Riceviamo e pubblichiamo:
Gent.mo Sig. Direttore,
da alcune settimane osservo, con crescente attenzione e preoccupazione le vicende che riguardano la Fondazione CRC.
Per fortuna, pochi giorni fa, è stato sventato il bruttissimo tentativo di allungamento del mandato operativo del Presidente e del Consiglio Generale. Volgare atto di disprezzo nei confronti degli Enti che ne indicano i membri.
Resta, però la pessima decisione di investire 1,5 milioni di Euro (distogliendoli dal fondo erogativo) nel capitale di minoranza della nuova "La Stampa". Decisione presa senza confronto alcuno con gli stakeholder locali e senza confronto neppure con il Consiglio Generale.
Operazione imprenditoriale quantomeno "curiosa". Nessuno, infatti, comprende la ratio di tale investimento nell'asfittico settore dell'editoria. E' significativa, peraltro, l'assenza in questa triste vicenda. delle due maggiori Fondazioni piemontesi (Fondazione CRTO e Compagnia di San Paolo).
Altrettanto "curiosa" è l'ipotesi dei vertici della Fondazione CRC di acquistare a Cuneo un importante immobile, nonostante la Fondazione stessa sia già proprietaria di altri immobili di grandi dimensioni che non hanno ancora una chiara destinazione.
Quantomeno "inopportuna", pare, infine, l'ipotesi di nominare quale Direttore Generale della Fondazione CRC la sorella di un amministratore pubblico che in tale veste è beneficiario delle erogazioni della Fondazione stessa e, perciò, in imbarazzante conflitto di interessi.
Qual è la motivazione di tali scelte? Spesso, le strategie più inspiegabili vengono elaborate altrove per essere poi attuate da esecutori fin troppo condiscendenti.
In considerazione, quindi, della "bizzarra" visione socioeconomica dell'attuale Presidente della Fondazione CRC, diventa spontaneo chiedersi chi e/o che cosa influenzi l'indirizzo della Fondazione CRC.
Sono stato per due mandati (dal 2000 al 2010) membro del Consiglio Generale della Fondazione medesima. Ricordo con quanta cura e quanta attenzione venivano operate le scelte erogative e strategiche a supporto della nostra Provincia e, pur con due diversi Presidenti (Giacomo Oddero ed Ezio Falco,) mai fu trascurato il rispetto per l'Istituzione e per il Territorio da cui la Fondazione CRC ha tratto fondamento.
In questi tempi tribolati, il ruolo della Fondazione CRC deve essere ancora di più quello di motore di sviluppo e non la dispersione di risorse pubbliche conquistate con il sudore del lavoro.
Una Provincia che ha dato i natali a uomini come Giovanni Giolitti, Luigi Einaudi e Michele Ferrero non merita certamente di subire le muscolari esibizioni di un coacervo di trumpisti alla bagna cauda
Cordiali saluti
Bruno Manno - Alba





