Attualità - 10 luglio 2026, 15:39

Al Rotary Club Porta delle Alpi il passaggio delle consegne da William Brignone a Niccolò Clerico

Ha raccontato un anno di amicizia, servizio e futuro

Ci sono momenti nei quali una sala sembra trattenere qualcosa che va oltre le parole pronunciate: accade quando una comunità si ritrova per celebrare un passaggio, quando un incarico cambia persona e un simbolo assume un nuovo significato. È successo al Ristorante da Politano, dove il Rotary Club Porta delle Alpi ha vissuto la tradizionale cerimonia del passaggio delle consegne, una serata nella quale il collare presidenziale è passato dalle mani di William Brignone a quelle di Niccolò Clerico, accompagnando il naturale scorrere del tempo rotariano e insieme raccontando qualcosa di più profondo: la continuità di un gruppo di persone unite dalla volontà di mettere competenze, amicizia ed energia al servizio degli altri.

La scena, osservata con attenzione, ha avuto la semplicità delle cose importanti. Attorno al tavolo si sono incontrati volti conosciuti, amicizie costruite nel tempo, soci che hanno condiviso progetti, difficoltà, soddisfazioni e momenti di convivialità, quella particolare dimensione nella quale il Rotary ha sempre trovato una parte essenziale della propria identità. La presenza dell'Assistente del Governatore Enrica Culasso ha dato ulteriore rilievo alla serata, che ha rappresentato insieme la conclusione di un anno di lavoro e l'apertura di un nuovo capitolo nella storia del Club.

In queste occasioni il protocollo prevede gesti precisi, parole attese, rituali che si ripetono; eppure, dietro la forma, rimane sempre una sostanza fatta di persone. È proprio da questa consapevolezza che Brignone ha costruito il suo intervento conclusivo, scegliendo una strada lontana dalla semplice celebrazione dei risultati raggiunti e concentrandosi invece sul valore umano di ciò che è stato vissuto durante l'anno.

Ha raccontato di aver ripercorso fotografie, messaggi e ricordi, scoprendo ancora una volta che la parte più preziosa della storia del Club non si trova necessariamente nei documenti ufficiali, nelle comunicazioni pubbliche o nelle immagini destinate a raccontare un'attività, bensì nei rapporti che si sono creati fra le persone. È lì, in quella dimensione fatta di incontri e disponibilità reciproca, che un'associazione trova la propria vera forza.

Le parole hanno attraversato la sala con il tono di chi ha guardato indietro senza nostalgia, consapevole che ogni anno rotariano rappresenta soltanto una tappa di un percorso più lungo. Un Presidente riceve un incarico, lo interpreta secondo il proprio stile, affronta le sfide che il momento propone e poi consegna il testimone a chi viene dopo. Il ruolo ha una durata definita; ciò che resta è il patrimonio costruito insieme.

Durante l'anno appena concluso il Rotary Club Porta delle Alpi ha affrontato sfide e cambiamenti, scegliendo di mantenere uno sguardo aperto verso il futuro. Brignone ha ricordato come ogni tentativo di innovazione porti con sé una quota inevitabile di rischio, perché soltanto chi accetta di esplorare strade nuove può realmente crescere. L'immobilità offre sicurezza apparente, mentre il cambiamento richiede coraggio, capacità di ascolto e la disponibilità ad assumersi responsabilità.

È una riflessione che supera i confini di un'associazione e riguarda qualsiasi comunità chiamata a rimanere viva nel tempo. Le realtà che riescono a durare non sono quelle che semplicemente conservano ciò che hanno ricevuto, bensì quelle capaci di rinnovarlo, adattandolo alle esigenze di una società che cambia.

Il bilancio dell'anno ha raccontato un Club in crescita. Sono aumentati i Soci, sono stati raggiunti e superati gli obiettivi legati alla Fondazione Rotary, si sono rafforzate collaborazioni già esistenti e se ne sono create di nuove, mentre i progetti di servizio hanno prodotto un impatto concreto sul territorio.

Eppure, anche davanti a risultati importanti, William ha riportato l'attenzione sul punto centrale della sua riflessione: i protagonisti di questi traguardi sono stati i Soci.

Sono loro che hanno dedicato tempo ed energie ai progetti, che hanno partecipato alle iniziative, che hanno trasformato idee e valori in azioni concrete; sono loro che hanno rappresentato il volto quotidiano del Rotary, attraverso gesti spesso lontani dai riflettori e proprio per questo ancora più significativi.

