Attualità - 02 luglio 2026, 11:27

Caldo record, la denuncia del NurSind Cuneo: "Mezzi senza aria condizionata e ambulatori invivibili per il personale"

Il sindacato infermieristico chiede all'Asl Cn1 di intervenire con il ripristino della climatizzazione sui mezzi di servizio, la fornitura di ventilatori in tutti i locali sprovvisti e la programmazione di interventi strutturali di schermatura solare per gli ambulatori esposti

Caldo record, la denuncia del NurSind Cuneo: "Mezzi senza aria condizionata e ambulatori invivibili per il personale"

Sui mezzi e nei locali di lavoro mancano sistemi di condizionamento che rendano sopportabile il lavoro per gli infermieri che operano in ospedale e sul territorio. È quanto denuncia il segretario provinciale del NurSind Cuneo Davide Canetti, che sottolinea "la drammatica situazione in cui si trovano a operare i professionisti della sanità territoriale in queste settimane di eccezionale ondata di calore".

"Ritengo doveroso e non più rinviabile denunciare pubblicamente la drammatica situazione in cui si trovano a operare i professionisti della sanità territoriale in queste settimane di eccezionale ondata di calore - segnala il segretario provinciale del NurSind Cuneo, Davide Canetti -. Le carenze strutturali e organizzative stanno superando ogni limite di dignità professionale e di sicurezza sul lavoro, configurando una vera e propria emergenza estiva che ricade interamente sulle spalle del personale e, di riflesso, dei cittadini assistiti".

"Il primo elemento di forte criticità riguarda le condizioni dei mezzi di servizio utilizzati quotidianamente per l'assistenza domiciliare - spiegano dal sindacato infermieristico -. Gli operatori sono costretti a salire a bordo di vetture aziendali rimaste per ore sotto il sole cocente, affrontando i turni pomeridiani a partire dalle ore 14 in abitacoli trasformati in veri e propri forni. La quasi totalità di questo parco auto è sprovvista di impianti di climatizzazione funzionanti o presenta sistemi guasti e totalmente privi di manutenzione. Per chi deve percorrere decine di chilometri sul nostro vasto territorio provinciale, spesso raggiungendo zone collinari e montane isolate, ogni spostamento si trasforma in un'odissea pericolosa, con temperature interne che mettono a serio rischio la prontezza e la salute del professionista".

"In queste settimane si aprono, giustamente, importanti dibattiti sulla tutela dei lavoratori dei cantieri edili o stradali, prevedendo pause e rimodulazioni orarie sacrosante per contrastare i picchi di calore sull'asfalto - prosegue Canetti -. Come sindacato ci chiediamo, tuttavia, perché la stessa attenzione non venga riservata al personale sanitario territoriale. Anch'essi si trovano a macinare chilometri all'interno di scatole di lamiera roventi, senza alcuna sosta programmata e senza alcuna forma di refrigerio. Sembra quasi che la salute di chi cura gli altri valga meno.
Purtroppo, la situazione non migliora all'interno dei presidi sanitari e degli ambulatori distrettuali del territorio. Registriamo stanze di visita e sale d'aspetto esposte costantemente al sole che, a causa della totale mancanza di adeguate schermature solari, persiane o tapparelle alle finestre, raggiungono e superano stabilmente i 33 gradi centigradi all'interno. In questo contesto microclimatico intollerabile, i professionisti devono garantire prestazioni delicate ed eseguire procedure assistenziali come le medicazioni complesse".

"A rendere la situazione ancora più inaccettabile - conclude il segretario provinciale - è l'assenza totale non solo di impianti di condizionamento fissi, ma persino dei presidi minimi di ventilazione sussidiaria: mancano persino dei semplici ventilatori per alleviare il disagio di operatori e utenti, spesso anziani o soggetti fragili ad alto rischio di colpi di calore.

Come Nursind Cuneo, ribadiamo con forza che la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro (in conformità con il D.Lgs. 81/08) non sono un optional né un privilegio aziendale, ma un diritto inalienabile. Lavorare in camice a oltre 33 gradi o guidare mezzi roventi per ore non permette di garantire gli standard di serenità e sicurezza necessari all'atto sanitario.

Chiediamo pertanto alla Direzione Generale dell'Asl un intervento immediato e straordinario: il ripristino istantaneo della climatizzazione sui mezzi di servizio, la fornitura urgente di ventilatori in tutti i locali sprovvisti e la programmazione di interventi strutturali di schermatura solare per gli ambulatori esposti. La tutela di chi cura è la prima e fondamentale garanzia per la qualità della cura stessa".

AP

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