Attualità - 08 luglio 2026, 15:30

Saluzzo, aperta la "Casa di Pegaso" al Tapparelli: sarà la dimora di sei persone con disabilità

Concluso il mega progetto del Consorzio Monviso Solidale “Percorsi di autonomia per le persone con disabilità”, grazie al quale ora ci sono residenze anche a Savigliano e Fossano, per 18 posti letto

Saluzzo, aperta al "Casa di Pegaso"

Saluzzo, aperta al "Casa di Pegaso"

L’ex casa del custode del Tapparelli è ora la "Casa di Pegaso" (dal nome del mitologico cavallo alato) nuova residenza di sei persone del territorio con disabilità, che vivranno l’esperienza del cohousing nell'abitazione collocata tra la Rsa e il parco omonimo, composta da 3 camere doppie, cucina in comune e giardino.

E’ stata inaugurata ieri, martedì 7 luglio, nel parco della residenza dopo il simposio organizzato dal Consorzio Monviso Solidale che ha presentato i risultati raggiunti con il  progetto "Missione 5" finanziato dal Pnrr e che il titolo racconta: “Percorsi di autonomia per le persone con disabilità”. 

Il momento, molto partecipato, è stato occasione di presentazione pubblica dell'impresa, definita da più voci lunga e complessa e che, grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha consentito la realizzazione di tre gruppi di case destinate a sostenere percorsi di vita indipendente per persone con disabilità.

I nuovi spazi abitativi mettono oggi a disposizione dell'area in capo al Consorzio complessivamente 18 posti letto: 6 a Fossano, 6 a Savigliano e 6 a Saluzzo.

Gli interventi di Fossano e Savigliano sono stati realizzati in collaborazione con l'ATC Sud Piemonte, rappresentato ieri da Marco Buttieri, secondo un modello di edilizia sociale volto all’efficacia dei servizi alla persona, coordinati dall'Ente consortile. 

Il progetto di Saluzzo è stato sviluppato nell'ex casa del custode della Residenza Tapparelli, grazie alla collaborazione con la Rsa saluzzese proprietaria dell’immobile, che ha espresso soddisfazione e l'auspicio che "un luogo di memoria delle esperienze come è stato l'immobile del custode diventi un luogo di ripartenza per la crescita individuale". Così Tiziana Drago, presidente dell’Ente, presente all'incontro di restituzione del progetto con il direttore generale Massimo Perrone.

Grande partecipazione, emozione, gioia condivisa e tanti ringraziamenti nei saluti istituzionali, a partire da quelli della presidente del Consorzio Monviso Solidale Carla Giobergia, del direttore Enrico Giraudo e di Cristiana Bertaina, capo area progetti e qualità, che ha raccontato la lunga e ardua sfida, la fatica burocratica e gestionale immane, in cui però non si è mai persa la fiducia e l’obiettivo comune portato a buon fine e che ieri è stato festeggiato.

Sottolineata l’importanza dell'iniziativa che ha visto l’incrocio di risorse del Pnrr e collaborazioni insieme alla disponibilità di un numero alto di persone. Un prezioso lavoro per i territori che "rende l’inclusione una realtà tangibile", hanno evidenziato per i comuni di Saluzzo e Savigliano rispettivamente l’assessora comunale ai servizi sociali Fiammetta Rosso e il sindaco Antonello Portera. 

Presenti rappresentanti di servizi dell’Asl Cn1, il responsabile del settore Welfare della Regione Marco Musso con il consigliere regionale Mauro Calderoni, che ha espresso soddisfazione per il percorso, elogiando la capacità dei cuneesi e piemontesi di far squadra, dell'agire in gruppo al servizio del bene collettivo "che riesce a liberare risorse non solo finanziarie ma l’entusiasmo che attiva la capacità di fare".

Giulia Manassero, direttore generale Consorzio socioassistenziale del Cuneese e Valerio Lantero, direttore del Consorzio per i Servizi Socio Assistenziali del Monregalese, hanno raccontato l’esperienza dei loro territori nella realizzazione di modelli innovativi Pnrr favorenti la domiciliarità dei disabili.

"I percorsi di autonomia abitativa non sono semplici né privi di ostacoli" la considerazione di Stefania Dematteis, educatrice professionale di Proposta 80 che ha parlato dell'incontro tra "cuore e mattone" e di quando un progetto di vita entra in un appartamento, richiedendo però prima una sorta di fase preparatoria, una palestra di vita per allenare all’autonomia chi ha sempre vissuto in contesti contemplanti la necessaria presenza di famigliari e parenti.

"Si è insegnato loro quell’insieme di strategie per vivere l’abitazione: come il fare una lavatrice o cucinare,  o ancora fare un bancomat. Operazioni volte a migliorare la quotidianità, senza troppi errori".

Gli appartamenti che ospitano donne e uomini con disabilità, di età compresa tra i 25 e 45 anni, continueranno a rimanere in gestione all'Ente consortile Monviso per un decennio grazie ad accordi sottoscritti tra le parti, garantendo la prosecuzione di un'azione che potrà rivelarsi tanto più utile e incisiva quanto più in grado di svilupparsi nel corso del tempo.

 "Gli operatori e gli OSS coinvolti nella gestione concreta del progetto hanno anche il compito di monitorare le importanti fasi successive della vita in autonomia - afferma Cristiana Bertaina - Ciò per garantire che il percorso intrapreso possa svolgersi nei giusti tempi e con la necessaria gradualità, proprio perché non si può pensare che la conquista dell'autonomia possa avvenire da un giorno all'altro. In questo senso anche la funzione del Consorzio resterà centrale nel corso di tutto il progetto, in quanto già in precedenza punto di riferimento territoriale nell'ambito della disabilità e della messa a disposizione degli specifici servizi rivolti alla fascia della popolazione interessata".

Il progetto "Percorsi di autonomia per persone con disabilità" rappresenta un'importante opportunità di crescita sociale per una significativa porzione del territorio provinciale; uno strumento attento ad ascoltare le esigenze delle comunità e in grado di soddisfare, quanto più possibile, i bisogni delle loro componenti più fragili. La speranza è quella di un ulteriore sviluppo del percorso. 

L’evento, che ha visto al termine un momento conviviale, è stato accompagnato da intermezzi musicali al violino di Elisa Cavallera.

Vilma Brignone

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