Domenica 12 luglio resterà una data indimenticabile per Leonardo Calandri: il bambino di Caselle Torinese, che ha compiuto 10 anni lo scorso marzo, ha raggiunto la vetta del Monviso, realizzando un sogno che coltivava da tempo.
Ad accompagnarlo in questa straordinaria avventura sono stati la mamma Anastasia Polishchuk e la guida alpina Sandro Paschetto, profondo conoscitore del "Re di Pietra", alla sua 202ª salita.
L'impresa è iniziata già la sera precedente, sabato 11 luglio, quando mamma e figlio hanno raggiunto, partendo a piedi da Pian del Re, il rifugio Quintino Sella, dopo aver percorso 7,5 chilometri in salita in poco più di 2 ore.
Dopo la cena e il pernottamento, alle quattro del mattino la sveglia, poi la colazione e, alle 5 in punto, la partenza verso il 'Re di Pietra' con la guida Sandro Paschetto.
Leonardo con la mamma e la guida ha raggiunto la vetta in 5 ore e 20 minuti, con arrivo alle 10,20 alla croce posta in cima al Monviso.

La salita è stata resa ancora più suggestiva dalla neve fresca caduta durante il temporale del giorno precedente, che ha regalato scorci inconsueti lungo il percorso.
"Era la terza salita al Monviso per me – racconta mamma Anastasia – ma questa è stata senza dubbio la più emozionante. Leonardo aveva espresso lo scorso Natale il desiderio di raggiungere la vetta del Viso dopo che aveva compiuto i dieci anni. Mio marito ed io pensavamo che avrebbe aspettato almeno i quindici o sedici anni, invece era determinato e ha mantenuto la promessa fatta a sé stesso".
Il giovane scalatore ha affrontato l'intera escursione con una maturità sorprendente. Casco con torcia frontale, imbracatura, guanti, corda, scarponi da montagna e lo zaino sulle spalle con acqua, cibo e tutto il necessario: Leonardo è stato completamente autonomo. Seguiva la guide, mentre la mamma era dietro. Al ritorno hanno impiegato 5 ore.
"Ha superato ogni mia aspettativa – spiega la mamma –. Non si è mai lamentato, non ha mai detto di essere stanco e non c'è stato un solo momento di crisi. Chiedeva soltanto quanto mancasse alla vetta, come fanno tutti i bambini curiosi. Anche durante la discesa ha continuato a camminare senza mai rallentare. Credo di aver faticato più io di lui".
A rimanere colpito è stato anche Sandro Paschetto, che per la prima volta accompagnava in vetta un bambino così giovane. Leonardo ha affrontato con sicurezza anche i tratti più impegnativi della via normale, senza mai costringere la guida a fermarsi o ad aspettarlo.
L'emozione più grande è arrivata una volta raggiunta la croce di vetta: "Quando gli ho detto: 'Leo, sei sul Monviso' – racconta la mamma - lui mi ha risposto: 'Evviva, non ci credo ancora'. Più tardi durante la discesa, mi ha abbracciata più volte ripetendomi: 'Mamma, siamo stati sul Monviso non mi sembra vero'. È stata un'emozione indescrivibile.
L'intera escursione di domenica è durata oltre dodici ore, comprese le due ore di cammino dal rifugio Quintino Sella fino al Pian del Re, dove ad attenderli c'erano il papà Cristian e il fratellino Denis, di otto anni.
La montagna è una passione di famiglia. Ogni estate i Calandri trascorrono circa un mese a Crissolo, dove i nonni possiedono un appartamento, e approfittano di ogni giornata di bel tempo per esplorare i sentieri della Valle Po. Leonardo è sempre stato un ragazzino sportivo pratica sci dall'età di tre anni e quest'inverno, durante una settimana bianca in Val di Fassa, ha vinto la gara finale del corso di sci, confermando il suo talento nello sport.
Un'accoglienza speciale lo ha atteso anche al Quintino Sella. Il personale, colpito dall'impresa del bambino, gli ha regalato la maglietta del rifugio come ricordo della giornata.
"Volevamo condividere questa esperienza – conclude mamma Anastasia – non per stabilire un record, ma per dimostrare che, con preparazione, prudenza e il supporto di una guida esperta, anche un bambino motivato può raggiungere un traguardo così importante".
Leonardo ha già scolpito nel cuore il ricordo più bello della sua giovane età: "È stato il giorno più emozionante che abbia mai vissuto. Arrivare in cima al Monviso era il mio sogno e quando ho raggiunto la croce sulla vetta non riuscivo ancora a crederci. È stata una fatica, ma spero di tornarci presto".












