Attualità - 10 luglio 2026, 15:54

Saluzzo, la Casa di Adalgisa apre per due donne con bambini in difficoltà: nuovo co-housing femminile in città

Era l’appartamento della storica maestra Isaia, che lo ha lasciato al Tapparelli. Il progetto sarà interamente gestito dal Consorzio Monviso Solidale

Saluzzo, corso IV Novembre dove si è aperto il co-housing  "La casa di Adalgisa"

Saluzzo, corso IV Novembre dove si è aperto il co-housing "La casa di Adalgisa"

 Il nuovo co-housing femminile in un appartamento di corso IV Novembre diventato di proprietà del Tapparelli e gestito dal 1° luglio dal Consorzio Monviso Solidale ospiterà a breve  due donne sole o con bambini minori che si trovano in situazione di difficoltà. 

Il progetto è stato battezzato la "Casa di Adalgisa" poiché l’alloggio appartenne ad Adalgisa Isaia, storica e conosciutissima maestra elementare deceduta nel 2017, personaggio e donna di impegno sociale che fece sentire la sua voce in vari ambiti, sensibile e generosa. Era stata all'inizio dei suoi anni di insegnamento la «magistro» di Elva, nella pluriclasse del paesino nell'alta val Maira. 

Seguendo le indicazioni del suo lascito testamentario, la destinazione d'uso della casa, rispecchierà la sua natura altruistica, rispondendo ad esigenze della comunità saluzzese nell'accogliere donne che vivono in situazione di fragilità.

Da parte del Consorzio Monviso Solidale è in corso l’allestimento dell’alloggio (due camere da letto, ingresso, cucina, soggiorno, bagno e due terrazzi) e la valutazione delle mamme con i propri figli che andranno ad abitarci.

"Gli inserimenti verranno fatti dai servizi sociali del territorio – spiega il responsabile del progetto Fabrizio Castellino- I co-housing, come già quello di Palazzo del Gallo in collaborazione con il comune di Saluzzo (4 donne, di cui tre con figli) rappresentano una risorsa molto importante nel territorio per offrire assistenza e ospitalità a donne in difficoltà economica o famigliare, con o senza figli.  Troveranno nella "Casa di Adalgisa" una soluzione temporanea fino a quando avranno raggiunto la completa autonomia lavorativa e abitativa". 

A seconda dei progetti tarati sui singoli casi, l'assistenza all’interno dell'abitazione  (che rimane di proprietà del Tapparelli ) vedrà impegnati, con passaggi giornalieri o notturni se occorre, operatori socio-sanitari,  ed educatori professionali per l’eventuale inserimento nel lavoro, come per gli aiuti scolastici e educativi indirizzati ai bambini. 

Le ospiti non pagheranno l’affitto,  che sarà invece pagato a prezzo calmierato dal Consorzio al Tapparelli- "Avranno così modo di investire maggiormente sul proprio futuro e su quello dei propri figli". Le donne si gestiranno in autonomia per le pulizie e la spesa quotidiana (aiutate se economicamente non autosufficienti).  
 

vilma brignone

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