In un'epoca nella quale molte volte il riconoscimento pubblico sembra essere diventato parte integrante di ogni attività, il Rotary continua a custodire un principio differente: il valore di un'azione non dipende dalla sua visibilità, bensì dall'effetto che riesce a produrre nella vita delle persone.

Il collare passato da William Brignone a Niccolò Clerico ha racchiuso proprio questo significato: quel simbolo ricorda che gli incarichi vengono affidati per un periodo limitato e che la responsabilità più importante consiste nel modo in cui si utilizza quel tempo. Le cariche passano, le persone restano; restano le amicizie costruite, i progetti realizzati, gli incontri capaci di lasciare una traccia.

Nel momento del passaggio del collare, la sala ha vissuto uno di quei brevi silenzi che spesso accompagnano i passaggi davvero importanti. Un gesto semplice ha raccontato una storia lunga: quella di chi ha ricevuto la fiducia dei propri Soci, di chi ha guidato un gruppo, di chi ora consegna a un altro compagno di viaggio il compito di continuare il cammino.

Brignone ha rivolto a Clerico parole di stima e amicizia, riconoscendogli le qualità necessarie per affrontare il nuovo anno rotariano: competenza, equilibrio e attenzione verso le persone. Gli ha affidato un Club che sta costruendo una parte importante della propria identità proprio nella capacità di stare insieme, invitandolo a custodire quello spirito e a farlo crescere. È forse questa la responsabilità più grande per chi assume un ruolo di guida: comprendere che prima dei programmi vengono le persone, prima dei risultati vengono le relazioni, prima dei numeri viene la capacità di creare un ambiente nel quale ciascuno possa sentirsi parte di qualcosa.

Il nuovo Presidente ha ricevuto così un'eredità fatta di progetti, ma soprattutto di fiducia: una fiducia che nasce dalla consapevolezza che un Club forte non dipende dalla singola figura che lo rappresenta, bensì dalla qualità della comunità che lo sostiene.

La storia del Rotary Club Porta delle Alpi, come è stato ricordato durante la serata, è ancora in fase di scrittura. Ogni anno aggiunge una pagina, ogni Socio contribuisce con il proprio impegno, ogni iniziativa diventa un capitolo di un racconto collettivo. Si è appena chiuso il primo capitolo, lasciando spazio al successivo.

Nel corso della serata, mentre il racconto dell'anno appena trascorso ha lasciato progressivamente spazio alle emozioni del passaggio delle consegne, il Rotary Club Porta delle Alpi ha vissuto anche due momenti dedicati al riconoscimento di chi, attraverso il proprio impegno, ha saputo interpretare nel modo più autentico lo spirito del servizio. La consegna delle onorificenze Paul Harris Fellow a Fabio Musso e Daniele Formento ha rappresentato uno dei passaggi più significativi della conviviale. Il riconoscimento, intitolato a Paul Harris, fondatore del Rotary International, appartiene alla tradizione più importante del Rotary International e viene attribuito a coloro che hanno dimostrato particolare dedizione ai valori che ne costituiscono il fondamento: amicizia, professionalità, disponibilità verso la comunità e attenzione verso chi ha bisogno. Anche in questo caso, il valore del momento è andato oltre il significato formale dell'onorificenza. I distintivi hanno raccontato un percorso, hanno dato un nome e un volto a un impegno che spesso si è sviluppato lontano dalla ribalta, nella quotidianità di riunioni, incontri, organizzazione di iniziative e collaborazione ai progetti del Club. Ogni associazione vive infatti grazie a persone capaci di trasformare un'adesione ideale in una presenza concreta. Sono coloro che rispondono quando c'è bisogno, che mettono a disposizione esperienza e competenze, che contribuiscono a creare quella rete di relazioni sulla quale ogni progetto realmente efficace deve necessariamente poggiare. L'applauso rivolto a Musso e a Formento è stato il riconoscimento pubblico di un percorso costruito nel tempo, la gratitudine del Club verso due Soci che hanno saputo offrire il proprio contributo con continuità e convinzione.

Il Rotary, del resto, ha sempre avuto una caratteristica particolare: riuscire a unire persone provenienti da esperienze professionali differenti, accomunate dalla volontà di restituire qualcosa al territorio nel quale vivono e operano. La forza del Club nasce proprio dall'incontro di competenze diverse, dalla possibilità di mettere insieme punti di vista differenti e trasformarli in una risorsa collettiva.

