All'alba della seconda decade di luglio 2026, il Piemonte presenta un quadro idrico particolarmente critico. In particolare, il Tanaro registra condizioni di severa siccità, con indici che non raggiungevano livelli così preoccupanti dal 2022. A determinare questa situazione contribuiscono anche la scarsità di neve residua e le portate ridotte dei principali corsi d'acqua.
Le precipitazioni registrate nel mese scorso sul bacino del Po, alla confluenza con il Ticino, evidenziano un deficit del 36% rispetto alla media del periodo 1991-2020. Scarti negativi analoghi, e in alcuni casi superiori al 50%, si osservano anche considerando l'ultimo trimestre, aggravando ulteriormente una situazione meteorologica già fortemente compromessa.
Anche le temperature di giugno confermano un andamento eccezionale: la media mensile è stata di 3,5 °C superiore ai valori storici, un dato molto vicino ai record dell'estate 2003 e che, al momento, non accenna a diminuire. A questo si aggiunge l'intensa ondata di calore che ha interessato il territorio alla fine di maggio 2026. Queste condizioni favoriscono un marcato aumento dell'evapotraspirazione, il processo attraverso il quale l'acqua evapora dal suolo e viene rilasciata dalle piante nell'atmosfera. Il risultato è un incremento dello stress idrico dei terreni e della vegetazione, con un conseguente aggravamento degli effetti della scarsità di precipitazioni sulle portate dei corsi d'acqua e sulla disponibilità complessiva della risorsa idrica.

Anche le acque superficiali, come fiumi e laghi, mostrano un quadro preoccupante, con un deficit medio del 37% rispetto ai valori tipici del periodo.
Entrando nel dettaglio, il Tanaro e il Varaita registrano nel mese di luglio portate superiori al 50% in meno rispetto alla norma, mentre lo Stura di Demonte presenta valori meno estremi ma comunque significativi e meritevoli di attenzione.
Le temperature elevate, inoltre, aumentano il rischio di incendi boschivi. Una condizione che può favorire anche il fenomeno del debris flow, ovvero rapide colate di detriti e acqua con effetti spesso devastanti sul territorio, soprattutto nelle aree già interessate in passato da incendi.
Questi deficit rendono necessario un monitoraggio costante e accurato della situazione, soprattutto alla luce delle previsioni che indicano il proseguimento di un'estate caratterizzata da temperature elevate e precipitazioni scarse.





