Scuole e corsi - 03 luglio 2026, 06:07

Scuole superiori, a Cuneo il puzzle degli spazi che non bastano: il "De Amicis" ancora costretto a dividersi in tre

Il nuovo Grandis (in foto) non è abbastanza capiente per tutti gli studenti iscritti e resta anche in via Cacciatori delle Alpi. Non risolta la questione della scuola di via Mazzini: doveva diventare la sede del Liceo delle Scienze Umane, ma ci restano le scuole medie, che dovrebbero andare invece in via Barbaroux

Dopo anni di lavori e di corse contro il tempo, tra caro materiali, burocrazia e scadenze imposte dall'Europa, i grandi cantieri finanziati con i fondi del PNRR sono ormai agli sgoccioli. 

In Granda questo significa anche nuove scuole, che accoglieranno gli studenti per l'anno scolastico 2026/2027. 

Una di queste è il Grandis di Cuneo, ormai praticamente finito, tanto che la Provincia di Cuneo ha affidato il servizio di trasferimento di arredi, attrezzature e beni dalla storica sede di corso IV Novembre 16 al nuovo edificio di corso Alcide De Gasperi 40.

I lavori dovrebbero iniziare la prossima settimana. 

L’incarico è stato assegnato alla cooperativa sociale Le Valli di Demonte per un importo complessivo di 46.360 euro.

L’intervento consentirà di completare il trasferimento di tutte le dotazioni della scuola, garantendo la continuità delle attività didattiche e amministrative e rendendo la nuova sede pienamente operativa.

Insomma, tutto procede secondo cronoprogramma. 

Il nuovo istituto è bello, progettato dal prestigioso Studio Kuadra di Cuneo, luminoso, efficiente ma, eravamo stati i primi a sottolinearlo, non abbastanza grande per contenere gli oltre mille studenti del Grandis.  

E questa "insufficienza" si ripercuote sullo scacchiere delle sedi anche di molti altri istituti secondari della città. 

PARTIAMO DAL GRANDIS

Lascerà la sede di corso IV Novembre e la succursale di via Mazzini (qui sotto in foto) per andare verso la nuova scuola di corso De Gasperi. Fin qui niente di nuovo.  

La novità è che sarà mantenuta l'attuale sede dell'Ipsmat di via Cacciatori delle Alpi (In foto).

Problema di spazi, non sufficienti per contenere tutti gli iscritti, non previsti in fase di progettazione e dimensionamento del nuovo istituto, costato la bellezza di 20 milioni di euro. 

E così tutti i laboratori saranno in corso De Gasperi, mentre altre materie saranno ospitate nella sede del centro storico del capoluogo. Ruoteranno gli studenti, cosa ormai sempre più in uso nelle scuole di ogni ordine e grado. 

Sono loro che si spostano nelle aule in base alla materia. Faranno tre giorni di lezione in una sede e due giorni nell'altra. 

VIA BARBAROUX E IL DE AMICIS

Un'altra scuola che si è trovata a gestire numeri inaspettati è il De Amicis, che ha la sua sede principale in corso Brunet, dove si trova il Linguistico e alcune classi dell'Economico Sociale. 

La succursale, che ospita l'intero indirizzo di Scienze Umane, con 26 classi, è invece in via Barbaroux, palazzo del Comune (in foto).Teniamo a mente che è un palazzo del Comune. 

La terza sede era in via Massimo D'Azeglio, presso i locali concessi dal Bonelli (in foto).

Non abbiamo usato il verbo era per caso. 

Il Bonelli, ne abbiamo scritto spesso, è stato accorpato con il Bianchi-Virginio, processo che ha obbligato ad una riorganizzazione, a partire dagli spazi. 

L'istituto ha "sfrattato" le classi prime del Liceo economico sociale per ospitare, da settembre, alcune classi del liceo Artistico-Musicale, che passeranno quindi nei locali di via Massimo D'Azeglio. 

Ma dove andranno le nuove prime del Liceo economico sociale, che sono tre, e le due prime classi del Liceo delle Scienze Umane, che saranno per la prima volta ben sei e non quattro come negli anni precedenti e che in via Barbaroux non ci stanno?

Andranno in via Mazzini, nei locali lasciati liberi dal Grandis. 

Cinque classi. Tutte le altre resteranno in via Barbaroux e in corso Brunet.

Il De Amicis si ritrova quindi ancora suddiviso su tre sedi, con oggettivi problemi di gestione della didattica. Nonostante le promesse fossero state altre. 

E QUI SI APRE LA QUESTIONE DI VIA MAZZINI E VIA BARBAROUX

Il palazzo di via Mazzini è della Provincia, ente che gestisce le scuole secondarie di secondo grado, le superiori. 

Questa sede, liberata dal Grandis, era stato "promessa" al De Amicis, che così avrebbe avuto finalmente due soli sedi e accorpato lì tutte le classi di Scienze umane. 

Le scuole medie, attualmente in via Mazzini, si sarebbero dovute naturalmente spostare in via Barbaroux che, tra l'altro, è del Comune, ente al quale afferiscono gli istituti comprensivi e quindi anche le scuole medie. 

Quale miglior soluzione del tornare ciascuno a casa propria? De Amicis in via Mazzini, con 21 classi e 450 studenti, e la media del Comprensivo di corso Soleri in via Barbaroux. 

Ma qualcosa è andato storto. 

E così le scuole medie non torneranno in via Barbaroux, restando ad occupare spazi della Provincia e non spazi comunali, come dovrebbe invece essere. 

C'è un elemento evidentemente non trascurabile in questo incastro di sedi. Perché in via Barbaroux ci sono da sempre anche le aule del CPIA, il Centro di Istruzione per gli Adulti.

Doveva essere spostato da via Barbaroux a via Cacciatori delle Alpi, che però, come detto sopra, continuerà ad essere la seconda sede del Grandis. E perché, quindi, non spostarlo presso gli spazi di corso IV Novembre, che resteranno vuoti. 

Perché, ci spiegano, quel palazzo è della Regione. 

Così il Centro resterà in via Barbaroux assieme alle 23 classi del De Amicis. 

Classi che, se tutto avesse un senso, sarebbero in via Mazzini, di proprietà della Provincia e quindi sede naturale di istituti superiori. 

Invece, per l'ennesima volta, il De Amicis sarà smistato in tre sedi, nonostante sia la scuola più attrattiva della città. Elemento evidentemente penalizzante. 

"Via Barbaroux, pur essendo del Comune, resterebbe un'ottima soluzione se potesse ospitare tutti gli studenti di Scienze Umane. Invece, con l'aumento degli iscritti ed essendoci il Cpia, non ci stiamo più e siamo di nuovo in questa situazione, con classi sparse in tre posti diversi. La scuola è anche stare insieme - ha commentato il dirigente del De Amicis Carlo Garavagno - mentre noi continuiamo a rimanere divisi".

Barbara Simonelli

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