Politica - 23 luglio 2026, 18:17

Cuneo si schiera contro la riforma della caccia: il Consiglio comunale approva l'ordine del giorno

Via libera con 18 voti favorevoli, 2 contrari e 12 astensioni al documento che chiede di rafforzare il ruolo dell'ISPRA, coinvolgere la Commissione Ambiente della Camera e modificare il testo del disegno di legge per tutelare fauna e biodiversità

Cuneo si schiera contro la riforma della caccia: il Consiglio comunale approva l'ordine del giorno

Il Consiglio comunale di Cuneo prende posizione sul Disegno di legge n. 1552 in materia di caccia. Nella seduta del 21 luglio è stato infatti approvato, con 18 voti favorevoli, 2 contrari e 12 astensioni, l'ordine del giorno che impegna la sindaca Patrizia Manassero e la Giunta a sostenere presso il governo le richieste avanzate dalle associazioni ambientaliste per modificare il provvedimento attualmente all'esame del Parlamento.

L'atto è stato presentato dai gruppi Cuneo Mia, Cuneo per i Beni Comuni, Indipendenti, Siamo Cuneo e Forza Italia.

L'ordine del giorno chiede che il disegno di legge venga esaminato dalle Commissioni riunite VIII Ambiente e XIII Agricoltura della Camera dei deputati, che vengano presentati emendamenti per limitare gli effetti ritenuti dannosi sul patrimonio faunistico nazionale e che venga mantenuto il carattere vincolante dei pareri dell'ISPRA, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che il Ddl prevede invece di rendere esclusivamente consultivi.

Ad illustrare il documento è stato il consigliere Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia).

Sono parecchie le associazioni che si oppongono all'approvazione di questo Ddl: ambientaliste, animaliste, scientifiche ed escursionistiche, insomma tutti coloro che amano la natura e vogliono poterla frequentare senza la paura di essere impallinati”, ha affermato.

Il consigliere ha spiegato di aver rinunciato personalmente a escursioni in montagna per la presenza di cacciatori armati e ha definito la tutela della fauna “un dovere morale verso gli animali e verso il sistema ambientale da cui dipendono la salute, l'economia e la qualità della vita delle nostre comunità”.

Nel suo intervento Bongiovanni ha ripercorso le principali criticità evidenziate dall'ISPRA sul testo del disegno di legge. Tra queste, l'introduzione della gestione faunistica tra le finalità della norma, il depotenziamento del ruolo dell'istituto scientifico, la possibilità di estendere la caccia alle specie migratorie oltre i limiti indicati dalla normativa europea, la reintroduzione della cattura di uccelli selvatici come richiami vivi, la possibilità di trasformare le aziende faunistico-venatorie in aziende agrituristico-venatorie senza adeguate valutazioni tecnico-scientifiche e la riduzione delle aree protette. “Il Ddl introduce un limite massimo del 30% di territorio protetto, in netto contrasto con le politiche europee che fissano proprio nel 30% la quota minima di territorio da tutelare entro il 2030”, ha sottolineato.

Il Partito Democratico ha annunciato il proprio voto favorevole attraverso la consigliera Santina Isoardi. “La salvaguardia della fauna selvatica e l'equilibrio dei nostri ecosistemi non possono avere un colore politico: non sono temi di destra o di sinistra”, ha dichiarato, criticando le disposizioni che consentirebbero la caccia nei valichi montani, sui terreni innevati e l'indebolimento delle tutele per alcune specie protette.

Tra i cofirmatari dell'ordine del giorno è intervenuto anche Paolo Armellini degli Indipendenti, che ha evidenziato il calo del numero dei cacciatori in Italia e ha contestato alcune delle novità previste dal disegno di legge. “Si potrà sparare addirittura anche dopo il tramonto. Si riaprirebbe la possibilità di catturare uccelli selvatici da utilizzare come esche vive: una pratica crudele e anacronistica già condannata dall'Europa”, ha affermato.

Fortemente critico anche l'intervento della consigliera Flavia Barbano (Centro per Cuneo).

La caccia non è uno sport, non è una tradizione: è una forma di dominio travestita da passione. I boschi appartengono prima agli animali e poi a tutti noi. La natura non è un poligono di tiro”, ha dichiarato.

Sulla stessa linea Sara Manassero (Pd), che ha ricordato la propria esperienza familiare.

Mio padre era un cacciatore. Questa legge ritorna alla preistoria: cacciare sulla neve come l'uomo di Neanderthal? Liberalizzare i richiami vivi e indebolire la scienza non è progresso, è regresso”, ha affermato.

Di diverso avviso il consigliere di Fratelli d'Italia Massimo Garnero, uno dei due voti contrari.

Secondo Garnero il provvedimento punta a riconoscere un maggiore ruolo alle Regioni nella gestione faunistica e rappresenta “un approccio equilibrato capace di coniugare la tutela degli ecosistemi con le esigenze delle attività produttive, come quella agricola, e con il ruolo svolto dall'attività venatoria, rivelatasi strategica nel contrasto alla peste suina”.

Hanno invece scelto l'astensione Vincenzo Pellegrino (Centro per Cuneo) e Luca Paschiero (Cuneo civica).

Pellegrino, ex cacciatore, ha sostenuto che il testo dell'ordine del giorno fosse “leggermente viziato da un approccio ideologico”, ribadendo che “il cacciatore moderno è il primo ambientalista sul campo” grazie alle attività di monitoraggio della fauna.

Paschiero ha invece motivato la propria astensione richiamando il tema del rapporto tra caccia e consumo di carne.

Mi chiedo se non ci sia anche una certa ipocrisia nel condannare la caccia e poi consumare carne. Per questo il mio voto è di astensione”, ha spiegato.

Nel dibattito è intervenuto anche Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni), che ha definito il disegno di legge “un segnale di imbarbarimento dei valori comuni”, auspicando una maggiore educazione al rispetto degli animali fin dalla giovane età.

Nella dichiarazione finale di voto, Claudio Bongiovanni ha ribadito le ragioni del documento approvato dal Consiglio.

Attribuire ai cacciatori un nuovo ruolo nella conservazione della biodiversità è una contraddizione evidente. Il Ddl, invece di promuovere una cultura ecologica, rischia di trasformare il cacciatore nel distruttore della stessa caccia», ha sostenuto, ricordando come il provvedimento abbia suscitato critiche non solo nel mondo ambientalista ma anche in una parte del centrodestra e richiamando inoltre la recente presa di posizione di papa Leone XIV, che in una lettera alla Lipu ha definito la questione «di grande rilevanza sociale e morale”.

Con l'approvazione dell'ordine del giorno, il Comune di Cuneo trasmetterà il documento agli organi di Governo, chiedendo che il testo venga modificato nel corso dell'iter parlamentare per garantire una maggiore tutela della fauna selvatica e della biodiversità.

Sara Aschero

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