Anche il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Claudio Sacchetto interviene sul tanto discusso caso Roggero.
"Egregio Direttore,
la vicenda di Mario Roggero continua a interrogare profondamente l'opinione pubblica e pone una domanda che molti cittadini si stanno facendo: è giusto che i familiari di chi ha scelto di commettere una rapina ottengano un risarcimento dalla vittima?
Le sentenze si rispettano e nessuno intende mettere in discussione il ruolo della magistratura, se i giudici hanno valutato che Mario Roggero abbia superato i limiti della legittima difesa, il processo ha seguito il suo corso e la responsabilità penale è stata accertata. Tuttavia, è altrettanto legittimo interrogarsi sulla severità di una condanna a 14 anni e 9 mesi nei confronti di una persona anziana, incensurata, che ha reagito dopo aver subito l'ennesima (l'ottava!) violenta rapina nella propria attività commerciale.
Ciò che lascia maggiormente perplessi è il risarcimento riconosciuto ai familiari dei rapinatori. Pur comprendendo che il nostro ordinamento distingue la responsabilità penale dai diritti risarcitori dei congiunti, è difficile spiegare ai cittadini perché chi è stato vittima di un grave reato debba farsi carico anche di un esborso economico così rilevante. È una situazione che alimenta un diffuso senso di ingiustizia e che rischia di incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Proprio per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi, il Governo ha previsto nel nuovo Disegno di Legge sulla sicurezza disposizioni che rafforzano la tutela delle vittime e intervengono su aspetti che hanno suscitato un profondo disagio nell'opinione pubblica. È un passo nella giusta direzione, perché lo Stato deve essere percepito come vicino a chi subisce un reato, non a chi sceglie di commetterlo, con le nuove norme chi delinque non potrà più essere risarcito in sede civile in molteplici casistiche, fra cui la rapina.
Ritengo inoltre che la richiesta di grazia per Mario Roggero meriti la massima attenzione, nei prossimi giorni anche il Consiglio regionale del Piemonte si esprimerà chiedendo la grazia; il Ministero della Giustizia ha già avviato l'istruttoria prevista dall'ordinamento e numerosi parlamentari del centrodestra stanno raccogliendo le firme a sostegno dell'istanza.
La grazia non cancella una sentenza e non mette in discussione il lavoro della magistratura. È uno strumento previsto dalla Costituzione per consentire, in casi eccezionali, una valutazione di carattere umanitario. L'età di Mario Roggero, l'assenza di precedenti penali e il contesto drammatico in cui maturarono quei fatti rappresentano elementi che, a mio avviso, giustificano una riflessione seria e responsabile.
Lo Stato deve stare sempre dalla parte delle persone perbene. Chi delinque deve sapere che ne risponderà davanti alla legge; chi subisce un reato non può sentirsi abbandonato dalle istituzioni. È questo il principio che dovrebbe guidare ogni scelta di buon senso".





