Lo scorso 10 luglio la sindaca di Piasco Stefania Dalmasso è stata tra i protagonisti di un confronto dedicato alla democrazia partecipativa, organizzato dalla Fondazione Salvemini al Polo del '900 di Torino. Insieme a Giorgio Mantoan, consigliere della Città Metropolitana di Milano, e al giornalista Simone Bianchetta, ha illustrato l'esperienza del piccolo Comune della Valle Varaita davanti a una platea composta soprattutto da giovani interessati alle nuove forme di partecipazione civica.
Un'occasione per raccontare le iniziative con cui l'Amministrazione comunale sta cercando di rafforzare il dialogo tra istituzioni e cittadini, un percorso che proseguirà anche quest'anno con la seconda edizione dell'Assemblea di Comunità, in programma giovedì 17 settembre alle 21 all'Ala della Pace, dopo il positivo riscontro ottenuto dall'esperienza dello scorso anno.
L'Assemblea di Comunità nasce come uno spazio aperto di ascolto e confronto tra cittadini, associazioni e amministrazione, con l'obiettivo di discutere insieme le questioni che riguardano il presente e il futuro del paese. La novità dell'edizione 2026 è che sarà la cittadinanza stessa a costruire l'ordine del giorno.
Fino al 18 agosto ogni cittadino potrà presentare fino a cinque proposte, purché riguardino temi di interesse generale, siano formulate in modo chiaro e propositivo e non facciano riferimento a casi personali o singole segnalazioni di manutenzione. Per ciascun argomento sarà richiesto di indicare il tema, le ragioni della sua importanza per Piasco e il risultato o il confronto che ci si aspetta dall'Assemblea.
Le proposte potranno essere consegnate a mano alla Segreteria comunale oppure inviate via e-mail. Successivamente l'Amministrazione raccoglierà i contributi, accorperà quelli riferiti allo stesso argomento e definirà l'ordine del giorno privilegiando i temi ritenuti di maggiore interesse per la comunità.
Nel corso dell'incontro torinese, Dalmasso ha spiegato il senso di questo percorso partecipativo: "Ho portato l'esperienza di Piasco, un piccolo Comune che prova a dimostrare come la qualità della democrazia non dipenda dal numero degli abitanti, ma dalla volontà di costruire relazioni di fiducia tra istituzioni e cittadini. Oggi il problema non è soltanto l'astensione. È la distanza che molti avvertono nei confronti della politica. Ridurla significa creare spazi in cui le persone possano essere non semplici destinatarie delle decisioni, ma protagoniste della vita della comunità".
La sindaca ha quindi ricordato gli strumenti messi in campo dall'Amministrazione: "Per questo a Piasco abbiamo scelto di investire sulla partecipazione: con l'Assemblea di Comunità, che mette al centro il confronto; con il Registro dei Volontari Civici, che trasforma il senso civico in impegno concreto; con il Consiglio Comunale dei Ragazzi e il suo piccolo bilancio partecipato, perché la democrazia si impara praticandola. In un tempo in cui cresce la sfiducia verso le istituzioni, abbiamo il dovere di ricostruire un rapporto autentico tra cittadini e politica. Non basta chiedere consenso ogni cinque anni: dobbiamo creare occasioni reali di coinvolgimento, perché una comunità è più forte quando ciascuno sente di poter dare il proprio contributo".





