La frazione Maddalena di Pontechianale ha vissuto anche quest'anno due intense giornate di fede e tradizione in occasione della festa patronale dedicata a Santa Maria Maddalena che dà il nome alla frazione capoluogo.
Le celebrazioni si sono concluse ieri, mercoledì 22 luglio, richiamando residenti, villeggianti e tanti affezionati della borgata, nel segno di una tradizione che continua a essere tramandata di generazione in generazione.
Ad aprire i festeggiamenti, nella serata di martedì 21 luglio, è stata la tradizionale processione con le fiaccole partita dalla cappella dedicata alla Santa nel centro del paese.

Il corteo, guidato dal parroco don Silvio Sartore e accompagnato dalle note della Banda musicale di Brossasco, ha attraversato la borgata in un clima di raccoglimento e partecipazione. Nel pomeriggio, come vuole la tradizione, le bambine e le donne del paese avevano percorso il giro del lago raccogliendo i fiori destinati ad adornare la statua della Santa.

A rendere ancora più suggestivo il corteo religioso è stata la presenza, come ormai accade da alcuni anni, di un gruppo di ragazze provenienti da Vicenza, particolarmente devote a Santa Maria Maddalena, che hanno accompagnato la statua della Santa lanciando petali di rosa lungo il percorso.

Le celebrazioni sono proseguite ieri mattina con la messa solenne, celebrata da un sacerdote egiziano che durante il periodo estivo raggiunge la Valle Varaita per affiancare don Silvio Sartore nel servizio pastorale delle parrocchie della valle.
Al termine della funzione si è svolto il tradizionale incanto, la caratteristica asta pubblica che rappresenta uno dei momenti più attesi della festa.


A condurre il banditore è stato il massaro Flavio Vasserot, mentre gli abitanti di Pontechianale hanno indossato gli antichi costumi tradizionali della valle. Le donne hanno sfoggiato il caratteristico "béro", il copricapo occitano impreziosito da raffinati merletti al tombolo, simbolo dell'identità culturale del territorio.
Il ricavato della vendita all'incanto sarà destinato alla manutenzione della cappella di Santa Maria Maddalena e all'adeguamento dell'impianto antifurto, contribuendo così alla conservazione di un luogo di culto particolarmente caro alla comunità.
I massari dell'edizione 2026 sono stati Lara Morel, Flavio Vasserot, Silvio Franzosi, Roberto Faure e Secondo Martina, che insieme ai volontari hanno curato l'organizzazione della manifestazione, mantenendo viva una tradizione profondamente radicata nella storia del paese.
La giornata si è conclusa con la tradizionale cena a base di polenta e costine servita nella piazza del paese.













