Agricoltura - 16 luglio 2026, 13:35

Biologico, Coldiretti Cuneo: “Più trasparenza sui prodotti importati, ma serve meno burocrazia”

Il settore affronta un aggravio burocratico superiore del 30%

Immagine di repertorio

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Il voto sul biologico del Parlamento europeo rappresenta un passo avanti per assicurare maggiore trasparenza sulla provenienza dei prodotti importati, ma serve uno sforzo maggiore verso la semplificazione per un settore che oggi deve affrontare un aggravio burocratico superiore di almeno il 30% rispetto all'agricoltura tradizionale. È quanto afferma Coldiretti Bio in occasione dell'adozione, da parte della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, della relazione sulla revisione del regolamento (UE) 2018/848 sulla produzione biologica.

La relazione finale approvata ha indirizzato una discussione parlamentare che rischiava di allargarsi ad aspetti tecnici di dettaglio, che avrebbero potuto minare alcuni principi di base del biologico. In particolare, si interviene positivamente sulla norma relativa all'utilizzo del logo europeo sui prodotti biologici importati da Paesi extra UE, migliorando la proposta della Commissione e rendendone più restrittivo l'uso. Una misura importante, considerato il record di arrivi di prodotti da Paesi terzi registrato sulle tavole italiane nel 2025, con un aumento del 26% delle importazioni rispetto all'anno precedente. Positive anche le modifiche relative alla certificazione di gruppo, che dovrebbero facilitare l'adozione di questa importante semplificazione nella certificazione biologica dei piccoli agricoltori.

Nella Granda sono oltre 19 mila gli ettari coltivati oggi con metodo biologico e le produzioni riguardano soprattutto colture da foraggio, prati, cereali, frutta e vite. Molto richiesto a livello internazionale è il vino biologico. Sono oltre 1.000 gli operatori certificati biologici tra produttori, trasformatori e importatori.

"Sicuramente è stato fatto uno sforzo verso la semplificazione, che però dovrebbe essere affrontata in maniera ancora più significativa in un settore nel quale l'eccesso di burocrazia rappresenta oggi un costo inutile ed eccessivo per tutti gli agricoltori biologici", dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.

"L'auspicio è che, nei successivi passaggi di confronto tra le Istituzioni europee per arrivare alla definizione finale del regolamento, possano essere stralciati alcuni elementi di scarsa chiarezza e di ulteriore complicazione. Oggi il biologico ha bisogno di norme stabili e ben definite, per garantire una corretta concorrenza tra i produttori dei diversi Paesi e mantenere elevate le garanzie per i cittadini", aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.

c.s.

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