Agricoltura - 17 luglio 2026, 12:41

Vitivinicolo, Varrone (Cia Cuneo): “Dopo l'allarme è calato il silenzio, ma la crisi non è finita. Servono interventi strutturali subito”

Tra le misure ritenute indispensabili l'organizzazione continua a indicare la vendemmia verde: "Sosteniamo con forza un piano triennale, riequilibrerebbe i rapporti di forza, oggi troppo sbilanciati a favore di chi acquista le uve, restituendo maggiore potere contrattuale ai produttori"

Igor Varrone, direttore provinciale Cia Cuneo

Igor Varrone, direttore provinciale Cia Cuneo

«Un mese fa tutto il Piemonte era in subbuglio per la crisi che stava investendo alcuni vini e, di conseguenza, interi comparti viticoli. Associazioni di categoria, Consorzi, giornali e Regione erano tutti mobilitati, tra proposte più o meno realistiche e la volontà dichiarata di affrontare una situazione che rischiava di travolgere il settore. Oggi, invece, è calato il silenzio più assoluto. Ma la crisi non è certo scomparsa».

È quanto afferma il direttore provinciale di Cia Agricoltori Italiani di Cuneo, Igor Varrone, che torna a richiamare l'attenzione sulle difficoltà del comparto vitivinicolo piemontese e sulla necessità di adottare misure strutturali.

«Appena la Regione ha stanziato 1,7 milioni di euro per finanziare l'acetificazione dei vini rossi dell'Astigiano e, nel frattempo, all'interno del Consorzio dell'Asti è stata trovata una quadra sulle produzioni, tutto il mondo che fino a pochi giorni prima scalpitava è improvvisamente scomparso dal dibattito. Nel frattempo, però, continuano a circolare indiscrezioni sui prezzi delle uve: si parla, ad esempio, di 60 centesimi al chilogrammo per la Barbera d'Asti. Se questi valori saranno confermati, sarà evidente come il contributo regionale da quasi 2 milioni di euro si sia rivelato del tutto insufficiente per la maggior parte dei produttori di Barbera».

Varrone richiama l'attenzione anche sull'andamento del Moscato d'Asti: «Si vocifera la volontà di un ribasso del prezzo delle uve, una riduzione che appare dettata più dalla volontà di una parte della filiera di tornare a imporre la propria forza contrattuale che da reali condizioni di mercato. Dopo essersi trovata di fronte un'agricoltura unita nel rivendicare le proprie ragioni, oggi quella stessa parte della filiera sembra voler rialzare la testa, nell'indifferenza generale, Regione compresa».

Il direttore di Cia Cuneo evidenzia le criticità che riguardano anche altri vitigni: «Si continua a parlare di un'offerta troppo elevata rispetto alla domanda, ma è una valutazione tutta teorica. La siccità, il caldo degli ultimi mesi e le grandinate che hanno colpito numerose aree, hanno ridotto sensibilmente le produzioni. Pensare che quest'anno il vigneto piemontese possa registrare una vendemmia piena sarebbe quasi un miracolo».

Per Varrone è proprio questo il momento in cui occorre agire.

«Nessuno oggi alza più la voce, ma è adesso che bisogna intervenire, soprattutto se vogliamo lavorare sulle produzioni del prossimo anno. Alla Regione ricordo che, se davvero si vuole affrontare la crisi, non si può aspettare ancora».

Tra le misure ritenute indispensabili, Cia Cuneo continua a indicare la vendemmia verde: «La nostra Organizzazione sostiene con forza un piano triennale di vendemmia verde, capace di ridurre in modo deciso le produzioni, consentendo agli agricoltori di sopravvivere a questa fase e di ristrutturare le proprie aziende. Purtroppo questa proposta non sembra trovare il favore della Regione e di altri soggetti della filiera. Il motivo è semplice: riequilibrerebbe i rapporti di forza, oggi troppo sbilanciati a favore di chi acquista le uve, restituendo maggiore potere contrattuale ai produttori. Ed è proprio questo che qualcuno non vuole».

Varrone riconosce l'importanza delle attività di promozione, ma invita a una riflessione più ampia: «Negli ultimi anni sono state investite risorse molto consistenti nella promozione e oggi ci troviamo comunque ad affrontare questa situazione. Forse è arrivato il momento di ripensare e ristrutturare profondamente il sistema vitivinicolo piemontese».

Infine, il direttore provinciale di Cia Cuneo osserva che, parallelamente alla misura della vendemmia verde, "occorre anche bloccare temporaneamente l'assegnazione di nuovi diritti d'impianto, salvaguardando quelli già esistenti".

Inoltre, secondo Varrone, Stato e Regione dovranno mettere in campo un vero investimento sulla ricerca, in particolare sulle Tecniche di evoluzione assistita (Tea), perché il futuro della viticoltura piemontese passa anche dalla capacità di innovare e di adattarsi ai cambiamenti climatici e di mercato».

c.s.

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