduti da degustazioni esclusive di nebbiolo 2025, atto a diventare Barolo e Barbaresco. Un evento che unisce solidarietà, cultura del vino e promozione del territorio.

Nel weekend del 24 e 25 ottobre, l’Hotel Calissano ospiterà l’evento “I grandi terroir del Barbaresco e gli altri volti del nebbiolo”, a cura di Go Wine, con banchi d’assaggio e degustazioni guidate che metteranno in luce la straordinaria varietà espressiva di questo vitigno simbolo del Piemonte.

Si rafforza inoltre la collaborazione con le Enoteche regionali di Barolo, Barbaresco, Mango e Grinzane Cavour, da quest’anno partner attraverso la fornitura dei vini protagonisti delle Cene Insolite.

Novità di quest’anno, l’evento Alta Langa Aperitivo · Magnum Première, in programma domenica 25 ottobre presso il Teatro Sociale “G. Busca” di Alba. La serata si aprirà alle 18.30 con una visita guidata del Teatro Sociale, un percorso che permetterà agli ospiti di scoprire la storia e il fascino di uno dei luoghi simbolo della città. Alle 19.00 si andrà quindi alla scoperta dell'Alta Langa DOCG, lo spumante Metodo Classico piemontese. Protagonista della serata sarà una selezione di Alta Langa DOCG esclusivamente nel formato Magnum. Sul palcoscenico del Teatro le cuvée saranno presentate dai sommelier AIS, che accompagneranno gli ospiti in un autentico viaggio sensoriale, completato da un intrattenimento musicale dal vivo. Un percorso che invita a conoscere interpretazioni differenti della denominazione, valorizzando la ricchezza e l'identità di una delle più alte espressioni del metodo classico italiano.

Ad accompagnare la degustazione, un’eccellente proposta gastronomica firmata dallo chef Paolo Griffa, una stella Michelin del Ristorante Paolo Griffa al Caffè Nazionale di Aosta. Nel corso della serata verranno serviti ai tavoli una selezione di finger food d'autore, una portata calda impreziosita dall’immancabile Tartufo Bianco d'Alba e a conclusione una raffinata proposta dolce.

NOVE SETTIMANE DI CULTURA, MANIFESTAZIONI ED EVENTI

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba non è soltanto un evento enogastronomico di rilievo mondiale, ma anche un grande contenitore culturale, capace di offrire un palinsesto ricco, articolato e trasversale, che abbraccia letteratura, arte contemporanea, musica, design, sport e solidarietà.

Tra gli appuntamenti più prestigiosi, spicca la XXVII Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, in programma domenica 8 novembre in collegamento con il Castello di Grinzane Cavour, sede dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour. In diretta con alcune delle più importanti metropoli internazionali, l’asta vedrà protagonisti i lotti più pregiati di tartufo, battuti a scopo benefico. Dal 1999 a oggi, l’iniziativa ha raccolto oltre 7 milioni e 700 mila euro, confermando il ruolo della Fiera come promotrice di eccellenza e solidarietà.

La cultura letteraria sarà protagonista con la XVI edizione del Premio Lattes Grinzane, che vedrà lo scrittore e giornalista indiano Amitav Ghosh ricevere il Premio Speciale Lattes Grinzane 2026 il 17 ottobre al Teatro Sociale “G. Busca” di Alba.

Il calendario culturale sarà arricchito anche dagli eventi promossi dalla Fondazione Ferrero, in programmazione durante il periodo autunnale, propedeutici al percorso verso Alba Capitale dell’Arte Contemporanea 2027, oltre che dalle consuete mostre presso Palazzo Banca d’Alba e Fondazione San Giuseppe, in fase di definizione. Ad arricchire il calendario degli eventi contribuiranno anche la Fondazione Cesare Pavese, le iniziative del Museo Diocesano e della Famija Albèisa, oltre a una serie di manifestazioni sportive, tra cui l’Ecomaratona del Barbaresco e del Tartufo Bianco d’Alba, organizzata dall’ASD Triangolo Sport Langhe Monferrato Roero il 25 ottobre.

L’ATL Langhe Monferrato Roero proporrà inoltre una serie di esperienze guidate, tra cui Alba Walking Tour e Alba Walking Tour – Truffle Edition, nei mesi di settembre, ottobre e novembre, pensati per far scoprire la città e il territorio attraverso percorsi tematici e narrativi.

Le piazze cittadine ospiteranno infine numerose manifestazioni popolari e fieristiche, tra cui Albaromatica, Ama la carne, Langhe e Roero in piazza… con la Granda, Confagricoltura – Incontriamoci in Fiera, Confartigianato – Villaggio dei creatori d’eccellenza, Coldiretti – Campagna Amica Day, le Notti della Natività e la Grande Rassegna di Bovini Piemontesi di sottorazza albese della coscia.

IL TARTUFO COME AMBASCIATORE DI VALORI GLOBALI

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si conferma anche nel 2026 come un laboratorio di pensiero e azione sul tema della sostenibilità, intesa nella sua accezione più ampia: ambientale, sociale ed economica. Due progetti in particolare incarnano questa visione e ne amplificano la portata: Sostenibilità Incrociate e Dawn to Earth.

