Dare priorità alla produzione di energia o a quella alimentare? Il nuovo Disegno di legge regionale in materia di individuazione di ulteriori aree idonee all'installazione di impianti da fonti rinnovabili, rispetto all'impostazione iniziale, crea i presupposti per determinare una condizione peggiorativa per l'agricoltura, incrementando in modo non equilibrato le aree potenzialmente utilizzabili, anche se classificate come agricole. È quanto rileva Coldiretti Cuneo, nel ricordare che la priorità deve essere la produzione di cibo.
"È fondamentale tutelare le zone produttive. Sotto questo punto di vista, la normativa nazionale individua già in modo specifico le aree che, pur ricadendo in zona agricola, sono da ritenersi idonee. In tal senso, un ulteriore ampliamento appare eccessivo, considerando le ampie superfici che potrebbero essere utilizzate prendendo in considerazione i tetti dei fabbricati, le aree industriali dismesse o quelle già compromesse, in quanto caratterizzate dall'impermeabilizzazione del suolo, fermando le azioni speculative che, nel corso degli ultimi anni, hanno interessato anche aree produttive di pregio", dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.
Nel Cuneese il consumo di suolo ammonta a oltre 38.000 ettari, su una superficie complessiva di circa 690.500 ettari, pari quindi a circa il 5,3% del territorio provinciale.
"La realizzazione di impianti fotovoltaici a terra è da considerarsi incompatibile con la destinazione agricola dei suoli, che occorre preservare rispetto a ogni altro obiettivo e scopo. Auspichiamo che in Consiglio regionale vengano introdotte modifiche volte a limitare il consumo di suolo, creando un maggiore equilibrio tra la necessità di produrre energia e quella di produrre cibo e consentendo alle imprese agricole di lavorare per soddisfare l'esigenza, espressa dai consumatori, di poter acquistare cibo derivante da filiere territoriali, sinonimo di qualità e sicurezza alimentare", aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.





