I saldi hanno perso la loro centralità come appuntamento più importante per gli acquisti ad un prezzo inferiore rispetto al costo primario. Per questo il “mondo dei saldi” deve esser ripensato e riorganizzato, per venire incontro ai clienti ma anche non “inceppare” un mercato che deve già far fronte a molte difficoltà, dall’aumento dei costi al calo delle vendite.
È questo il concetto base dal quale parte Confesercenti che, ormai da anni, chiede una revisione e seria e condivisa di questo periodo dell’anno e della sua applicazione.
“I saldi sono molto amati dai consumatori - spiega Nadia dal Bono, direttore generale Confesercenti della provincia di Cuneo - e in questi primi giorni dal via alle vendite, c’è stata una certa vivacità ma scordiamoci i saldi di una volta, perché i tempi sono cambiati e questo strumento va ripensato e adeguato alla nuova realtà del commercio”.
Ripensamento che Confesercenti chiede da tempo, pur consapevole della impopolarità della richiesta, che deve essere analizzata in un contesto ben definito. Se continua a mantenere in parte il suo appeal non è paragonabile a ciò che aveva rappresentato in passato, tanto per gli esercenti come per gli stessi consumatori, stretti tra le continue promozioni della grande distribuzione e dell’online ma anche degli stessi negozi di città.
“Soprattutto il settore dell’abbigliamento - prosegue il direttore generale dal Bono -, è profondamente cambiato e molti esercenti hanno deciso di percorrere vie alternative, come mettere in saldo solo una piccola parte delle proprie collezioni, fino ad arrivare a scegliere di non aderire nemmeno ai saldi. Concorrenza sleale e vendite promozionali, prezzi speciali per i clienti più assidui, non fanno che gravare sull’equilibrio del commercio, soprattutto quello di vicinato.
E a volte - sottolinea dal Bono - il prezzo viene rincarato al massimo durante la stagione per poi “abbassarlo” durante il periodo di saldi. In provincia di Cuneo il settore ha ancora un buon margine di positività, però non è snaturando le vendite dei saldi che si agevola il consumatore né tanto meno il commercio”.
Confesercenti ribadisce quindi, la sua proposta di trovare una collocazione più giusta per questo periodo tanto atteso e per farlo in maniera concreta e rilanciare un modello ormai stanco, organizza una raccolta firme per chiedere al Parlamento di far slittare la data di inizio di almeno un mese.
Sono tre gli obiettivi che si pone la petizione: oltre a far slittare la data di inizio di almeno un mese - e comunque alla fine vera di ciascuna stagione -, anche regolamentare e rendere più trasparenti le promozioni e tutelare le imprese di vicinato dalla concorrenza sleale dell’online.
“A pagare il prezzo più alto - conclude Nadia dal Bono - sono le piccole imprese del commercio di prossimità, che non possono reggere una competizione basata su sconti continui, margini sempre più ridotti e una concorrenza dell’online priva di regole paritarie: un sistema squilibrato che penalizza chi ogni giorno tiene vive le nostre città e i nostri centri storici. Per questo i saldi riacquisteranno la loro centralità solo se torneranno a tenersi alla fine dell’estate e dell’inverno, come formalizzato nella petizione nazionale lanciata appena poche settimane fa che già raccolto migliaia di firme, non solo tra gli addetti ai lavori”.





