A distanza di alcuni mesi dal confronto in Consiglio comunale, torna all'attenzione il completamento del lotto 1.6 della tangenziale di Cuneo. A riaccendere i riflettori su un'infrastruttura considerata strategica per la città e per l'intero territorio provinciale è Stefania D'Ulisse, consigliera provinciale e comunale di Cuneo Solidale e Democratica, che con una nota denuncia il protrarsi dello stallo e chiede un'accelerazione concreta dell'iter.
“Il perdurante blocco del lotto 1.6 della tangenziale di Cuneo rappresenta una criticità che il nostro territorio non può più permettersi di sopportare”, afferma D'Ulisse, sottolineando come cittadini, imprese e amministrazioni attendano ormai da anni il completamento di un'opera ritenuta indispensabile, mentre ritardi, contenziosi e incertezze continuano a rinviarne la realizzazione.
Richiamando anche le valutazioni dell'Osservatorio Territoriale Infrastrutture Piemonte, la consigliera evidenzia come il lotto 1.6 sia fondamentale per completare il sistema tangenziale cittadino, alleggerire il traffico che oggi attraversa Madonna dell'Olmo, Cerialdo e Confreria, migliorare la sicurezza stradale e garantire collegamenti più efficienti anche in vista della costruzione del nuovo ospedale.
Per questo Cuneo Solidale e Democratica chiede che Governo, Regione Piemonte, Anas, Comune e tutti gli enti competenti chiariscano quali siano gli ostacoli che ancora impediscono il completamento dell'opera e definiscano un cronoprogramma trasparente con tempi certi. “Non possiamo continuare ad assistere al susseguirsi di silenzi che penalizzano quotidianamente residenti, lavoratori, studenti e attività economiche”, scrive D'Ulisse, invitando tutte le istituzioni a riportare la questione tra le priorità dell'agenda politica. “Le infrastrutture non hanno colore politico: rappresentano un investimento sul futuro del territorio, sulla qualità della vita dei cittadini e sulla competitività delle nostre imprese. È responsabilità di tutti fare in modo che il lotto 1.6 della tangenziale di Cuneo esca definitivamente dall'impasse in cui si trova da troppo tempo”.
Una posizione già dichiarata durante la seduta del Consiglio comunale del 27 aprile scorso, quando il lotto 1.6 era stato al centro delle interpellanze presentate dai consiglieri Mavy Civallero (SiAmo Cuneo) e Franco Civallero (Forza Italia). In quell'occasione il dibattito aveva riportato alla luce una vicenda iniziata oltre quindici anni fa e mai giunta a conclusione.
Nel suo intervento, la stessa Stefania D'Ulisse aveva ricordato come la tangenziale rappresenti un'infrastruttura ritenuta essenziale per decongestionare il traffico proveniente dalla A33, oggi costretto ad attraversare i centri abitati di Madonna dell'Olmo e Confreria. Aveva quindi ripercorso la storia del progetto, presentato nel 2009 dalla società Asti-Cuneo, che prevedeva la realizzazione di un collegamento gratuito di circa 7,5 chilometri tra l'area del Miac e la tangenziale ovest in direzione Caraglio e valle Grana. Nel 2012, aveva ricordato, erano stati confermati finanziamenti per oltre 150 milioni di euro, risorse che però nel tempo si sono progressivamente dissolte fino ad arrivare all'attuale situazione, nella quale non risultano fondi disponibili per la realizzazione dell'opera.
Pur riconoscendo le difficoltà incontrate negli anni, tra rallentamenti burocratici, criticità ambientali e le opposizioni espresse da alcuni comitati, D'Ulisse aveva evidenziato come l'assenza di sviluppi concreti rischi di compromettere un'infrastruttura strategica per il futuro della città.
Durante la discussione era intervenuto anche il consigliere Vincenzo Pellegrino (Centro per Cuneo), ricostruendo il percorso del lotto 1.6 nell'ambito del completamento dell'autostrada Asti-Cuneo. Pellegrino aveva ricordato come il progetto della tangenziale fosse nato insieme agli ultimi lotti dell'autostrada e come il completamento della A33, dopo oltre trent'anni di lavori, renda ancora più urgente realizzare le opere complementari e compensative previste fin dall'origine. Da qui la richiesta al Consiglio comunale di farsi promotore di un'iniziativa istituzionale per ottenere un aggiornamento ufficiale sullo stato dell'iter.
All'opposizione gli interventi dei consiglieri Ugo Sturlese (Cuneo Per i Beni Comuni) e Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), entrambi critici rispetto al progetto originario della tangenziale.
Sturlese aveva definito ormai superata l'ipotesi di una tangenziale autostradale, ritenendo eccessivo il consumo di suolo agricolo che comporterebbe e sostenendo come un'infrastruttura di quel tipo non sia più compatibile con le attuali esigenze di tutela del territorio.
Anche Bongiovanni aveva espresso forti perplessità, ricordando di aver sostenuto fin dall'inizio una soluzione diversa, una tangenziale a carreggiata ordinaria, "stile Bovesana", ritenuta meno impattante, economicamente più sostenibile e realizzabile in tempi più brevi.
In replica, D'Ulisse aveva precisato che, allo stato attuale, l'unico progetto formalmente esistente resta quello approvato nel 2009. Aveva inoltre ricordato che negli anni era stata ipotizzata anche una versione declassata dell'opera, dal costo stimato di circa 80 milioni di euro, senza che però tale soluzione trovasse un concreto sviluppo. Infine aveva richiamato il piano definito nell'aprile 2024 per integrare la futura tangenziale con il nuovo ospedale, osservando come da allora non siano stati compiuti passi avanti né sul fronte progettuale né su quello delle risorse.
A chiudere il dibattito era stato il vicesindaco Luca Serale, che aveva condiviso la necessità di mantenere alta l'attenzione sul tema, inserendolo però all'interno di una pianificazione più ampia della mobilità cittadina. Serale aveva infatti sottolineato come la progettazione della tangenziale non possa essere separata da quella del futuro ospedale, ricordando il lavoro avviato dal Comune insieme all'Università di Torino grazie ai fondi del Pnrr per studiare la viabilità dell'area del nuovo nosocomio.
“È un discorso di sistema”, aveva spiegato il vicesindaco, evidenziando come “in passato in Piemonte sono stati realizzati nuovi ospedali senza un'adeguata pianificazione degli accessi viari”. Un errore che, secondo Serale, oggi non può più essere ripetuto. Da qui l'impegno a lavorare insieme alla Regione Piemonte affinché la progettazione del nuovo ospedale e quella della futura tangenziale procedano in maniera coordinata, individuando la soluzione più efficace per rispondere alle esigenze di mobilità dell'intero territorio.
Impegno che oggi Cuneo Solidale e Democratica torna a sollecitare chiedendo che “il tema venga attenzionato nell'agenda istituzionale, promuovendo ogni iniziativa utile affinché venga finalmente definito un percorso concreto verso la realizzazione dell'opera”.