Il primo riporterà sul palco del Teatro Sociale “G. Busca” di Alba la rassegna nata nel 2021, un ciclo di incontri e dialoghi che mette a confronto voci autorevoli provenienti da mondi diversi: spettacolo, innovazione digitale, sport, arte, musica, design, cultura e alta cucina. L’obiettivo è quello di generare contaminazioni virtuose, di esplorare nuove prospettive e di costruire un pensiero condiviso sul futuro del Pianeta e delle comunità. Grazie alla collaborazione con il narratore gastronomico Paolo Vizzari, la rassegna si arricchisce di contenuti e ospiti di rilievo, offrendo al pubblico un’occasione unica per riflettere su temi urgenti come il cambiamento climatico, la biodiversità, l’equità sociale e l’educazione alimentare. Il tartufo diventa simbolo di equilibrio, di rispetto per la natura e di connessione tra uomo e ambiente.

In perfetta sintonia con questi valori si inserisce il progetto Dawn to Earth, che utilizza il Tartufo Bianco d’Alba come ambasciatore di un nuovo modello di sviluppo, fondato sull’etica, sulla qualità e sulla responsabilità. Ogni anno, il progetto premia uno chef che si è distinto per il suo impegno nella sostenibilità e nella valorizzazione del territorio. Dopo Norbert Niederkofler, Chiara Pavan e Francesco Brutto, Andreas Caminada, Manu Buffara ed Enrico Crippa, l’edizione 2026 celebrerà un altro grande Chef: il Premio 2026 verrà infatti attribuito allo Chef Antonio Guida, due stelle Michelin, del Ristorante Seta dell’Hotel Mandarin Oriental di Milano, fondatore – insieme alla moglie Luciana Lombardi – del fondo filantropico “Fiori Rari”, il cui obiettivo è quello di promuovere e accelerare la ricerca scientifica sulle mutazioni genetiche rare che causano ritardo neurocognitivo e le disabilità a esso associate.

Attraverso questi due progetti, la Fiera si fa promotrice di un messaggio forte e chiaro: la sostenibilità non è un’opzione, ma una necessità. E il tartufo, con la sua fragilità e il suo valore, è il simbolo perfetto di questa nuova sensibilità.

In tema di sostenibilità, dando nuovo slancio alle relazioni con il territorio, il convegno Tuber Next Gen – progetto della Regione Piemonte lanciato per tutelare e mappare il patrimonio tartufigeno del futuro –, in programma sabato 10 ottobre, metterà il focus sull’iniziativa che aggiorna le carte di potenzialità del suolo e integra la gestione forestale, coinvolgendo attivamente esperti e Comuni, raccontando la creazione di nuove tartufaie e le buone prassi sui territori.

UN TERRITORIO CHE PARLA AL MONDO

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si svolge in un contesto territoriale unico al mondo, riconosciuto e tutelato dall’UNESCO per il suo straordinario valore culturale, paesaggistico e immateriale. Oltre al Memorandum d’Intesa triennale siglato con UNITAR – l’Istituto delle Nazioni Unite per la Formazione e la Ricerca – inaugurando un’alleanza che dalle radici locali si eleva a riferimento globale e traccia le linee guida verso nuove prospettive di sviluppo sostenibile –, sono ben tre i riconoscimenti conferiti a questo angolo di Piemonte, che ne fanno un punto di riferimento internazionale per la cultura del gusto, la tutela del paesaggio e la valorizzazione delle tradizioni.

Il primo, e forse il più iconico, è l’iscrizione dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, avvenuta nel 2014. Il secondo riconoscimento è il titolo di Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, conferito ad Alba nel 2017. Il terzo riconoscimento, più recente ma altrettanto significativo, è l’iscrizione della Cerca e cavatura del tartufo in Italia nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Questo riconoscimento, ottenuto nel 2021, valorizza il sapere antico e il legame profondo tra l’uomo, il cane e la natura.

Questi tre riconoscimenti non sono semplici titoli, ma impegni concreti. La Fiera li onora attraverso un programma che promuove la sostenibilità, la formazione, la ricerca e la divulgazione. Il MUDET – Museo del Tartufo di Alba, il Centro Nazionale Studi Tartufo, i percorsi didattici per le scuole, le attività di sensibilizzazione ambientale e le collaborazioni con enti culturali e scientifici sono strumenti attraverso cui la Fiera traduce i valori UNESCO in azioni tangibili.

Ad arricchire il capitolo “UNESCO”, il podcast “Cibo e Arte”, curato da BIA – Intangible Cultural Heritage, che metterà in relazione il cibo non come tema gastronomico in senso stretto, ma come chiave di lettura culturale, capace di dialogare con diverse discipline: pittura, performance, design, paesaggio, alta cucina, tradizione e sostenibilità, letteratura, UNESCO, cinema e arte contemporanea.

ALBA TRUFFLE BIMBI

Tutti i sabati e le domeniche di Fiera, fino al 22 novembre, il Palazzo Mostre e Congressi “G. Morra” ospiterà Alba TruffleBimbi, un luogo di divertimento interamente pensato per i bambini, ma senza mai tralasciare l’aspetto didattico ed educativo: nessun gonfiabile, nessun gioco di plastica, nessun videogame, ma largo spazio alla fantasia e alla manualità educando al gioco, ascoltando le esigenze dei bambini e dei loro genitori, stimolo creativo e prima scintilla per la realizzazione di qualcosa di innovativo. Il tutto nel rispetto dell’ambiente e del territorio, con un grande spazio dedicato al paesaggio e alla cura dell’ambiente in cui i bambini possono modellare colline e vigneti, plasmando elementi naturali e architettonici, utilizzando la cucina e il ciclo del vino come soggetti privilegiati dei racconti e dei balocchi appositamente costruiti in legno e in materiali naturali.

C. S.

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