La stessa idea di apertura e crescita ha accompagnato un altro momento importante della serata: l'ingresso di una nuova Socia. Simona Ventura, titolare della Farmacia Valle Stura, è entrata ufficialmente a far parte del Rotary Club Porta delle Alpi, portando con sé una nuova esperienza professionale e una nuova sensibilità che andranno ad arricchire il patrimonio umano del sodalizio.

Ogni nuovo ingresso rappresenta molto più di un aumento numerico della compagine associativa: significa accogliere una persona chiamata a condividere una visione, a partecipare ai progetti, a mettere a disposizione del gruppo il proprio bagaglio umano e professionale. È attraverso i nuovi ingressi che un Club riesce a mantenere viva la propria energia. La tradizione rimane solida quando è capace di dialogare con il presente, quando trova nuove persone disposte a raccogliere un'eredità e a interpretarla secondo il proprio tempo.

La presenza di Ventura ha così assunto il significato simbolico di un passaggio ulteriore: mentre un Presidente ha consegnato il collare al suo successore, una nuova Socia ha iniziato il proprio percorso all'interno della famiglia rotariana: due movimenti apparentemente diversi, accomunati dalla stessa idea di continuità.

Dopo il discorso programmatico del nuovo Presidente Clerico, la serata si è avviata verso la conclusione con quella sensazione particolare che accompagna gli appuntamenti nei quali si chiude un capitolo e contemporaneamente se ne apre un altro. Le conversazioni hanno ripreso il loro ritmo, i tavoli si sono riempiti nuovamente di dialoghi e ricordi, mentre il nuovo anno rotariano ha iniziato simbolicamente il proprio cammino.

Rimaneva nell'aria il senso delle parole pronunciate da Brignone durante il suo ultimo intervento da Presidente: la storia del Club appartiene alle persone che lo compongono. Una frase semplice, apparentemente lontana dai grandi proclami, che in realtà contiene una delle riflessioni più profonde sul significato di una comunità: le organizzazioni cambiano, le responsabilità passano di mano, i protagonisti si alternano; ciò che permette a una realtà di continuare a vivere è la capacità dei suoi membri di riconoscersi in un obiettivo comune.

Il Rotary Club Porta delle Alpi ha costruito nel suo primo anno di vita una propria identità, fatta certamente di service e iniziative, di incontri istituzionali e risultati raggiunti, tuttavia sostenuta soprattutto da una dimensione più difficile da misurare: quella dello stare bene insieme. L'amicizia diventa conoscenza reciproca, fiducia, disponibilità, capacità di lavorare insieme anche quando le soluzioni non sono immediate e le strade da percorrere richiedono pazienza.

È questa la base sulla quale Niccolò ha ricevuto il compito di guidare il Club nel nuovo anno: un patrimonio affidato ora alla sua responsabilità, con la consapevolezza che ogni Presidente lascia inevitabilmente una propria impronta, senza cancellare quelle di chi lo ha preceduto.

Il futuro del Rotary Porta delle Alpi sarà composto dalle sfide che arriveranno, dalle nuove idee che nasceranno, dalle iniziative che prenderanno forma. Nessuno può conoscere oggi il contenuto delle pagine ancora da scrivere, tuttavia la serata del passaggio delle consegne ha mostrato una certezza: esiste un Club pronto ad affrontarle insieme. Il collare presidenziale ha cambiato proprietario per un nuovo anno, seguendo la tradizione del Rotary; la responsabilità ha trovato un nuovo custode; la storia del Club continua il proprio cammino Questa è la forza più grande di una realtà come il Rotary Club Porta delle Alpi: riuscire a ricordare, in un tempo nel quale tutto sembra consumarsi rapidamente, che il valore più importante resta quello delle persone capaci di dedicare una parte della propria vita agli altri. L'epoca contemporanea sembra attribuire valore soprattutto alle figure che occupano il centro della scena, mentre il Rotary continua ostinatamente a ricordare che il vero protagonista resta la comunità. Il Presidente guida, incoraggia, indica una direzione; la forza capace di trasformare le idee in realtà appartiene alle persone che, spesso lontano dai riflettori, dedicano parte della propria esistenza agli altri con la naturalezza di chi considera il servizio una forma di gratitudine verso il territorio nel quale vive.

Quando le luci della sala si sono abbassate e la serata si è conclusa, è rimasta questa immagine: un gruppo di uomini e di donne riuniti attorno alla stessa idea, consapevoli che nessun incarico dura per sempre, mentre il bene costruito insieme può continuare a viaggiare molto più lontano di chi lo ha iniziato.

E il viaggio del Rotary Club Porta delle Alpi è appena ripartito.

c.s.

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