Per il 97% degli italiani mangiare in modo sano è essenziale per prevenire malattie come diabete, patologie cardiache e obesità, ma spesso resta difficile distinguere un cibo che fa bene da uno che fa male. Allo stesso tempo, l'88% degli italiani vuole conoscere la reale provenienza di un alimento e dei suoi ingredienti. È quanto emerge dall'Instant report Coldiretti/Censis "Mangiare bene per vivere meglio", presentato in occasione dell'iniziativa nazionale "Campagna Amica per la Salute", promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia e in corso in oltre 70 tra le principali eccellenze ospedaliere italiane ed europee.
Anche Cuneo è entrata a far parte di questo percorso con la firma del protocollo d'intesa tra l'Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle e Coldiretti Cuneo, presentato nella mattinata di venerdì 10 luglio.
L'iniziativa nasce dalla consapevolezza del ruolo fondamentale dell'alimentazione nella promozione della salute e nella prevenzione di numerose patologie croniche. Quella del cibo che ammala sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria pandemia silenziosa, alimentata da modelli di consumo che favoriscono prodotti industriali poveri di qualità nutrizionale e ricchi di ingredienti artificiali. Da qui l'esigenza di rafforzare il dialogo tra mondo sanitario e mondo agricolo, promuovendo corretti stili di vita, educazione alimentare e una maggiore conoscenza del rapporto tra cibo, prevenzione e qualità della vita.
Il protocollo siglato a Cuneo avvia una collaborazione stabile tra agricoltori e operatori sanitari. Tra le attività previste rientrano momenti di educazione alimentare, incontri tematici, punti informativi con il coinvolgimento di professionisti della salute, campagne di comunicazione dedicate alla prevenzione e occasioni di incontro tra cittadini e produttori agricoli del territorio. Particolare attenzione sarà dedicata alla valorizzazione della qualità e della tracciabilità degli alimenti, alla conoscenza delle produzioni locali e alla promozione di scelte alimentari più consapevoli.
All'incontro sono intervenuti Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo, Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo, Franco Ripa, Direttore generale dell'Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle, la Dott.ssa Maria Cristina Da Pont, Direttore della SC Dietetica e Nutrizione e la Dott.ssa Laura Gerbaudo, SS Medico Competente e Coordinatore del Gruppo di Valutazione Promozione della Salute.
Le dichiarazioni di Nada, Ripa e Goffredo (GUARDA IL VIDEO)
"La firma di questo protocollo al S. Croce e Carle è un segnale importante per Cuneo, perché conferma il valore della collaborazione tra istituzioni, sanità e realtà produttive del territorio – dichiara Patrizia Manassero, sindaca di Cuneo –. Quando soggetti diversi scelgono di lavorare insieme su temi che riguardano da vicino la comunità, si crea una rete più forte e capace di dare risposte concrete ai cittadini".
"Oggi portiamo anche a Cuneo un progetto nazionale che mette insieme sanità, agricoltura, istituzioni e ricerca attorno a un obiettivo comune: promuovere la prevenzione a partire dal cibo – dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo –. I nostri agricoltori garantiscono ogni giorno prodotti sani, freschi, locali e tracciati, frutto del lavoro delle imprese del territorio. Parlare di salute significa anche parlare di origine, stagionalità, qualità e trasparenza degli alimenti che arrivano sulle tavole. Questo protocollo rafforza il ruolo dell'agricoltura cuneese come alleata dei cittadini nelle scelte alimentari quotidiane".
"Con questa collaborazione vogliamo costruire un percorso concreto di informazione, educazione alimentare e prevenzione – aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo –. Il cibo può essere uno strumento fondamentale di salute quando è sano, naturale, tracciato e di qualità. Per questo è importante aiutare i cittadini, le famiglie e i più giovani a distinguere il cibo vero dai prodotti ultraformulati, spesso poveri di qualità nutrizionale e sostenuti da messaggi commerciali fuorvianti. Il rapporto diretto tra produttori agricoli, operatori sanitari e cittadini può diventare un modello efficace per promuovere scelte più consapevoli".












