Politica - 08 luglio 2026, 14:20

Sanità piemontese, attacco Pentenero-Calderoni: “Ritardi e mancanza di governo”

Gli esponenti del PD criticano la nota alle Asl: “Stop alle assunzioni e servizi a rischio, scelta contraddittoria”

Mauro Calderoni

Mauro Calderoni

"La nota inviata alle Aziende sanitarie regionali è una sorprendente ammissione di ritardo e di mancanza di governo. Quando a giugno si arriva a chiedere alle aziende di verificare se le assunzioni effettuate abbiano prodotto risultati, di sospendere nuove procedure di reclutamento e di ridisegnare la distribuzione del personale, significa che la programmazione non è stata fatta quando serviva" Lo affermano Gianna Pentenero (presidente del Gruppo PD in consiglio regionale), e Mauro Calderoni (consigliere regionale del Gruppo PD). 

"La parte più allarmante della nota è quella in cui si chiede alle aziende di sospendere le nuove procedure di reclutamento di fronte a una situazione che vede tanti reparti in crisi, concorsi deserti e difficoltà a garantire i servizi durante il periodo estivo. È difficile immaginare un messaggio più contraddittorio in una fase nella quale cittadini e operatori continuano a denunciare carenze di organico e difficoltà di accesso alle prestazioni" spiegano i consiglieri regionali

"Le liste d'attesa - proseguono - non si recuperano con le verifiche amministrative, ma con medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e personale amministrativo. Se ci sono problemi organizzativi vanno corretti, ma fermare o rallentare il reclutamento mentre si chiede alle aziende di dimostrare la coerenza delle assunzioni rischia di produrre l'effetto opposto a quello dichiarato". 

Secondo gli esponenti del Partito Democratico, la nota contiene inoltre una visione sbagliata del rafforzamento territoriale. "Tra le indicazioni rivolte alle aziende si legge che occorre porre 'particolare attenzione alla razionalizzazione dei micro-punti di erogazione, privilegiando la concentrazione funzionale e organizzativa all'interno delle Case della Comunità'. È una scelta che ci preoccupa." 

"Le case di comunità avrebbero dovuto potenziare i servizi territoriali, non solo riorganizzarli. Il territorio non si rafforza concentrando i servizi e riducendo i punti di accesso. Si rafforza aumentando l'offerta di sanità pubblica vicina alle persone così da ridurre il bisogno di ospedalizzazione, a partire dall'accesso al Pronto Soccorso. Per non parlare del fatto che nelle aree montane, nelle vallate, nei territori periferici e nei comuni più piccoli, i cosiddetti micro-punti di erogazione rappresentano spesso l'unico presidio realmente accessibile ai cittadini" sottolineano i consiglieri Dem.

"La domanda politica è molto semplice: perché questa lettera arriva soltanto adesso? La Regione chiede alle aziende di fare il censimento delle assunzioni effettuate nel 2025 e nel 2026, delle procedure in corso, delle procedure programmate, delle cessazioni, degli straordinari e perfino di predisporre un piano di ridistribuzione interna del personale. Tutte attività che dovrebbero essere oggetto di monitoraggio costante da parte della governance regionale, non di una verifica straordinaria a metà anno" incalzano i rappresentanti del PD. 

"Se davvero esistono problemi di sostenibilità della spesa o di allocazione delle risorse, la Giunta avrebbe dovuto affrontarli prima con un sistema di pianificazione e di controllo di gestione articolato. Quando si interviene a giugno chiedendo controlli straordinari, sospensioni delle nuove procedure di reclutamento e piani di riorganizzazione, si certifica che il problema non è nato oggi e che i buoi sono già scappati dalla stalla" dichiarano.  

"Con questa nota Riboldi ammette che la sanità piemontese viaggia a fari spenti nella notte e che rincorre i problemi anziché governarli. Il Piemonte ha bisogno di una sanità che assuma riduca concretamente le liste d'attesa e rafforzi la presenza dei servizi sul territorio. Non di una presa d'atto tardiva che rischia di tradursi in meno personale e meno prossimità per i cittadini. Siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori che pagano, insieme ai cittadini, le scelte sbagliate di Cirio e Riboldi sulla sanità. Chiederemo una discussione in consiglio sull'esito di questo intervento" concludono i Dem.


 

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